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Europa in Toscana, i progetti finanziati

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Enrico Rossi

Dagli spazi urbani alle scienze della vita e l’istruzione

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

L’Europa può rendere più belli anche una strada, una piazza o interi quartieri di città e paesi.

È il caso di Poggibonsi e Colle Val d’Elsa, prime due soste stamani, 12 dicembre, del tour in provincia di Siena del presidente della Toscana Enrico Rossi, seconda tappa di un viaggio iniziato un paio di settimane fa a Grosseto e che proseguirà nelle altre province toscane: per raccontare l’Europa che aiuta i territori e per accendere un riflettore su alcuni dei progetti che hanno beneficiato dei finanziamenti europei, dando un volto a quei numeri.

Secondo l’Eurobarometro il 60 per cento degli italiani non conosce i fondi strutturali dell’Unione europea e, tra chi sa di cosa si tratta, l’80 per cento pensa che siano inutili. Eppure senza queste risorse, la Toscana, e tutta l’Italia, sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. Tante opere non sarebbero state realizzate. L’Europa dunque è solo apparentemente lontana.

Città rimesse a nuovo – A Poggibonsi e a Colle Val d’Elsa gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, a partire dagli arredi urbani. Grazie ad un Piu, uno dei programmi integrati urbani finanziati con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, si è deciso di abbattere i consumi energetici di una scuola dell’infanzia, la Girotondo, del nido “La coccinella” e del palazzo comunale; si è pensato di riqualificare in piazza XVIII luglio una casa famiglia e uno spazio aggregativo, di far più bella e sicura piazza Mazzini e recuperare parte del centro storico.

Con lo stesso progetto, si interverrà nel vicino comune di Colle Val d’Elsa, dove è stata finanziata la nuova piazza e l’ex vetreria Boschi per farne il museo del cristallo, dove si è deciso di recuperare la casa del popolo ed ampliare il teatro, di attrezzare un condominio solidale e realizzare un tratto di ciclopedonale che ne collegherà due che già esistono, quello sulla ex linea ferroviaria Colle – Poggibonsi a nord e quello tra le Gore Rotte e Gracciano. I lavori finiranno nel 2020 e complessivamente, tra Poggibonsi e Colle Val d’Elsa, saranno spesi oltre 8 milioni e novecento mila euro, a 6 milioni e 775 mila ammonta il contributo pubblico.

Industria 4.0 e energie green – Ma a Poggibonsi e a Colle Val d’Elsa l’Europa non ha dimenticato aziende e persone. La Newton, fabbrica di trasformatori, per rendersi più competitiva ha deciso di investire qualcosa come un milione e 946 mila euro sull’automatizzazione e sull’industria 4.0. Metà gli sono arrivati dal pubblico: 486 mila euro dal FESR, 340 mila dallo Stato, quasi 146 mila dalla Regione. Con il progetto Tanc e l’uso di uno speciale acciaio la composizione dei nuclei magnetici sarà fatta con un nastro unico, senza più giunture. Ma i trasformatori, gli stessi usati anche da ENEL saranno anche più ‘ecologici’, il che vorrà dire essere pure più competitivi visto che in Europa il minor impatto ambientale sarà premiato nelle future gare.

Anche l’istruzione può godere di finanziamenti europei. È il caso dell’ITS Energia e Ambiente di Colle Val d’Elsa, due anni post diploma in alternativa eventualmente all’università. Gli ITS, che nascono tutti da uno stretto contatto con il mondo produttivo, parte del programma Giovanisì, ha tra i propri studenti un tasso di occupazione a breve altissimo. In questo caso l’istituto di Colle realizza anche corsi di formazione professionale, sui temi legati all’energia, anche per addetti e operatori di PMI che già lavorano. Il contributo del Fondo sociale europeo è stato di 1 milione e 560 mila euro.

Nel borgo sulla Francigena – A Monteriggioni, il borgo che ancora oggi ‘di torri si corona’ come cantava Dante nell’Inferno, l’Europa, di nuovo grazie al Fondo per lo sviluppo regionale, ha finanziato il restauro della Porta Franca del castello e il recupero del complesso monumentale di Abbadia Isola, terza e quarta sosta stamani del viaggio di Rossi. Il castello con le sue mura e la frazione di Abbadia, dove l’intervento sui sotterranei e le aree all’esterno si aggiungono ad altri restauri in corso, sorgono lungo la via Francigena.

Le risorse dell’Europa andranno in questo caso a sostegno di cultura e turismo: 935 mila euro la spesa, quasi 655 mila il contributo pubblico. Ma c’è anche un progetto, 773 mila euro, quasi 155 il contributo, che riguarda Simply Etruria Retail e la riqualificazione energetica del centro di distribuzione di carni, che porterà ad abbattere i consumi del 40 per cento e un sollievo anche per l’ambiente e il clima, con 82 tonnellate di Co2 in meno disperse in atmosfera.

