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Frida a Venezia vista attraverso l’obiettivo di Matiz

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L’inaugurazione della mostra il 18 giugno

Riceviamo e pubblichiamo.

Lo spirito indomabile e placido di Frida Kahlo raccontato dal suo amico e fotografo Leo Matiz nella mostra “Frida a Venezia vista attraverso l’obiettivo di Matiz”, dal 18 giugno ore 10:30, presso l’Ar33 Studio, Calle Frezzeria, 1732, Venezia.

In tutto il mondo l’artista messicana Frida Kahlo è considerata un simbolo dell’arte moderna e un’icona di resistenza al dolore e di opposizione nei confronti della malattia.

L’instancabile viaggiatore colombiano Leo Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del secolo scorso, conobbe Frida Kahlo negli anni ’40 del Novecento: l’incontro e la conseguente amicizia con la pittrice si è manifestato in una serie di immagini realizzate dal fotografo di Aracataca che rivelano la sensibilità e l’anima della messicana, al di là delle sofferenze fisiche che la vita le aveva imposto.

L’Ar33 Studio di Venezia (Italia) esporrà 30 fotografie inedite, realizzate sia in bianco e nero che a colori, che avranno come soggetto principale la pittrice messicana e il suo contesto intimo. Il titolo della mostra “Frida a Venezia vistaattraverso l’obiettivo di Matiz”, titolo originale “Frida en Venecia vista por Matiz”, vuole rappresentare un’approssimazione spontanea, fresca e leggera della personalità di Frida Kahlo filtrata dalla macchina fotografica di Leo Matiz.

Queste immagini, scattate in un periodo particolarmente chiacchierato della vita dell’artista messicana del quale, però, non esisteva nessuna testimonianza fotografica, ci rivelano una Frida pacifica, calma di fronte all’obiettivo del suo amico colombiano; in alcuni scatti la vediamo perfino vestita secondo la moda europea e non con i suoi tradizionali abiti di tehuana.

Le fotografie di Leo Matiz che immortalano Frida Kahlo, corrispondono ad un periodo di maturità creativa e personale della pittrice la quale ha imparato ad accettare i tradimenti del suo corpo e l’infedeltà di suo marito, il pittore muralista Diego Rivera.

Leo Matiz visse in Messico negli anni ’40 e disse di essersi innamorato della luce, della cultura e della gente di quel paese. Prima della sua morte, avvenuta nel 1988, il fotografo rievocò il ricordo del suo incontro con Frida e Diego, confessando che

con Diego Rivera mi sono visto molte volte ed è curioso il fatto che molte cose che oggi si conoscono di Frida Kahlo a quell’epoca non si conoscevano. A me sembrava che lei avesse una vita triste. Diego aveva una personalità forte e Frida era una donna fragile, condannata alla disabilità per tutta la vita. Era piena di busti e di sostegni: sostanzialmente era invalida e la sua sofferenza era palese. Utilizzava la pittura come mezzo di liberazione.

L’Ar33 Studio e la Fondazione Leo Matiz, organizzatori dell’esposizione fotografica, hanno entrambi reso noto che la mostra “Frida a Venezia vista attraverso l’obiettivo di Matiz” includerà una serie di fotografie di Frida Kahlo realizzate dal fotografo nato a Aracataca successivamente modificate dall’artista italiano Emanuele Viscuso: le immagini cercano di evocare un’empatia con il soggetto, per introdurci nella sofferenza artistica della pittrice e nelle battaglie che liberarono il suo corpo tormentato e vulnerabile.

Il corpo di una bambola rotta e senza forma riposa sul ritratto dipinto con colori caldi. È un forte riferimento alla disabilità prodotta dalla paralisi e alle conseguenze che questo stato fisico ha portato nell’esistenza tragica di Frida. Viscuso ha scelto di rivivere il momento dell’incidente tagliando la carta e inserendo dei piccoli pezzi di legno nelle fenditure, con l’intento di ricordare le ferite che lacerarono il corpo della donna

ha affermato la critica italiana Chiara Fragalà riguardo agli interventi dell’artista siciliano Emanuele Viscuso nei ritratti di Frida Kahlo realizzati da Matiz.

Allo stesso modo, la Fondazione Leo Matiz ha comunicato che il giorno 1 aprile 2017 si commemoreranno i 100 anni dalla nascita del fotografo colombiano: per questo motivo l’istituzione organizzerà una serie di eventi che includeranno esposizioni, conferenze e pubblicazioni in Messico e in America sulle opere di questo straordinario artista, considerato uno dei grandi protagonisti della scena fotografica del ventesimo secolo. La figlia, Alejandra, presidente della Fondazione Leo Matiz, presenzierà all’inaugurazione dell’esposizione presso l’Ar33 Studio di Venezia.

Frida Kahlo, nella sua vita, non ebbe l’occasione di visitare l’emblematica città italiana.
Ora, grazie al suo affezionato amico Leo Matiz, di discendenza veneziana, ci andrà per la prima volta.

Note
Ar33studio è un laboratorio fotografico e studio con sede a Venezia, diretto dall’artista Arsen Revasov. Ar33studio è concepito sia come un luogo di produzione ed esposizione in tempo reale della ricerca dell’artista, pur agendo anche come un luogo aperto per i workshop ed eventi legati alla fotografia e all’arte contemporanea.

Alejandra Matiz, direttrice della fondazione Leo Matiz, si occupa della promozione a livello internazionale del lavoro del padre. Da molti anni la Fondazione organizza mostre in tutto il mondo, ricevendo consensi e apprezzamenti.

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