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Lombardia, ambiente: monitoraggio sui PFAS nelle acque e nei terreni

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PFAS


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In Commissione l’audizione con DG e ARPA Lombardia

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Lombardia.

Nessun segnale di allarme, solo alcune situazioni sulla soglia di limite nonostante il fenomeno sia in continua crescita.

Questo il quadro fornito dal direttore di ARPA Lombardia, Fabio Cambielli, durante l’audizione di oggi in Commissione Ambiente sulla presenza dei PFAS, Sostanze Perfluoro Alchiliche, nelle acque e nei terreni della Lombardia.

Insieme a lui, a delineare il quadro degli interventi che Regione Lombardia sta attuando erano presenti il Direttore generale della DG Ambiente Dario Fossati e la Dirigente della Struttura ‘Pianificazione e tutela risorsa idrica’ Mila Campanini.

Attualmente i tecnici ARPA analizzano fino a 18 sostanze conosciute come PFAS, di cui per solo 6 sono previsti limiti normativi.

I monitoraggi riguardano 27 corpi idrici lacustri, oltre 120 corpi idrici fluviali e altrettanti pozzi per acque sotterranee con 80 punti prelievo.

Cambielli ha assicurato:

Al momento non si registrano focus di rilascio, ma solo alcuni casi borderline su cui sono attivate misure precauzionali di analisi e che comunque non riguardano acquedotti.

Tra i punti più critici, i superamenti diffusi per il PFOS – composti chimici, impermeabili all’acqua e ai grassi, persistenti e cancerogeni – riguardano il 73% dei corsi d’acqua e il 56% dei laghi: valori sopra la media si sono registrati all’Idroscalo di Milano.

Le concentrazioni massime di PFOS risultano stabilmente superiori sullo Scolmatore Piene Nord Ovest (MI), sulla roggia Vernavola (PV), sull’Olona (PV), sul Cresmiero (CR), sul torrente Seveso (CO, MB, MI) e sull’Erbognone (PV).

Cambielli ha sottolineato:

Un quadro complessivo che comunque va costantemente monitorato in quanto in continuo aumento e su cui anche la ricerca scientifica sta continuamente avanzando.

Per quanto riguarda il controllo presso aziende, le analisi su 15 attività hanno registrato in 10 casi lo sforamento delle soglie per 1 elemento.

Anche nelle acque sotterranee è stata confermata la presenza di PFOS nel 69% dei campioni analizzati, ma con isolati superamenti prevalentemente nella fascia dell’alta – media pianura lombarda e con valori massimi più frequenti nella media pianura Lambro-Adda.

Per quanto riguarda la presenza del PFOS nei pesci le concentrazioni risultano prossime o di poco superiori agli Standard di Qualità Ambientali, SQA; i valori massimi sono stati riscontrati, nella seconda metà di agosto 2022, sui fiume Olona e Serio in provincia di Bergamo, sui torrenti Bolletta e Breggia.

Il Vice Presidente della Commissione ha ipotizzato la costituzione di un Tavolo tecnico per meglio coordinare le attività di monitoraggio e di controllo, in vista dell’entrata in vigore – il 1° gennaio 2026 – dei nuovi parametri per la potabilità stabiliti dalla Direttiva europea.

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