Napoli: la Massoneria apre le porte del Tempio

Napoli: la Massoneria apre le porte del Tempio

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'Il Dio del silenzio' di Sigfrido Höbel
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Il 27 maggio Sigfrido Höbel presenta il libro ‘Il Dio del silenzio’ presso la casa Massonica napoletana del GOI

Proseguono le iniziative del Collegio dei Maestri Venerabili della Campania e Lucania del G.O.I., Grande Oriente d’Italia, in occasione del Maggio dei Monumenti 2017. Dopo la giornata di apertura del 22 aprile, che ha visto anche una conferenza stampa di presentazione, che ha riscosso un forte successo, gli eventi si susseguono con una folta presenza di pubblico.

Ogni sabato, infatti, i locali di Galleria Umberto I, 27, al secondo piano dell’emiciclo, sono aperti al pubblico, grazie anche all’impegno dei Fratelli della Circoscrizione che si stanno avvicendando per accogliere i visitatori e fare loro da guida alla visita dei sei Templi, tra cui quello storico di legno.

A contribuire al successo dell’iniziativa, vi è sicuramente il fatto che la casa Massonica Napoletana del GOI è sede prestigiosa e suggestiva, tra le più belle in Italia.

Inoltre, non è molto frequente che sia possibile visitare dei Templi Massonici, quindi, tra curiosità ed interesse, sono in molti coloro che non si sono lasciati sfuggire l’occasione.

In particolare, sabato 27 maggio vi sarà a partire dalle ore 10:00 alle 13:00 la presentazione del libro di Sigfrido Höbel ‘Il Dio del silenzio – Permanenze della tradizione esoterica egizia a Napoli’, edito dalla Stamperia del Valentino.

Sigfrido E. F. Höbel nasce ad Arona il 30/9/1944 da padre tedesco. Vive a Napoli conservando un forte legame con la Germania. Attualmente in pensione, ha insegnato materie artistiche nei Licei Scientifici e nella Scuola Media, compiendo studi e ricerche sull’Arte e pubblicando diversi testi dedicati alle discipline artistiche, ma anche alle testimonianze artistiche e culturali presenti a Napoli e nell’Italia Meridionale ed attualmente sulle vestigia etrusche nell’Italia centrale. Da oltre trent’anni nell’Istituzione Massonica del GOI, dove ha ricoperto la Carica di Maestro Venerabile, nelle Logge da lui fondate, oltre a cariche nazionali.

Il testo è incentrato sul dio egizio Arpocrate, figlio di Iside e Osiride, che nei secoli ha incarnato la simbologia del silenzio iniziatico.

Nell’arte figurativa egiziana le immagini di Arpocrate mostrano per lo più il giovane dio come un fanciullo seduto su un fiore di loto o in braccio alla madre Iside, o anche eretto, ma sempre col dito sulle labbra, gesto con cui sembra intimare, appunto, il silenzio.

Sebbene le sue origini siano, dunque, da far risalire all’antico Egitto, il suo culto ha avuto una diffusione ben più ampia, anche nello stesso Mediterraneo, dove è stato, assieme a Iside e Serapide, una delle divinità più popolari tra quelle risalenti al mondo egizio, come si evince da numerose testimonianze artistiche e letterarie di autori classici.

Il sincretismo culturale e religioso che si è sviluppato nell’ambito cosmopolita della civiltà alessandrina, semplificando il tradizionale pantheon egiziano, aveva fuso i caratteri delle antiche divinità egizie con quelli delle divinità greche e Arpocrate, confondendosi, in quanto figlio di Iside e Osiride, con Horus, rendeva possibile la sua identificazione con l’erede di Osiride e col sole nascente presentando, in tal senso, molte analogie con Apollo e con il suo simbolismo solare

Il gesto del silenzio di Arpocrate viene considerato come un monito per gli iniziati a tacere rispetto ai Misteri, un’esortazione a non rivelare a “profani” le ritualità iniziatiche.

Höbel, nella sua trattazione, fa, inoltre, riferimento a come molte immagini presenti nella nostra area si inseriscano proprio in questo filone, dimostrando un innegabile collegamento con l’esoterismo del mondo antico.

Per prenotazioni:

campania.collegio@grandeoriente.org
campania.1459@grandeoriente.org

tel. 340-5824390

Di seguito riportiamo i testi presenti sulla brochure realizzata dal Collegio dei Maestri Venerabili della Campania e Lucania per pubblicizzare l’iniziativa ‘Napoli porte aperte – Maggio 2017’.

La Massoneria a Napoli

A voler correre dietro alle origini dei Liberi Muratori c’è da perder la testa

scriveva nel 1897 Michelangelo D’Ayala.

La Luce Massonica fu introdotta a Napoli dagli ufficiali dell’esercito austriaco nel periodo del vicereame asburgico (1707 – 1734) e dai mercanti francesi, olandesi ed inglesi che operavano in città.

