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Storie di donne nella Giornata regionale contro le mafie

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Raffaele Cattaneo


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L’Auditorium Gaber del Consiglio regionale lombardo affollato di studenti delle scuole superiori

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Più di 230 studenti delle scuole superiori lombarde hanno affollato questa mattina, 20 marzo, l’Auditorium Gaber del Consiglio regionale. L’iniziativa, per la giornata regionale dell’impegno contro le mafie, istituita con una legge regionale del 2011, era oggi dedicata in particolare alle donne vittime della criminalità organizzata o che ad essa si sono opposte.
Dopo il forte impatto del video ‘Cento Passi’, ispirato alla vicenda di Peppino Impastato, il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, nel suo intervento di apertura, ha ricordato che

la battaglia per la legalità ci coinvolge tutti, anche al di là del tributo alla memoria di chi per essa ha sacrificato la vita.

L’alto numero di donne uccise dalla mafia, ha osservato Cattaneo, ricordando alcune di esse

Sfata il mito della mafia d’onore che non tocca donne e bambini e mette l’accento sul compito delle donne di sconfiggere il silenzio.

In questi cinque anni di legislatura abbiamo accolto circa 26.000 studenti per visite didattiche e ci siamo posti l’obiettivo di sensibilizzarli alla legalità e al rispetto delle regole della vita democratica, perché abbiamo capito che la lotta riguarda tutti e può essere vinta solo tutti insieme.

Sono poi intervenuti Gustavo Cioppa,Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Alessandra Cerreti, Magistrato della Direzione distrettuale antimafia – che ha portato la sua testimonianza sulle modalità di azione della ‘ndrangheta e sulla presa che essa mantiene sulle relazioni sociali e familiari – Nando Dalla Chiesa, Presidente del Comitato tecnico scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie, Delia Campanelli, per l’Ufficio Scolastico Regionale, Ombretta Ingrascì, docente di sociologia della criminalità organizzata presso l’Università degli studi di Milano.

Ha partecipato ai lavori anche Maria Luisa Iavarone, Docente di Scienze Pedagogiche all’Università di Napoli Parthenope e madre Arturo, il ragazzo aggredito e gravemente ferito da una baby gang a Napoli lo scorso dicembre. Iavarone ha annunciato la costituzione, prevista nelle prossime settimane, di una Fondazione di Comunità per responsabilizzare la società nei confronti dei minori a rischio e delle famiglie che non se ne prendono cura.

A metà della mattinata, lo spettacolo ‘Pi Amuri – Ballata per fiori innamorati. Storie di donne contro la mafia’ della Compagnia del Bivacco. La pièce ha messo in scena, con una coreografia essenziale colorata di rosso nero e bianco, le storie di Rita Atria, Piera Aiello e Saveria Antiochia e un ricordo di Lea Garofalo e della figlia Denise Cosco.
In chiusura dei lavori, Gianantonio Girelli, Presidente della Commissione regionale Antimafia, ha ricordato che la prevenzione è l’elemento cruciale per un contrasto efficace dell’illegalità ed ha invitato a “trasformare il ricordo in impegno”.

Ha detto Girelli:

Questa giornata è diventata un momento importante e stimolante di crescita umana, personale e collettiva. Queste storie devono essere portate a conoscenza di un pubblico sempre più ampio, in modo da incrementare ogni giorno la consapevolezza e la capacità di contrasto all’illegalità.

‘Donne contro la mafia, donne vittime di mafia’ a Palazzo Pirelli

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