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Undici metri d’amore

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C’era una volta, le favole iniziano sempre così, c’era una volta una squadra , una città cinese ed una storia da dimenticare.
C’era una squadra dalla maglia azzurra che attendeva con passione l’occasione di vendicarsi.
“Capita a volte che il destino sappia due trucchi più di te”, diceva una canzone.
E così ci ritroviamo tutti davanti ad uno schermo a guardare trepidanti l’ultimo calcio di rigore.Facciamo qualche passo indietro.
La partita era iniziata quasi due ore prima. Per ben tre volte il Napoli aveva partecipato alla finale di super coppa, tutte le volte contro la Juventus, ed il risultato è di una vittoria per parte, peccato però che l’ultima per i partenopei risalga a 24 anni prima : troppo.
La partita si mette subito in discesa per i bianconeri che vanno in vantaggio con Tevez al 4° minuto, complice una colossale disattenzione difensiva dei partenopei.
Il Napoli non si scoraggia, non si da per vinto e ribatte colpo su colpo, colpendo anche due pali nel corso del match, prima con Hamsik e poi con Higuain.
A circa mezz’ora dal termine sulla fascia sinistra si apre un varco l’incursione di De Guzman spinge l’azione sul fondo, dopo aver dribblato con un veloce gioco di gambe un paio di calciatori zebrati crossa , al centro dell’area svetta Higuain che con uno splendido colpo di testa mette la palla nel sacco : 1-1.
La partita porta le due compagini ai supplementari e la stanchezza inizia ad affiorare in entrambe le squadre, ma in agguato c’è ancora Tevez, che al 1° del secondo tempo supplementare, riceve un passaggio dallo splendido Pogba, con una rapida sterzata si libera di un difensore e mette la palla alle spalle dell’incolpevole Rafael . 2- 1, sembrano spente oramai le speranze per gli azzurri. Sembrano.
Ma il destino a volte sa meravigliarci e così si materializza un sogno, che parte da Napoli spinto dall’ amore dei tifosi ed arriva fino in Quatar, un desiderio così forte che sembra quasi spingere la squadra napoletana sulle ali di una ritrovata vigoria fisica.
La reazione dei partenopei è furiosa, e se nella prima occasione Buffon si oppone magnificamente a un violento tiro di Gonzalo Higuain nulla può quando al 118°, a due minuti dalla fine, il 9 partenopeo si lancia in area in una scivolata spiazzando l’estremo difensore zebrato.
Tutto da rifare.
Inizia così la lotteria dei rigori, inizia con un errore da entrambe le parti.
Successivamente cinque rigori consecutivi segnati da entrambi ed il gioco entra nel vivo, l’ansia cresce come quella dei tifosi che hanno gli occhi pieni di tensione , paura , voglia di vincere , amore.
Due rigori vengono sbagliati dal Napoli da Mertens e Callejon, due errori che potrebbero risultare fatali.
Ma quando non c’è più niente da fare accadono sempre i miracoli.
Sui piedi dei piemontesi due match point che potrebbero decretare la vittoria bianconera, che per fortuna degli azzurri vengono annullati da due errori, il primo tra le braccia di Rafael e il secondo da parte di Pereyra che manda il pallone alle stelle.
Si avvicina così Koulibaly che tira con tutte le sue forze un pallone che colpisce addirittura il palo e poi va in rete.
Eccoci , siamo tutti davanti alla tv , davanti l’ultimo calcio di rigore, il nostro racconto era iniziato così .
Il tempo si ferma, nella memoria tornano in mente storie di un passato glorioso e di tante ingiustizia subite.
L’attesa si fa interminabile un sogno distante undici metri eppure quei pochi secondi sembrano un eternità.
Per chi ama i colori azzurri , per i veri i tifosi del Napoli questa non è una partita come le altre, è l’operaio che se la vuole giocare contro il padrone, è il debole che è stanco di bugìe storiche e di soprusi, il buono contro il malvagio, Davide contro Golia o semplicemente siamo “ noi contro di loro”.
Inizia così la rincorsa del rigorista juventino Padoin, ogni passo è scandito da un battito del cuore che freme, tiro secco alla sua sinistra, Rafael il portierone azzurro, spesso criticato si distende alla sua destra e con tutta la sua forza respinge il pallone.
E’finita, ha vinto il Napoli , ha vinto chi sembrava fino a un minuto dalla fine non potesse vincere.
Ha vinto una città che ha tanta voglia e bisogno di rialzarsi, perdonate la retorica.
“Alla fine vincono sempre i buoni, perché se vincono i cattivi vuol dire che quella non è la fine.”

Roberto Migliaccio

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Roberto Migliaccio

Autore Roberto Migliaccio

Roberto Migliaccio nasce a Napoli il 25-12-1978, appassionato di scrittura creativa pubblica : “HO SOGNATO DI SCRIVERE POESIE” Edito da Kimerik nel giugno 2007 ; “ED E’ SUBITO SERA” aa.vv edito da Kimerik nel gennaio 2011. "PENSIERI E PAROLE D'AMORE"aa.vv. - Kimerik novembre 2011 Premiato al concorso le “Frasi più belle” indetto dalla MONTBLANC; Pubblicazione di articoli per i giornali universitari “Il corriere dei diritti” e “Parthenopiamoci”;