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UIL Polizia condanna aggressione agli agenti di Sora (FR)

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Norberto Scala


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Dichiarazione del Segretario Generale della UIL Polizia, Norberto Scala

Riceviamo e pubblichiamo.

Ieri pomeriggio siamo stati informati dell’ennesimo episodio che ha suscitato clamore in tutta l’opinione pubblica, legato ai fatti avvenuti in Sora che ha visto coinvolti alcuni appartenenti alla Polizia di Stato.

Parliamo di una grave ed incomprensibile aggressione nei confronti di due nostri colleghi che operano negli uffici del Commissariato Polstato di Sora, da parte di persone noti agli uffici di Polizia.

Prima di entrare nei particolari dell’accaduto, vorrei esprimere per nome e per conto di tutta l’organizzazione sindacale che rappresento, la nostra solidarietà e vicinanza nei confronti di tutto il personale del Commissariato Polstato di Sora e in modo particolare ai colleghi, rimasti coinvolti nell’accaduto.

Solo grazie al miracoloso intervento da parte degli stessi che si è riusciti ad evitare il peggio, anche se entrambi sono stati medicati presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sora. Purtroppo, non è la prima volta che tali episodi si verificano sempre nei confronti dei colleghi della Polizia di Stato, sempre ad opera di persone appartenenti alla comunità Rom.

Per questo, chiediamo ai vertici dell’amministrazione la possibilità di convocare il comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubblica al fine di coinvolgere tutte le componenti – Polizia di Stato, Guardia di Finanza, CC, Polizia locale e Corpo forestale dello Stato – e gli amministratori, al fine di dare un segnale forte di presenza dello stato sul territorio.

I fatti accaduti evidenziano come, determinati gruppi di soggetti che operano quotidianamente nella illegalità, si sentono impuniti anche grazie ai recenti interventi legislativi che non consentono ai magistrati di applicare la custodia in carcere.

Ed ha anche un sapore di beffa il fatto che, nonostante siano stati arrestati per i fatti gravissimi commessi, dopo appena qualche ora si siano ritrovati nelle loro confortevoli abitazioni di edilizia pubblica residenziale, seppure agli arresti domiciliari.

È arrivato il momento di dire basta!!!

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