L’antico ospedale e le scienze della vita – Da Monteriggioni a Siena capoluogo. Qui Rossi ha visitato il complesso museale di Santa Maria della Scala: 3 milioni e 340 mila euro di contributo pubblico su un investimento da 4 milioni e 771 mila euro, due lotti già conclusi e il terzo atteso entro il 2020, per recuperare tra l’altro un tratto di via Francigena all’interno dell’ospedale e coprire la Corticella, vero e proprio snodo dei percorsi dell’antico complesso.

Prima il Presidente si è però fermato al polo di Toscana Life Sciences, ente no profit che dal 2005 sostiene le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e sulle cosiddette malattie orfane, quelle cioè per cui non sono disponibili terapie specifiche o che sono di interesse limitato per ricercatori e medici. TLS aiuta, in particolare, lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale, favorisce il trasferimento tecnologico ed è anche il gestore del distretto sulle scienze della vita nato nel 2011 e che raccoglie tutti i soggetti pubblici e privati che operano nei settori delle biotecnologie, del farmaceutico, dei dispositivi medici, della diagnostica, della nutreceutica e della cosmeceutica. Duecento aziende per oltre undicimila addetti, di un migliaio impegnati in ricerca e sviluppo.

Soci fondatori di Toscana Life Sciences sono la Regione Toscana, la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi di Siena, la Provincia, le Università di Siena, Pisa e Firenze, Sant’Anna e Normale di Pisa, l’Istituto di alti studi IMTdi Lucca, l’azienda ospedaliera universitaria senese, il Comune e la Camera di Commercio della città. Vi lavorano 283 addetti e a 7,3 milioni ammonta il fatturato delle imprese incubate e affiliate e dei gruppi di ricerca nel 2017, con oltre 80, 2 milioni di finanziamenti attratti dal 2007.

Qualche esempio? Nel distretto grazie ai fondi europei è stato sviluppato un farmaco, il Dekavil, contro l’artrite reumatoide, 2 milioni e 500 mila euro di contributi, e dal 2007 sono stati finanziati con 8 milioni e 738 mila euro almeno altri dieci progetti di sette aziende, da vaccini per il tifo o la salmonella destinati ai paesi in via di sviluppo alle nanoparticelle contro i tumori, dalle particelle pseudo virali a da studi sulla fibrosi cistica fino ad antimicrobici per infezioni batteriche gravi. Sono stati finanziati anche corsi di formazione, sempre post diploma, promossi dalla Fondazione ITS Vita: solo quelli attivi riceveranno 1 milione e 488 mila euro grazie al Fondo sociale europeo, altri 891 mila si aggiungeranno per i corsi in partenza da qui al 2019.

A Torrita logistica e automazione – Il viaggio del presidente Rossi in provincia di Siena si è concluso nel tardo pomeriggio alla Cassioli di Torrita di Siena, azienda con stabilimenti anche in Polonia, Brasile e Stati Uniti, 250 dipendenti, 140 in Italia, che fornisce prodotti e servizi per soluzioni di logistica integrata e grande attenzione presta a ricerca e sviluppo. A Torrita di Siena, dove nel 2010 è stato inaugurato un nuovo edificio di 3500 metri quadri, realizzato con criteri ecocompatibili, si sviluppano prototipi, si collaudano dispositivi e c’è uno showroom. Cassioli con tre progetti, dal 2010 ad oggi, ha investito 7 milioni e 411 mila euro ed ottenuto contributi per 4 milioni e 299 mila euro.

Dall’agricoltura al birrificio fino all’antica fortezza medicea – Ma l’elenco delle aziende che hanno beneficiato di contributi europei in provincia di Siena potrebbe continuare, ben oltre le aziende e realtà visitate dal presidente Rossi. L’Europa ha finanziato ad esempio il birrificio “La Steccaia” di Rapolano Terme. Contributi sono arrivati alla fattoria Alloro di San Gimignano, a vantaggio del settore zootecnico, e al Podere Pereto sempre di Rapolano Terme, alla fattoria “Pieve e Salti” di Montalcino, alla società agricola Salcheto di Montepulciano, al salumificio Viani di San Gimignano e alla Toscocornici di Torrita di Siena. I fondi europei hanno contribuito in parte anche a rimettere a nuovo le mura della fortezza medicea di Poggibonsi, parco oggi fruibile a cittadini e turisti. Con il fondo sociale sono stati finanziati corsi di formazione a Chianciano e Siena.

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