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Un uomo e la sua luce interiore: intervista a Gaetano Vivo

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Gaetano Vivo


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Il fondatore di Bridges of Light si racconta ad ExPartibus in attesa dell’imminente convegno online ‘Se le porte della percezione fossero spalancate ogni cosa apparirebbe così com’è, infinita’

Mentre l’Italia si risveglia dal torpore dei giorni dedicati alle festività pasquali fra zone rosse e arancioni, i nostri microfoni giungono a Napoli, nel cuore della città, accolti da un prestigioso insegnante di Reiki conosciuto e apprezzato davvero in tutto il mondo; un mondo che ha realmente girato in lungo e in largo: Gaetano Vivo.
Un uomo particolarmente gentile e garbato, alla cui presenza si percepisce una sensazione di benessere spirituale ed emotivo; una tranquillità, quella che traspare dal suo volto, che giunge oltre i paletti della materia e inonda l’anima di vera Luce.

Il conversare con lui mi porta inevitabilmente a viaggiare con la mente nello spazio e nel tempo, toccando tematiche non avvezze certamente alle masse, ma che negli ultimi anni stanno raggiungendo sempre più persone di ogni estrazione culturale.

Gaetano, nel ringraziarla per averci accolto questo pomeriggio, nell’improntare questa piacevole chiacchierata tra amici, le chiedo come nasce la sua popolarità? Ma soprattutto, chi è Gaetano Vivo oggi?

Gaetano Vivo è certamente una persona molto normale ed è un ragazzo che nasce in una provincia napoletana da una famiglia in vista, ma che, da bambino, ha avuto una serie di problematiche, essendo introverso e purtroppo bullizzato, così come ho scritto nel mio ultimo libro, di cui le racconterò a breve.

Sono il primo di tre figli e ho vissuto in una comunità in cui non c’era la stessa mentalità aperta che i miei genitori mi avevano comunque trasmesso.

Nipote e figlio di farmacisti conosciuti, terminato il liceo, mio padre voleva che continuassi gli studi che avevano seguito lui e mio nonno, ma io mi sentivo un pesce fuor d’acqua e, con determinazione, mi sono ribellato a questo destino a cui sentivo di non appartenere.

Pensi che nel 1980, all’età di quindici anni i mei genitori mi avevano mandato in una vacanza studio in Inghilterra e quando ho messo piede lì per la prima volta, ho deciso che quella sarebbe stata la terra in cui mi sarei trasferito e in cui avrei vissuto e così ho fatto sino all’anno scorso.

Dopo essermi laureato in lingue a ‘L’Orientale’ di Napoli nel 1989, mi sono spostato a Londra, dove tutt’ora ho la mia casa, le mie cose, il mio vissuto.

La capitale del Regno Unito è stata per me un’apertura di mentalità estrema e, già negli anni Ottanta, la gente mostrava una grande fecondità intellettuale per la diversità, la tutela degli animali, l’emancipazione a 360 gradi. Ho avuto, da sempre, un’attenzione particolare per i Tudor e quando sono stato per la prima volta a Hampton Court, fuori Londra, nel castello che fu una delle residenze più importanti del re Enrico VIII, mi sono sentito a casa.

Preciso questo particolare perché in una delle ipnosi regressive a cui mi sono sottoposto, sembra proprio che nel mio ciclo di incarnazioni, molte volte sia stato inglese e addirittura il tutore di quella che, nel Cinquecento, sarà una delle donne più potenti al mondo: la regina di Inghilterra Elisabetta I.

Ho avuto un’educazione rigida da parte di mio padre e della mia insegnante delle scuole elementari e, per questo, mi ritrovavo ad essere un bambino molto solo, introverso e solitario; così mi rinchiudevo nel mio mondo surreale e, di notte, come tante volte ho dichiarato e affermato nei miei corsi formativi, nei miei scritti o sui social, venivo visitato da entità angeliche che mi facevano vedere luoghi e cose, per mezzo dei cosiddetti viaggi in astrale, giusto per utilizzare una terminologia adeguata e congrua, per i conoscitori della tematica, che io ho realmente riscoperto e conosciuto da adulto.

Avvertivo la loro protezione e percepivo il sostegno spirituale che mi veniva donato dal Cielo. In quei viaggi ho visto dapprima Londra, poi l’India, le Canarie, la Svizzera, gli Stati Uniti: tutti luoghi in cui sono fisicamente stato anni dopo e in cui ho insegnato Reiki.

Inizialmente lavoravo come interprete – traduttore in una banca italiana a Londra e mi venne offerta la possibilità di andare a vivere a Parigi, per un anno, dove traducevo manuali informatici per una compagnia di computer: un vero deserto!

