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UGL Lazio: presentato il progetto P.UN.T.A.C.CAPO

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progetto P.UN.T.A.C.CAPO


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Dichiarazione del Segretario Regionale UGL Valiani

Riceviamo e pubblichiamo.

Si è tenuto oggi, 20 ottobre, in modalità videoconferenza Webinar la presentazione del Progetto P.UN.T.A.C.CAPO. finanziato nell’ambito degli Interventi di integrazione socio lavorativa per prevenire e contrastare il caporalato, anche tramite attività di agricoltura sociale, per mantenere condizioni di regolarità lavorativa.

Al convegno sono intervenuti la Dottoressa Elisa De Fina, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, Divisione III- Segreteria Tavolo Caporalato, Domenico Talani, Viceprefetto, Dirigente dell’area Tutela dei Diritti Civili, Cittadinanza e Immigrazione, Claudio Di Berardino, Assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione, Personale della Regione Lazio, Michele Maria Spina, Questore di Latina, Armando Valiani, Segretario regionale UGL Lazio, Massimo Basili, Segretario UTL Viterbo, Manlio Martellucci, Account Manager ETT Solutions SpA , Rosalia Mieses, Dirigente Nazionale SEI UGL, Salvatore Stingo, Presidente FedAgriPesca – Confcooperative Lazio, Gurmukh Singh, Presidente della Comunità indiana del Lazio , Massimo Baldan, Presidente Op Zeoli Fruit.

Modera: Paolo Luci, Presidente di Ass.For.SEO e Direttore del progetto.

L’intervento del Progetto, finanziato nell’ambito del fondo FAMI 2014/2020 e promosso da Ass.For.SEO in ATS con l’UGL, intende intervenire sulla multidimensionalità del fenomeno del caporalato, affrontando i principali nodi problematici e i fabbisogni delle Province di Latina e Viterbo; per cui le Criticità interessate dal progetto sono i ritardi e le inefficienze del sistema di intermediazione fra domanda e offerta nel lavoro agricolo; la carenza di informazione su diritti/tutele, attivabile da parte dei lavoratori; la carenza di programmi/servizi appropriati per l’inclusione sociale, abitativa e lavorativa delle vittime/potenziali vittime di sfruttamento; la mancanza di servizi di trasporto adeguati ed alternativi a quelli imposti dai caporali.

Il progetto, inoltre, prevede l’erogazione di servizi, anche innovativi, a favore di cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti, relativi a un sistema efficace e trasparente di matching tra domanda e offerta di lavoro; l’inserimento sociale e lo sviluppo dell’occupabilità, formazione/informazione in materia di diritti e doveri di cittadinanza, di sicurezza sui luoghi di lavoro e di tutele esistenti, insieme al supporto necessario per intraprendere percorsi guidati verso il lavoro regolare; l’avvio di percorsi di fuoriuscita dai ghetti, tramite percorsi formativi/informativi e il supporto specifico in materia civico-linguistica, di sicurezza stradale e soluzioni di trasporto sicure e sostenibili, opportunità e soluzioni di integrazione abitativa.

Sottolinea il Segretario Armando Valiani Segretario Regionale:

Con la la realizzazione di Questo Progetto si intendere mettere in campo misure volte a migliorare le condizioni sociali dei lavoratori a rischio, in quanto persone che lavorano nel settore agricolo o nella sua filiera ‘in nero’ o con modalità contrattuali irregolari, attraverso soluzioni dignitose e stabili nel medio-lungo periodo che possano contribuire all’uscita da condizioni di marginalità, direttamente correlate al contesto di vita.

Il progetto verrà attuato sia in Provincia di Latina che in quella di Viterbo.

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