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Sbandati d’autore

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Sbandati


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La trasmissione più irriverente del momento analizzata dal capo autore e capo progetto Giovanni Filippetto

Dopo aver incontrato Gigi e Ross, con i quali abbiamo parlato del loro Sbandati, abbiamo voluto saperne di più anche da Giovanni Filippetto, capo progetto, ma soprattutto capo autore della trasmissione.

Giornalista, sceneggiatore e regista, ha partecipato alla realizzazione di numerose trasmissioni televisive per Rai, Mediaset, La 7 e Sky, tra le quali ricordiamo L’infiltrato, Nemico pubblico, Le invasioni barbariche, Invisibili, Linea Gialla, Sfide, Bisturi, Ciro – Il Figlio di Target, tanto per citarne qualcuna.

Filippetto è stato da subito molto cordiale e simpatico e, come si evince dalle risposte, non avaro di particolari, svelandoci i meccanismi che determinano le scelte in termini di scaletta per ognuna delle puntate, dalla definizione del tema conduttore alla selezione dei filmati che vanno in onda, non dimenticando aspetti altrettanto importanti, come le rubriche o l’ospite. Il risultato è stato una piacevole ed interessantissima chiacchierata dalla quale emergono le dinamiche di una trasmissione di successo.

Un progetto come Sbandati, intelligente, dissacrante, ironico, divertente e apparentemente leggero eppure profondo allo stesso tempo, presuppone un lavoro particolare degli autori. Ci parli di come viene decisa la scaletta, i criteri che utilizzate per la selezione dei filmati?

Ovviamente stiamo parlando di una cosa con cui abbiamo dimestichezza, la televisione, che facciamo da tanto tempo. Ne conosciamo le dinamiche e sappiamo come prendere in giro, mettere alla berlina o esaltare un pezzo di programma televisivo o anche l’intera trasmissione. Magari notiamo un inviato che dice delle assurdità, oppure un gioco stupido, una polemica banale.

L’importante è trovare sempre una situazione ironica, leggera, decontestualizzarla e mostrarla sotto un punto di vista diverso rispetto a quello che è; in questo modo, quello spezzone sembra essere significativo, pesante, insensato in alcuni momenti.

Questo cambiamento di prospettiva permette di selezionare i pezzi di filmati e mandarli in onda, di decidere un tema portante di puntata, di trovare spesso il lato divertente del contesto, di scegliere gli opinionisti che possono creare un certo tipo di clima, perché in questo programma l’ambiente in studio è importantissimo.

L’atmosfera ricorda quella di una simpatica banda di matti, sbandati, appunto, che, pur essendo in televisione, possono dire ciò che pensano come se fossero a casa propria.
E questo dall’altra parte dello schermo si deve percepire: a casa dovrebbe arrivare l’idea che quello sarebbe un posto dove, potendo, sarebbe carino stare.

Quello a cui puntiamo e far sì che lo spettatore possa vedere che i personaggi in studio si divertono, che commentano argomenti che tutti sanno, che tutti vorrebbero commentare o che tutti già commentano, non importa se a casa con il fidanzato, con la moglie, con i figli, con i parenti, o da soli o scherzando su Twitter.
Si crea, così, tra di noi, un’atmosfera vincente.

La sfida è trovare sempre delle situazioni spiritose, che ci permettano di interagire in modo scherzoso innanzitutto tra di noi prima ancora che con gli altri.

In base a cosa si scelgono soggetti, scalette e opinionisti?

Scegliamo un tema a puntata che però non sia mai tanto vincolante da determinare tutta la trasmissione o l’intera scaletta, e lo sviluppiamo. Questa puntata (la seconda, ndr) è sugli esperimenti in televisione, quella precedente aveva il filo conduttore della slow Tv, la Tv lenta. Ogni serata, dunque, ha una tematica specifica. La scelta dei pezzi deriva sia dal soggetto individuato, che dalla selezione più variegata possibile del meglio e del peggio che tv e web ci hanno offerto nel corso della settimana intorno all’argomento stesso.