Tornato dalla Francia, decisi di stabilirmi a Londra definitivamente e comprai casa. In quel periodo, parlo degli anni Novanta, aprii un negozio di metafisica dove vendevo libri, carte di tarocchi, cristalli e poi, al di sotto di questa attività commerciale, avevo anche un centro dove venivano espletate dimostrazioni pubbliche di medianità. Quello che adesso si vede molto diffusamente in giro, e mi riferisco alla tematica della medianità sui social e in TV, io lo facevo già trent’anni fa e con nomi di prestigio.

Che tipo di medianità possiede?

La mia è certamente una medianità che ho sviluppato da bambino; ovviamente continuo a studiare in un College, in Inghilterra, di medium e di guaritori; in pratica, se io sto qui a parlare con lei, la guardo, la osservo, sono in grado di vedere la sua energia, la sua aura, riuscendo a percepire nitidamente i colori dei suoi chakra, distinguendo quelli che le funzionano da quelli meno attivi, su cui lavorare e da ripristinare.

Quando ha dato effettivamente una svolta alla sua vita, considerati comunque gli enormi cambiamenti che già vi aveva apportato?

Nel 1995, quando ho incontrato la mia prima insegnante Reiki, la Collins, che mi ha aperto un mondo nuovo, in cui mi sono realmente ritrovato. Da lì in poi, senza mai lasciare lo studio di questa disciplina, ho cominciato io stesso a fare trattamenti Reiki e già in Inghilterra uscirono moltissimi articoli della stampa che parlavano di me, del mio operare nel Reiki e col Reiki: ero diventato un personaggio pubblico, senza rendermene conto.

Tutto è veramente avvenuto molto naturalmente. In quegli anni, venivano in incognito al mio negozio dei giornalisti inglesi, mi chiedevano di sottoporsi ai trattamenti Reiki e scrivevano degli articoli davvero meravigliosi.

Dopo uno in particolare, nel 1997, almeno trecento persone vollero fare trattamenti Reiki con me. È stato davvero un momento e un successo straordinario.

Definirla un maestro è riduttivo, lei è molto di più…

No, non sono un maestro, il vero maestro è Yogananda, sono un insegnante, nulla di più. Molti mi etichettano, in maniera bonaria, come il maestro Gaetano, ma non lo sono: io sono semplicemente un insegnante Reiki.

Proprio questa pratica spirituale mi ha dato modo di comprendere che non ero tagliato per la vita imprenditoriale; così decisi di chiudere il negozio a Londra e dedicare completamente il mio vivere quotidiano a tale disciplina.

Nel 1996 sono partito per gli Stati Uniti; in Arizona ho conosciuto William Rand, uno dei maestri più importanti al mondo, che mi ha formato per il secondo e terzo livello Reiki.

Nel Reiki, appunto, esiste un lignaggio, e la mia attivazione energetica è molto vicina all’origine e ciò mi ha consentito, anche a detta di tanti, di avere un’energia interiore molto forte.

Gaetano, cosa succede nella sua vita dopo l’esperienza americana e europea?

All’inizio degli anni duemila sono rientrato in Italia e ho pubblicato il mio primo libro dal titolo ‘Risveglia il tuo cuore col Reiki’, che ha avuto un successo straordinario, ed altri testi. La mia vita nel Belpaese si divide fra corsi e scrittura sempre e solo per il Reiki.

Ho centri di formazione a Genova e a Catania, e proprio in questa splendida città siciliana, nel 2017, ho fondato la Reiki Vivo International School, la mia prima scuola per l’insegnamento e nel 2019 è nato il gruppo Facebook Bridges of Light – Ponti di Luce, che attualmente ha più di 24.000 iscritti.

Mi sono messo in gioco ancora una volta, ponendomi davanti ad una telecamera a parlare di meditazione anche con parole semplici e dirette, assieme ad altre persone che collaborano con me e che sottolineo non lavorano per me e che portano in rete la propria esperienza.

Da ultimo, sto creando una nuova piattaforma social, Bridges of Light International, in cui ci saranno soltanto degli speaker inglesi e sta nascendo anche Bridges of Light Television, perché ho intenzione, insieme al mio team, di costituire proprio una televisione.

La sua voglia di innovare e creare nuove realtà non si arresta, ma, al contrario, è in notevole espansione; in merito alla sua ultima fatica letteraria, invece, ‘Panta Reiki’, Libraio editore, cosa ci racconta?

La gestazione di questo testo è durata all’incirca quattro anni; è un libro che è stato per me stesso una vera rivelazione. Nella prima parte, incentrata sulla mia infanzia, ho narrato anche di una molestia sessuale subita e di tante esperienze che mi hanno portato ad essere poi, nel periodo della giovinezza, molto introverso, perché mi vergognavo, e, come accennavo prima, avevo un padre molto severo, una maestra ancora più rigida e l’unico angelo era mia madre, che oggi, purtroppo, non è più tra noi.

