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‘La ragazza sul divano’ al Teatro Vascello

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'La ragazza sul divano' - ph Virginia Mingolla
'La ragazza sul divano' - ph Virginia Mingolla


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In scena a Roma dal 16 al 21 aprile

Riceviamo e pubblichiamo.

Dal 16 al 21 aprile, dal martedì al venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 17:00, presso il Teatro Vascello di Roma andrà in scena lo spettacolo ‘La ragazza sul divano’ di Jon Fosse, traduzione Graziella Perin,
regia Valerio Binasco, con Pamela Villoresi, Valerio Binasco, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Fabrizio Contri, Giulia Chiaramonte e con Isabella Ferrari.

Personaggi e interpreti

Donna – Pamela Villoresi
Ragazza – Giordana Faggiano
L’uomo – Valerio Binasco
Madre – Isabella Ferrari
Sorella – Giulia Chiaramonte
Lo zio – Michele Di Mauro
Il padre – Fabrizio Contri

scene e luci Nicolas Bovey
costumi Alessio Rosati
suono Filippo Conti
video Simone Rosset
assistente regia Eleonora Bentivoglio
assistente scene Eleonora De Leo
assistente costumi Rosa Mariotti
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Palermo
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Colombine Teaterförlag

Debutto in prima nazionale: Torino, Teatro Carignano, 5 marzo 2024, repliche fino al 24 marzo.

Durata: 90 minuti

Valerio Binasco è riconosciuto come il principale interprete italiano di Jon Fosse, da sempre affascinato dalla poesia introspettiva che attraversa ogni suo testo e dalla relazione quasi proustiana che le opere del maestro norvegese tracciano tra passato e presente. Questa storia ha il suo fulcro narrativo in una donna di mezza età, intenta a dipingere il ritratto di una ragazza seduta su un divano. Combatte contro i dubbi sulle proprie capacità artistiche e l’immagine ricorrente di quella ragazza seduta che la perseguita. Quella ragazza non è altro che il ritratto di lei stessa da giovane, turbata da mille incertezze. Binasco, affiancato da un cast di grandi interpreti, affronta il modo in cui le ferite affettive non si rimarginano mai del tutto.

Note su ‘La ragazza sul divano’

La scelta di allestire un’opera – come scrissi tempo fa a proposito della commedia ‘Sonno’ di Jon Fosse, e in cui mi ritrovo ancora adesso – a volte nasce da minimi segni, come certe pietre sul sentiero danno l’indicazione di un percorso; altre volte è il titolo stesso un indizio ermetico di qualcosa che stiamo cercando, perché si cristallizza in un’immagine che si trasforma in un personaggio: allora ti vien voglia di continuare a guardarlo, vuoi vedere cosa fa e finisci col trovarti al suo fianco, nel suo mondo.

Altre volte, addirittura, un personaggio ci appare come un volto visto in sogno: al risveglio non si è sicuri di chi sia davvero, ma si sente di amarlo, chiunque sia.

Amo la percezione fuori fuoco della realtà che trovo nei testi di Fosse. Ogni volta ho la sensazione di trovarmi dinnanzi a un grande affresco sull’umanità, ne percepisco fortemente il senso ma non riesco a metterlo a fuoco.

È come se venissi costretto a guardare solo la luce o l’ombra che c’è tra una cosa e un’altra, tra una persona e un’altra.

Fosse è un autore che istiga in modo irresistibile il mio bisogno di fare teatro con delicatezza, da ritrattista, un teatro da innamorato dei volti delle persone, dei loro occhi, del loro silenzioso e spesso inutile fluire attraverso la vita.

Il tema principale de ‘La ragazza sul divano’ è l’abbandono. In molte opere di Fosse torna, come un sogno ricorrente, una donna che aspetta il ritorno di un uomo che è partito per mare e non è più tornato.

In questa pièce i quadri che la Donna dipinge sono il punto di vista di chi guarda una nave partire e svanire verso un orizzonte ostile, simbolo di una minaccia che non riguarda solo il mare, ovviamente.

