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Fucito: Lettieri parla per ‘sentito dire’, approfondisca atti e vicende sul patrimonio

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La dichiarazione dell’Assessore al Patrimonio Alessandro Fucito

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Napoli.

Qualora il consigliere Lettieri avesse la reale intenzione di candidarsi Sindaco della città di Napoli, è consigliabile che approfondisca gli atti e le vicende senza far ricorso al “sentito dire” come tristemente avvenuto stamane in commissione consiliare trasparenza a proposito dei tempi in cui egli considera siano state concluse le abitazioni nuove per i residenti delle Vele e siano state effettuate assegnazioni (per la cronaca non sono ancora consegnabili e quindi non asssegnate le case) incorrendo in una magra figura; bensì si è riscontrata la forte velocizzazione dei cantieri voluta e sostenuta dall’amministrazione.
Allo stesso modo occorre ribadire al di là di cifre improbabili che nel 2014 (consultabile il consuntivo del bilancio del comune) si è verificata la storica condizione del sostegno del Patrimonio al Comune e non viceversa come avvenuto per decenni.
Ciò è stato possibile dal passaggio dal gestore privato (di cui in tanti tra il ceto politico e qualche editore si rappresentano nostalgici) alla gestione attraverso la società pubblica.
Basti ricordare che nel 2010 per il sistema di affidamenti predisposto al vecchio gestore, sono stati liquidati allo stesso ben 50 milioni di euro mentre nel consuntivo 2014 il comune corrisponde agli impegni con circa 25 milioni comprensivi di tutti gli oneri.
Ripetiamo a quanti si accodano a qualche titolo che nel 2000 si è inteso equiparare laddove assegnabili abitazioni del patrimonio disponibile in presenza di gravi casi di disagio economico alle tariffe corrisposte per l’erp. I circa dieci casi scaturenti da procedure realizzate dal 2000 al 2011 sono gli stessi palesati nel 2014 ed oggetto del tormentone mediatico. Inoltre a causa delle modalità di trasferimento della banca dati del Patrimonio la bollettazione avviene alle stesse condizioni del gestore privato ma salvo conguaglio sia per le abitazioni che per i locali commerciali.
Occorre ancora ribadire che il totale dei fitti passivi ammontava ad oltre 8,5 milioni nel 2011 e risulta oggi di 5,6 milioni ed è destinato a diminuire perché è toccato a noi prevedere le risorse per i lavori utili a restituire beni che figurano ancora in carico in un caso dal 1932! ed ora finalmente restituibili ai proprietari.
Nessuno dei casi oggetto di scandalo sebbene abitati da poveri è stato contrattualizzato negli ultimi anni, nessun locale commerciale è stato affidato a ridicoli prezzi e condizioni.
Ai parlamentari che evocano l’intervento di ministri rivolgo il rispettoso invito a leggere, approfondire ed avere memoria del recente passato.

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