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Alex the Parrot

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Alex the Parrot

Alex il pappagallo, l’unico animale al mondo ad aver sviluppato una “coscienza di esistere”

La storia di Alex the Parrot, acronimo di Avian Language Experiment, è annoverata fra i più sensazionali esperimenti scientifici mai concepiti, è la storia di un famosissimo pappagallo cenerino, parte fondamentale di un esperimento trentennale, dal 1977 al 2007, effettuato da Irene Pepperberg all’Università dell’Arizona. Quando Alex è deceduto, migliaia di persone al mondo hanno pianto insieme alla sua più cara amica, la ricercatrice Irene.

Ammette oggi la Pepperberg:

Alla lunga ho finito per considerarlo più un collega di laboratorio che un soggetto di ricerca.

Intanto il cenerino diviene molto popolare in tv e sui giornali e nasce una fondazione in suo onore, Alex Foudation.

Tutto comincia quando Irene, una chimica teorica, scopre i primi tentativi di comprensione del linguaggio animale attraverso i babbuini, animali ancora oggi ritenuti fra i pochi in grado di comunicare con gli esseri umani. È il 1973 e Irene lascia la chimica teorica per frequentare corsi di etologia ad Harvard. Quindi sceglie di studiare i pappagalli.

Racconta:

Pensavo che usare un animale in grado di esprimersi direttamente, imitando i suoni umani, rendesse i risultati meno influenzabili dal ricercatore e che il dialogo attraverso un linguaggio condiviso avrebbe migliorato i livelli di comprensione.

Inoltre i pappagalli hanno un mondo sensoriale molto simile al nostro, dominato da un’alta abilità nel produrre e percepire suoni e da una vista acuta e a colori, oltre che da una straordinaria intelligenza non a tutti nota.

Irene inizia quindi ad addestrarlo, usando un metodo innovativo: varie persone si alternano, di fronte al pappagallo, nella parte dell’addestratore e dell’addestrato, coinvolgendolo in una sorta di interazione sociale fra piccoli e adulti simile a quelle che avvengono in natura.

Alex, già nel primo anno, grazie alla dedizione di decine di volontari, impara il nome di sette oggetti e il concetto di colore.

Continua Irene:

Lui pensava che noi fossimo il suo “stormo” e quindi si sforzava al massimo di apprendere come comunicare con noi.

Nonostante un carattere capriccioso, si rifiuta di lavorare quando non gli va e, dispotico, obbliga i nuovi arrivati a portargli tutto ciò che chiede insistentemente.
In pochi anni Alex impara l’uso appropriato di cento parole. Dimostra al mondo che gli uccelli sono dotati di alcune abilità mentali allora ritenute appannaggio di uomini e pochi altri mammiferi: la “generalizzazione”, riconoscere un oggetto anche se cambia dimensioni e colore, l’idea di “uguale e diverso”, la comprensione di concetti astratti come forma, materia e colore e, ancora più straordinario, la concezione dello zero.
Vengono posti su di un piano 3 oggetti rossi e viene chiesto ad Alex quale di quelli presenti sul tavolo sia blu, Alex risponde nessuno; prima di questo formidabile pappagallo nessun animale aveva mai concepito il concetto di zero.

La Pepperberg registra la sera Alex mentre si trova solo nella sua gabbia e scopre anche che ogni giorno “ripassa la lezione” mormorando tra sé e sé le parole nuove che ha imparato. In breve apprende non solo brevi frasi, ma anche insulti, “Tacchino!” è il suo preferito, e persino qualche “trucco”: quando combina pasticci si accartoccia su se stesso e mormora “I’m sorry”, mentre indirizza appassionati “I love you” alle persone che più gli piacciono. Quando poi cominciano ad essergli affiancati nuovi pappagalli cenerini, entra anche nella parte dell’addestratore: fa lui le domande ai nuovi arrivati, rimproverandoli con “No!” se sbagliano o con un “Dillo meglio!”

Talvolta Irene è costretta a chiuderlo in una scatola, ma anche da lì la sua voce si alza a dare le risposte giuste e a correggere i colleghi manifestando tutte le peculiarità suo carattere!

Dopo trenta anni di addestramento, Alex ha acquisito un’intelligenza pari a quella di un bambino di cinque anni: ha sviluppato l’uso della logica per risolvere problemi e ha iniziato persino ad associare a delle lettere il loro suono. In teoria avrebbe avuto ancora una ventina d’anni da vivere e chissà in quali altri modi avrebbe potuto stupire il mondo.
Ma la sera del 9 settembre 2007, Alex saluta la sua amica Irene con il consueto “Fai la brava, ti voglio bene” e il giorno dopo viene trovato morto nella sua gabbia.

È il primo e finora unico animale non umano ad aver mai fatto una domanda esistenziale, chiedendo ai suoi interlocutori di quale colore sia! Il primo animale al mondo a concepire di esistere.

Riposa in pace Alex the Parrot, hai insegnato all’umanità a non giudicare dalle apparenze nemmeno un pappagallo.

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