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In dieci punti la richiesta di autonomia differenziata della Toscana

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Francesco Boccia ed Enrico Rossi


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Salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asilo, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica e dei porti

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

La Toscana ha concluso da almeno un anno l’iter previsto per chiedere ed ottenere maggiore autonomia in dieci materie.

Si tratta della salute, del governo del territorio, dell’ambiente, della tutela del lavoro, di istruzione e formazione, dei beni culturali, dell’accoglienza dei richiedenti asilo, delle autonomie locali, del coordinamento della finanza pubblica e dei porti.

Esaminiamo più nel dettaglio, anche se in estrema sintesi, i dieci punti.

Salute
La richiesta di particolare autonomia riguarda l’organizzazione, la gestione delle risorse professionali e l’intramoenia, la formazione specialistica, le tariffe e la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria, il patrimonio edilizio e l’equivalenza terapeutica dei farmaci.

Governo del territorio
Il primo obiettivo è quello di difendere lo sviluppo sostenibile e il contenimento del consumo del suolo evitando che l’approvazione di una legge dello Stato su questa materia porti allo scardinamento del modello toscano, oramai in fase di avanzata applicazione.
Il secondo obiettivo è quello di garantire alla rigenerazione urbana strumenti integrati di natura fiscale, socio – economica e culturale.

Ambiente
La richiesta di autonomia serve ad affrontare al meglio alcune particolarità ambientali proprie della Toscana. Prevede che la Regione possa disciplinare con propria legge le competenze che oggi il Testo Unico sull’Ambiente attribuisce espressamente alle Province e che possa legiferare in merito all’organizzazione e alla distribuzione delle competenze, così come sull’attività geotermica e mineraria, sulle procedure di impatto ambientale, sulla migliore gestione del ciclo dei rifiuti, per l’ottimizzazione della raccolta differenziata e che sia riconosciuta la competenza regionale in tutti i casi in cui la legge regionale preveda una maggior tutela dell’ambiente rispetto alla normativa nazionale.

Tutela del lavoro
La Regione richiede una forma di limitata autonomia nella programmazione, regolazione ed erogazione delle politiche attive, che possa consentirle di dare una più efficace e pronta risposta a cittadini e imprese e definire interventi mirati alle diverse specificità dei territori.

Inoltre, in materia di tutela e sicurezza sul lavoro, attraverso il riconoscimento di ambiti di autonomia differenziata e conseguenti competenze legislative, la Regione ritiene di poter impostare tutti gli strumenti programmazione e controllo necessari per poter prevenire e ridurre gli infortuni, oltre che favorire l’accertamento delle malattie professionali con diagnosi precoci.

Istruzione e formazione
La richiesta di particolari condizioni di autonomia è finalizzata a sviluppare un’offerta formativa in linea con la vocazione produttiva del territorio, quella erogata dagli istituti scolastici in sussidiarietà e ad una programmazione integrata di percorsi triennali e del IV anno, mantenendo il coinvolgimento degli Istituti Scolastici e dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti nella realizzazione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale per adulti e nei percorsi rivolti ai minorenni che hanno assolto l’obbligo di istruzione e sono fuoriusciti dal sistema scolastico, drop out. Serve anche a stabilire criteri per la definizione delle autonomie scolastiche diversi da quelli previsti dalla normativa statale, tenendo conto delle particolarità del territorio toscano.

Beni culturali
La prima richiesta di particolari condizioni di autonomia si riferisce alla tutela dei beni librari, manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, stampe, libri e incisioni, al fine di ricomporre e rafforzare la filiera di gestione di tali beni culturali, anche mediante un’azione di supporto agli enti locali ed ai titolari dei beni.
La seconda richiesta riguarda l’opportunità di realizzare sul territorio regionale eventi qualificanti del sistema museale e dei beni culturali in stretto coordinamento tra Regione, Stato e suoi enti e agenzie culturali e comuni, con la regione come soggetto coordinatore.
In particolare riguarda la tutela e la valorizzazione del sistema museale, così come gli eventi che mirano alla sua promozione.

Accoglienza richiedenti asilo
Obiettivo prioritario è la creazione di un sistema integrato di governance regionale finalizzato a garantire risposte efficaci, sostenibili e non emergenziali, a partire dalla necessità di progettare e gestire servizi di accoglienza integrati e coerenti, essendo servizi alla persona, con la programmazione sociale e socio-sanitaria territoriale, nonché con i servizi formativi, della formazione professionale, del lavoro, della cultura, della partecipazione e della cittadinanza, in grado di garantire un migliore modello di accoglienza diffusa sul territorio.

Autonomie locali
La richiesta di maggiore autonomia riguarda il coordinamento della finanza pubblica e delle autonomie locali, in forza della legislazione avanzata su associazionismo, fusioni, riordino delle ex funzioni provinciali ma anche la semplificazione dei rapporti con cittadini e imprese. La Regione rivendica, come obiettivo generale, la possibilità di realizzare nel proprio territorio un più avanzato sistema di organizzazione degli enti locali, condiviso con gli enti interessati.

Coordinamento della finanza pubblica
La proposta consiste in una disposizione che attribuisca alla Regione la competenza a disciplinare con leggi e regolamenti la gestione degli equilibri di bilancio propri e dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane.

Porti e concessioni demaniali
L’obiettivo è quello di mettere a disposizione della Regione le risorse per lo svolgimento, tramite l’Autorità Portuale Regionale, di una serie di attività amministrative, di progettazione, realizzazione di opere e di manutenzione nelle strutture portuali che non sono di sua proprietà e determinano oneri da sostenere senza la copertura che deriva dalla gestione dei beni stessi.

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