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100 mila nuove assunzioni per la scuola italiana

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E’ andata alla grande la settimana di riapertura dei lavori per il Premier Matteo Renzi: giustizia, Sblocca Italia, nomine europee, visto che la Mogherini è vicina all’incarico di capo della politica estera dell’Unione Europea ed infine la scuola.

E’ arrivata proprio oggi la notizia: c’è la volontà da parte del governo di concedere 100 mila nuovi posti di lavoro nella scuola. Dopo l’incontro fatto ieri sera a Palazzo Chigi con la delegazione scuola del Pd si è giunti alla conclusione che queste assunzioni sono necessarie: serviranno a coprire gli organici funzionali, il turn- over, supplenze annuali e sostegno. Questo rappresenta un punto dolente della scuola italiana, non che il resto vada preso come esempio di eccellenza: si passerà da 67 mila a 90 mila insegnanti. Il costo per questa novità potrebbe rientrare in quel miliardo e mezzo che fin qui lo Stato aveva già destinato all’istruzione, tenendo conto che pagare 100 mila supplenze ogni anno costa quasi quanto pagare 100 mila insegnanti con posto fisso.

Ma l’impegno verso la scuola non si esaurisce qui: già prima della pausa estiva il governo aveva promesso che entro la fine dell’anno sarebbe arrivata una riforma che avrebbe stupito tutti. Si era fatto cenno non solo a nuove assunzioni, così da snellire le graduatorie oramai sature, ma di cambiare anche i metodi di abilitazione all’insegnamento: non più tfa ( tirocinio formativo attivo), ma far valere il tirocinio fatto durante la carriera universitaria, ove previsto. Senza contare le valutazioni in base al merito a cui verranno sottoposti gli insegnati, che percepiranno una diversa retribuzione in base a questi requisiti, l’obbligo di corsi di aggiornamento, l’aumento dello ore di servizio a 36 durante la settimana, lo snellimento degli esami di stato. Insomma su vuole puntare sulla scuola, si spera nel migliore dei modi.

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