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‘Musa. Storia di un’ispirazione’ al TEATROallaDERIVA

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In scena il 31 luglio a Bacoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Domenica 31 luglio, alle 21:00, terzo e ultimo appuntamento per la rassegna TEATROallaDERIVA, il teatro sulla zattera, alle Terme-Stufe di Nerone, Bacoli, Napoli, che quest’anno è giunto alla sua V edizione.

Lo spettacolo conclusivo sarà ‘Musa. Storia di un’ispirazione’, prodotto dalla giovane e combattiva compagnia Te.Co. Teatro di Contrabbando, adattato e diretto da Alessandro Palladino, tra gli interpreti del nuovo film di Marco Tullio Giordana,, il quale sostiene che:

In ogni uomo c’è un po’ di Diderot, come ho avuto modo di constatare negli anni. Un misto di mode, valori e filosofia che finisce per contraddirsi e perdersi nella sua grandezza.
La figura del filosofo ha sempre accompagnato la mia vita “letteraria”.
Trovare un testo che lo vede protagonista, come Il libertino di Schmitt da cui è liberamente tratta la pièce, è stato per me pretesto per agire e fonte di ispirazione.
Distruggerlo, riscriverlo e ricomporlo è il mio tentativo di raccontare il mio teatro, la mia moda.

TEATROallaDERIVA è una manifestazione unica in Italia e divenuta ormai un appuntamento estivo fisso e la sua unicità risiede nel fatto che gli spettacoli vengono rappresentati su di una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto termale delle Stufe di Nerone.

‘Musa. Storia di un’ispirazione’ è lo spettacolo che concluderà quest’edizione e anche questo, come i due che lo hanno preceduto, ha una cifra fortemente grottesca e paradossale, al punto che, in diversi frangenti, drammaturgia e regia mettono il pubblico nella condizione di ridere, e tanto, nonostante si affrontino una serie di problematiche filosofiche di alto profilo.

Il testo riscritto e, di fatto reinventato, nasce dall’esigenza di affrontare il tema della contraddizione insita nella morale e la sua relatività.
Diderot, uomo inquieto, non ancora arreso, ma in profonda crisi personale, una delle menti più eccelse del suo tempo, resta a corto di parole. Forse perché la censura lo pressa e i benpensanti si tirano indietro o forse anche perché il suo lavoro subisce le incursioni di tre donne – una pittrice, una giovane nobile e sua moglie – inquietanti, respingenti e supplicanti; sta di fatto che Diderot resta solo e sulle sue spalle piomba tutto il peso dell’Enciclopedie.

Le tre donne entrano ed escono senza pause fino a quando, ma solo nell’inatteso colpo di scena finale, ci permetteranno di comprendere chi sono davvero.

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