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L’Italia va verso le Olimpiadi 2024

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Lo scorso 15 dicembre il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la consegna dei collari d’oro del Coni ha annunciato: ” da gennaio partirà il Comitato promotore per le Olimpiadi 2024 sotto la guida di Giovanni Malagò e lo faremo vincere. Il governo italiano è pronto, insieme al Coni, a fare la propria parte per un progetto che non è fatto di grandi strutture, ma di grandi persone. Sarà una delle cose più belle da fare e ci riempie il cuore di orgoglio, emozione e difficoltà. Il progetto è incentrato su Roma Capitale ( è ironico pensare ad una evento di questa portata fatto in una città dominata dalla criminalità e da una cupola, collusa con la politica, in grado di fare affari e speculare anche su un tema delicato come gli immigrati richiedenti asilo politico), ha spiegato il Premier, poi spetterà al Coni allargare la proposta ad altre città come Firenze, Napoli e la Sardegna. Bisogna avere un ampio raggio d’azione per rendere credibile la candidatura. Faremo di tutto per andarne fieri, ha concluso  Matteo Renzi e può capitare di non vincere, ma non di mollare. Non so se ce la faremo, ma penso di si perche sarà una delle cose più belle che facciamo per noi, per i nostri figlio e per l’Italia.”

Nonostante l’annuncio l’impegno non è ancora ufficiale per il Cio ( comitato olimpico internazionale), il quale ha stabilito il calendario che condurrà alla scelta della città ospitante nel corso della 127/a sessione straordinaria. Si parte il 15 gennaio a Losanna con la ” fase d’invito” , dove si discuterà e pianificherà l’olimpiade dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Proprio in questa fase il Comitato olimpico internazionale farà uno screening iniziale ma comunque vincolante che permetterà alle città di accedere alla seconda fase. Il termine ultimo per presentare le domande di candidatura è il 15 settembre 2015.

La dichiarazione del Presidente del Consiglio di partecipare alle olimpiadi è stata un fulmine a ciel sereno, arrivata d’altronde in un momento non certo favorevole al nostro Bel Paese. Un evento del genere, come anche l’Expo, è sicuramente un’importante vetrina e motivo di attrazione non solo per turisti o visitatori ma anche e soprattutto per gli investitori. Ed è proprio questo il problema ovvero il fattore economico. Basta volgere lo sguardo all’indietro, al 2004, quando la Grecia si candidò ad ospitare le olimpiadi. C’era grande entusiasmo unito a previsioni molto positive rispetto agli incassi economici che si potevano ottenere da un grande evento di questa portata. Ma le cose andarono in modo del tutto diverso: le prospettive di lanciare la Grecia verso il futuro e verso il turismo  svanirono. Venne aumentata l’offerta ricettiva, furono create nuove strutture ricettive e sportive ad hoc come gli stadi, villaggi olimpici, centri sportivi per il cayak, pallavolo, tiro con l’arco. Il budget stanziato era di 15 miliardi di euro che venne sforato. Ora però tutte quelle strutture come il villaggio olimpico costato 240 milioni di euro, sono stati abbandonati tanto che i greci li definiscono ” le moderne rovine greche”.  Le Olimpiadi o meglio la costruzione e ristrutturazione delle  infrastrutture necessarie portarono il governo a chiedere ingenti prestiti internazionali per poter completare i lavori e saldare i pagamenti: è stato l’inizio del default!

Questo scenario catastrofico non è quello che auguriamo all’Italia, ma bisognerebbe evitare scandali di corruzioni, mazzette come quello che ha investito l’Expo. Le decisioni sulla realizzazione dei grandi eventi vanno organizzate e  ponderate per capire se realmente ci sono le condizioni per poterle portare a compimento.

Monica De Lucia

 

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