Insomma, ho dovuto lottare contro me stesso per rendere pubblica questa mia liberazione. Inizialmente pensavo di attendere che mio padre non ci fosse più, poi ho sedimentato la convinzione che farlo prima era meglio, soprattutto per me: avevo necessità di affrancarmi e, finalmente, oggi sento di essere me stesso con tutti.

Il libro a chi è rivolto e quale messaggio vuole che giunga ai suoi lettori?

Il libro, alla terza edizione in meno di sei mesi, è rivolto a tutte le persone che conoscono il Reiki, una tecnica di rilassamento giapponese, ma anche a chi non ne sa nulla e potrebbe interessarsene e approfondirlo.

Si tratta di una canalizzazione; nell’operare canalizzi l’energia dell’universo attraverso di te, il tuo corpo fisico, ma anche mediante il tuo corpo di luce, per cui, quanto più puro è il canale più pura è l’energia che ricevi. Io non mi definisco certamente un guaritore, anche se tanti di me lo dicono.

Cosa intende quando afferma che più puro è il canale tanto maggiore è la purezza che raggiungi?

La purezza è non solo ciò che riguarda il corpo fisico, in relazione ad esempio a ciò che mangi abitualmente, ma è anche afferente alla meditazione, che concerne la parte mentale e di cuore, per cui tu devi assolutamente aprire il tuo cuore e poter donare a tutti questa energia.

Il Reiki guarisce l’anima e solo e se la tua anima vuole guarire, allora anche il tuo corpo fisico ne trarrà giovamento e ristoro. Io non sono nessuno; Dio è energia universale che tu puoi canalizzare e donare agli altri che ti chiedono aiuto e soccorso.

Eraclito con ‘Panta Rei’ affermava che tutto scorre; con questo libro io dichiaro e chiarisco che il Reiki è l’Energia Universale che scorre.

Pensi che due anni fa pubblicai un testo in arabo dal titolo ‘Guarisci il cuore del mondo’, che ha avuto un successo straordinario negli Emirati Arabi e anche lì, in molti mi seguono e si sottopongono ai miei trattamenti energetici.

Caro Gaetano, siamo quasi in dirittura di arrivo; ci vuole parlare dell’evento che sta organizzando e che ci sarà a breve?

Sto organizzando il secondo convegno online di Bridges of Light, dove ci saranno tantissimi esperti in materia di alto spessore come Manuela Pompas, Stewart Pearce, Roy Martina, Sahar Huneidi, Paola Giovetti.

È prevista, inoltre, una tavola rotonda medica che ho personalmente costituto e che si chiama ‘La medicina tradizionale incontra la medicina alternativa e la medicina energetica’, condotta dal Dr. Riccardo Annibali e dal Dr. Enrico Cheli.

Una tre giorni no stop, dalle nove del mattino alle ventitré, che si terrà il 16, 17 e 18 aprile 2021 dal titolo ‘Se le porte della percezione fossero spalancate ogni cosa apparirebbe così com’è, infinita’.

E mi farebbe piacere davvero se anche lei potesse partecipare a questo convegno raccontando, o meglio spiegando, la relazione che può esserci fra Storia ed Esoterismo.

Carissimo Gaetano, non posso negare che mi ha sorpreso notevolmente con questa proposta e augurandomi di essere all’altezza del compito, le confermo la mia partecipazione al convegno. Un’ultima domanda e poi ci salutiamo con un arrivederci: se lei dovesse sintetizzare il Reiki in poche parole, come lo definirebbe?

Userei le parole del titolo del mio primo libro in inglese: ‘Reiki is love’, il Reiki è amore.
Vede, una delle mie missioni personali è proprio quella di risvegliare la coscienza delle persone e di quanti chiedono il mio aiuto; questo, per me, dà un senso a tutto ciò che faccio nella mia vita.

Nel ringraziare Gaetano e la sua straordinaria ospitalità, con tanta serenità e pace nel cuore, ci diamo appuntamento al prossimo 16, 17 e 18 aprile su Bridges of Light – Ponti di Luce, per il secondo convegno online in cui si avrà davvero l’opportunità di conoscere tanti personaggi del settore e imparare maggiormente il senso e il valore del Reiki che altro non è che Amore.

Canalizzare l’energia è un immenso dono da fare e da farsi, perché l’energia è amore. È fondamentale, perciò, avere un grande senso di responsabilità.
Gaetano Vivo – Panta Reiki

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Antonio Masullo

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".