Inoltre, cerchiamo comunque di trovare ogni volta un racconto che unisca ogni spezzone che mandiamo in onda. La scaletta è costruita in modo che ci sia sempre una relazione di senso tra i vari momenti, un filo conduttore dall’inizio alla fine.

La scelta degli opinionisti, poi, è fondamentale; più o meno sono sempre gli stessi, anche se quest’anno, rispetto alla prima stagione, ci sono stati nuovi ingressi, così che il pubblico abbia ancor di più la sensazione di questa banda che si allarga.

Novità di quest’anno poi, un vivaio di inviati che si occupano delle rubriche.
Oggi, ad esempio, Roberto Lipari, un comico siciliano, ne realizzerà una che si intitola ‘Cantieri infiniti’, incentrata, con ironia, sulle persone anziane che guardano i lavori in corso. Durante la prima puntata, invece, Francesco Arienzo è salito su un pullman di pubblico che andava al Grande Fratello VIP cercando di dirottarlo a Sbandati.

Dunque la trasmissione non è costruita soltanto commentando episodi di vita vera o esperimenti in Tv, con occhio attento all’estero e al web, ma anche intorno ad idee realizzate da noi proprio attraverso le rubriche.

È importante avere in scaletta i contributi dall’estero; lo spettatore ha la possibilità di vedere cosa viene trasmesso in altri Paesi, qualcosa che generalmente non conosce. Completano il quadro gli ospiti, anche se non sempre ce ne sarà uno, e un gioco in ogni puntata.
Partiamo da questi elementi che poi cerchiamo di amalgamare.

Come avviene la scelta dell’ospite della puntata?

Dipende da chi si mette in gioco, da chi ha la capacità di prendersi in giro. La costante è che siano persone che abbiano a che fare con la Tv, spesso vecchi o nuovi conduttori, ma non necessariamente, l’importante è che abbiano sfiorato in qualche maniera l’universo televisivo, visto che la trasmissione parla anche di spettacolo, ma soprattutto di televisione. Inoltre, scegliamo persone che si possono adattare a questo clima, che è costruito dalle personalità e dai volti più disparati.

Gli ospiti conoscono Sbandati, dunque sanno che atmosfera li aspetta e vi si adattano. La cosa che colpisce in modo positivo è che i personaggi che in altre trasmissioni danno l’impressione di essere compassati o fanno un tipo diverso di ironia, qui trovano una misura differente. Interessante già solo questo diverso modo di porsi.

L’omaggio alla metatelevisione di Arbore è stato evidente già dalla prima puntata. Ma da quell’esperienza che risale a circa 30 anni fa la società si è evoluta, i media sono stati profondamente cambiati dall’influsso di internet e dei social, che hanno determinato un’evoluzione anche del pubblico. La rete si caratterizza anche come luogo dove gli stimoli comunicativi sono elaborati e commentati. Questo in che modo influisce sul lavoro degli autori?

È una cosa innata, che abbiamo dentro, nel DNA, a prescindere da tutto. Sostanzialmente non si tratta di voler perseguire l’eredità di Arbore; sono cresciuto con quel tipo di televisione, ma, soprattutto ho cominciato a lavorare con lo stesso Renzo, anche se allora non avevo un ruolo così importante, ero un semplice redattore.

È un’esperienza che mi ha formato ed influenzato fortemente che cerco sempre di tirare fuori quando lavoro o, che emerge naturalmente. Arbore è un punto di riferimento, un maestro, un padre, una stella polare che segui. Almeno, per me è così.

Dopo il ricordo della collaborazione con Arbore salutiamo Filippetto, ringraziandolo per la sua enorme disponibilità, grazie alla quale siamo riusciti ad analizzare per i nostri lettori la formula utilizzata dagli autori per realizzare la piacevolissima alchimia di Sbandati, perfetta fusione di divertente intrattenimento e dissacrante riflessione sul mondo dei media.

Il produttore Valerio Crescentini, nostro squisito e divertentissimo Cicerone durante la visita sul set, è pronto ad accompagnarci ad intervistare i panelist, ma per il momento ci fermiamo qui, questo sarà argomento del prossimo articolo.

Giovanni Filippetto
Giovanni Filippetto
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Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.