Ma si può anche cercare in quel dipinto la simbologia di una nave che si lascia alle spalle la tempesta.

Il dipinto simboleggia il Padre che se ne va verso la sua idea di vita (il mare); la figlia, rimasta sola, reclusa nella vita d’appartamento, è percossa dal mare di un’acerba femminilità, così come da quella tempestosa della madre e da quella autodistruttiva della sorella.

Il dipinto è incompiuto, come è giusto restare – incompiuti – se si vuole parlare dell’attesa: chi aspetta resta sospeso, come sospesa è la sofferenza purgatoriale dell’eterna attesa di un padre che non ritorna mai.

Le ragioni che mi spingono a insistere con un autore come Jon Fosse sono misteriose anche per me. Il suo stile ossessivo e minimale mi seduce, punto e basta. Credo che la sua qualità principale sia il suo ritmo.

Questo ritmo, nonostante appaia lento o addirittura inerte, in realtà non è mai ‘in battere’, ma al contrario possiede un andamento ossessivamente ‘in levare’, anche e soprattutto quando l’azione sembra procedere con esasperata lentezza.

È un ritmo poetico, lieve: non so gli altri, ma io sorrido sempre mentre leggo le sue tristissime storie. Non penso che Fosse stia parodiando il suo tema o che ammicchi ironicamente tra le righe.

Il suo ritmo è splendidamente scenico, e ciò che è scenico è sempre festoso, pieno di humor. C’è sempre un profondo senso dello humor nel procedere ‘in levare’.

Nel caso di Fosse è il sense of humour del jazz. Ecco perché, sebbene i suoi temi siano per lo più molto tristi, e spesso anche tragici, la tragedia e la tristezza non sono in primo piano.

In primo piano c’è qualcos’altro, e cioè principalmente le atmosfere sospese, e l’umoristico aplomb serio, quasi duro, inespressivo, di personaggi e interpreti.

Credo che Fosse sia l’unico autore che ha questo ritmo interno. E io, che nel fare il regista mi occupo quasi solo di questioni legate alla recitazione, non potevo che restare incantato da questa metrica recitativa.

Altra considerazione importante: una musica come questa vuole essere suonata da grandi interpreti. Ecco perché ho voluto con me questi attori.
Valerio Binasco

Info e prenotazioni solamente tramite Card Libera e Card Love o tramite abbonamenti e card acquistati in precedenza promozioneteatrovascello@gmail.com

Biglietti:
intero 25 euro
ridotto over 65: 20 euro
ridotto Cral/Enti convenzionati: 18 euro
ridotto studenti, studenti universitari, docenti e operatori delle scuole di teatro, cinema e danza 16 euro gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona

È possibile acquistare i biglietti, abbonamenti e card telefonicamente 06-5881021 con carta di credito e bancomat abilitati,
acquista direttamente alla biglietteria https://www.teatrovascello.it/biglietteria-23-24/
acquista tramite bonifico bancario a favore di Coop.

La Fabbrica dell’Attore E.T.S. Banca Intesa San Paolo ag. Via G. Carini 32 di Roma c/c 3842 ABI 03069 CAB 05078
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oppure acquista online acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/dots/224255

Stagione teatrale 2023 – 2024 del Teatro Vascello
Campagna abbonamenti
120 euro, 8 titoli, acquista online, con eventuale scelta del posto
Card libera 108 euro, 6 spettacoli a scelta, acquista online, con eventuale scelta del posto
Card love 72 euro, 2 spettacoli a scelta per 2 persone – 4 ingressi, acquista online, con eventuale scelta del posto

Info:
06 5881021 – 06 5898031
promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it

Teatro Vascello
Via Giacinto Carini, 78
Monteverde Roma

Come raggiungerci
Con mezzi privati:
Parcheggio per automobili lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: via Giacinto Carini, 43, Roma; via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma

Con mezzi pubblici:
autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871.
Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello. Oppure fermata della metro Cipro e Treno Metropolitano fino a Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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