Dopo un periodo iniziale di scetticismo, l’aristocrazia si avvicinò alla Loggia napoletana a partire dal luglio 1750, quando vi aderì e successivamente ne fu eletto Gran Maestro il Principe di Sansevero Raimondo de’ Sangro.

Questi riuscì a ricomporre i dissidi interni sorti tra gli adepti, ma anche ad incrementare nuove adesioni, tanto da essere costretto a suddividere la Muratoria napoletana in diverse Logge.

La repressione della Massoneria, fu perseguitata da inchieste ed arresti non solo nel Regno borbonico, ma in tutta Italia; ciononostante, il fuoco continuò a covare sotto le ceneri molto più di quanto comunemente si creda.

A Napoli nacque la Repubblica Napoletana una e indivisibile

Siam liberi, ed è giunto anche per noi il giorno, in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di libertà, e di uguaglianza, ed annunciare alla Repubblica Madre, che siamo suoi degni figliuoli.

A rimettere in luce la forza dell’unica rivoluzione che l’Italia ha vissuto, quella di Napoli, due secoli fa, nel 1799, che aveva cercato e creato la Repubblica Napoletana, con leggi molto avanzate e ancora oggi valide, tra il genio di Filangieri, il Montesquieu italiano e quello dei grandi intellettuali napoletani, discendenti di Vico.

Si pensi che il loro motto era “l’Italia è una e indivisibile” ciò che ancora oggi, due secoli dopo, disperatamente si cerca di fare accettare nella nostra Costituzione.

Scriveva Eleonora De Fonseca Pimentel:

Noi non abbiamo più visto tanto eroismo italiano, tanto amor di patria, tanta capacità di unione tra nord e sud, come all’epoca di questa rivoluzione e della nascita di un pensiero che si proiettava sull’Italia intera e verso l’Europa.

Voglio aggiungere un’altra motivazione: un personale senso di ammirazione per quanti si adoperano, sempre, per la democrazia e per la libertà dei popoli e un senso di naturale ripugnanza per qualsiasi tentazione totalitaria, di qualunque provenienza.

Forsan et haec olim meminisse juvabit

(Forse un giorno gioverà ricordare tutto questo).

La Casa Massonica

Quando si parla di casa massonica, siamo portati ad immaginare strutture simili a quelle odierne, ovvero a case che contengono più locali, con più templi, se si tratta di locali facenti capo ad un Collegio Circoscrizionale, o con un solo Tempio se ci si riferisce al luogo di riunione di una Loggia o di più Logge che condividono lo stesso Tempio. L’attuale casa massonica della Galleria Umberto I al civico 27, fu acquistata nel 1916 per iniziativa del Fratello Vincenzo Vigorita.

L’atto d’acquisto del 27.2.1916 reca la firma di 9 altri Fratelli intestatari. Pochi sanno che la splendida Galleria Umberto I è stata progettata e costruita da un Fratello: l’ingegnere Emanuele Rocco, cui il comune di Napoli volle rendere omaggio incastonando, nel lato destro dell’arco di uscita in via Santa Brigida, il busto e la targa ricordo riprodotti a lato.

È pregevole la struttura di ferro, (la dedica a Rocco recita: all’opera monumentale di questa Galleria Emanuele Rocco, Ingegnere napoletano, diede la potenza della mente e la passione dell’anima. Il Comune pose XXII maggio MCMXXVII.) con la grande cupola centrale e le quattro navate che si innalzano dai quattro ampi edifici che la compongono.

Di grande effetto e significato, è il rosone centrale del pavimento in marmo contornato dai dodici segni zodiacali.
La sede, nonostante il presidio attivo di alcuni Fratelli, fu requisita dai fascisti ed assegnata ad un dopolavoro ferroviario e ci fu restituita nel 1943, grazie all’interessamento di alcuni Fratelli con l’aiuto del Fratello Italo Americano colonnello Charles Poletti.

La sede subì una prima ristrutturazione alla fine degli anni 50, in particolare nel 1959 il Fratello Ugo Guerra edificò il “Tempio di Legno” nella sua attuale versione.

Negli anni 1972/1973 per iniziativa del Presidente del Collegio Circoscrizionale Fr. Ottavio Rotondo, ci fu una vera ristrutturazione. Oggi grazie a questa iniziativa di Maggio 2017 si vuole rispondere alla gente semplice:

Un massone non è qualcuno che coltiva segreti o prende parte a complotti.
È una persona che cerca di fare del bene, di contribuire con una pietra alla costruzione del tempio dell’umanità: la pietra è la persona stessa, la sua professione.
Ognuno di noi cerca di ricoprire nel modo migliore il proprio ruolo in famiglia, al lavoro, nel mondo che lo circonda.

Grazie per la Vostra Visita

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Pietro Riccio

Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l’opera di narrativa “Eternità diverse”, editore Vittorio Pironti, e il saggio “L’infinita metafisica corrispondenza degli opposti”, Prospero editore.