Splendido inizio per ‘Uccia’

Splendido inizio per ‘Uccia’

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'Uccia'


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Il film, ambientato in un futuro distopico, incanta alla prima

È stato presentato ieri, martedì 19 dicembre, con inizio alle ore 21:30, presso la Multisala Duel, via Borsellino, Caserta, il cortometraggio ‘Uccia’ della Sly Production, esordio alla regia per l’attrice Elena Starace.

Tratto dal romanzo ‘Nessuno tocchi gli ulivi’ scritto dalla medesima regista, ‘Uccia’ si presenta al pubblico come la condensazione vibrante di mille scenari possibili in un 2037 che si ritrova a fare i conti con un modello capitalista allo sfascio e in cui lo smantellamento socio-culturale è pari, se non superiore, al disastro territoriale e ambientale.

In una Campania fuori controllo, svenduta dallo Stato in pieno crollo finanziario e occupata da forze militari mercenarie, ‘Uccia’ è la storia di Domenicuccia, magistralmente impersonata da Piera Russo, costretta ad assistere all’uccisione del padre per mano dei soldati occupanti la tenuta paterna e stuprata dal primo soldato, Elio Amedeo, interprete ineccepibile del ruolo ostico e a dir poco scomodo.

Lo stupro di Uccia è lo stupro dell’ambiente naturale. È l’abbattimento degli ulivi, lo sciacallaggio del potere sui più deboli, la dissacrazione dei valori positivi, l’inosservanza ai legami di sangue, l’inadempienza ai doveri umanitari.

Il tutto in una malgama perfetta tra futurismo e tradizione, ostentazione tecnologica e realtà rurale, in cui non mancano bordelli, armi high-tech, croci e rosari, dove Sacro e Profano comunicano senza rumori di fondo, in perfetta armonia.

Incredibilmente abile in questa resa è Tiziana D’Angelo nei panni de La Signora, maîtresse di una casa di tolleranza, che media, attraverso un esoterismo e un lirismo realisticamente preveggenti, tra le due dimensioni.

‘Uccia’ è anche una lezione, un messaggio, una possibilità.

Mentre è sotto le mani dell’aguzzino, durante lo stupro, Uccia può vendicarsi, ha una pistola a poca distanza. Ma non lo fa. Gli istinti di Amore e Morte, insiti dentro ogni essere umano, vengono messi a tacere per un risultato più potente, la vita.

Uccia si lascerà stuprare e partorirà da sola in un campo di ulivi dissetata da uno splendido Giovanni Allocca nei panni del pastore.

La creazione, la costruzione dominano inesorabilmente contro gli impeti di vendetta e distruzione.

Uccia respira, in riva al mare, con la sua piccola speranza a vita nuova tra le braccia. È finalmente libera.

Ottima la drammaturgia di Elena Starace e Nicola Maiello, bellissime le scelte registiche a quattro mani di Elena Starace e Marco Renda.

Bravissimi tutti gli attori, provenienti per la maggior parte dall’ambito teatrale: Piera Russo, Tiziana D’Angelo, Elio Amedeo, Giovanni Allocca, Antonio Di Nota nei panni del padre di Uccia, il piccolissimo e bellissimo Michele Mastroianni nei panni del figlio di Uccia.

Meravigliosa e intensa la fotografia diretta da Saverio Corsaro, così come anche le musiche di Luca De Simone e Marco Mantovanelli.

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Marilena Scuotto

Autore Marilena Scuotto

Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.