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‘Venere e Adone’ al Teatro Civico 14

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'Venere e Adone' - foto Simone Cecchetti
'Venere e Adone' - foto Simone Cecchetti


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In scena il 10 dicembre a Caserta

Riceviamo e pubblichiamo.

Sabato 10 dicembre, ore 20:00, in scena al Teatro Civico 14, all’interno di Spazio X – via Petrarca 25 P.co dei Pini, Caserta, ‘Venere e Adone – Siamo della stessa mancanza di cui sono fatti i sogni’, prodotto dalla Compagnia Lombardi – Tiezzi, in cui Roberto Latini mette in scena, con la sua personalissima cifra, uno dei più sorprendenti miti delle ‘Metamorfosi’ di Ovidio.

I biglietti sono acquistabili al botteghino del teatro e sul sito www.teatrocivico14.it al costo di €12,00, €10,00 per il ridotto under30/over65; per info e prenotazioni info@teatrocivico14.it oppure +39 0823441399.

Roberto Latini – attore, autore e regista tra i più acclamati dal pubblico e dalla critica in Italia – è fondatore e direttore artistico di Fortebraccio Teatro. Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011, il Premio Ubu 2014 e 2017 e il Premio della Critica 2015.

Latini torna al Civico 14 con l’ultimo lavoro, per la prima volta in un teatro campano, portando in scena lo stesso argomento che scelse Shakespeare quando nel 1593 i teatri a Londra furono chiusi per la peste: Venere e Adone.

Scrive nelle sue note:

L’amore terrestre e quello divino nel disarmo di un destino ineluttabile, è il tema trattato da Shakespeare, Tiziano, Rubens, Canova, Carracci, Ovidio… attraversando il mito nell’arte, come trattenendo il respiro.

Un respiro – fotogramma, solo, fermato, definito, come a impedire che il racconto si possa compiere nel finale che già sappiamo.

È forse la speranza che si possa vincere il destino, dando all’Arte il compito di sfidare il tempo e trattenerlo. Sospenderci nella tenerezza.

Tra quelli contenuti nelle ‘Metamorfosi’ di Ovidio è certamente uno dei più sorprendenti: Adone muore nel bosco durante la caccia a un cinghiale e Venere stessa non può nulla oltre il presentimento che la consuma.

Anche questo mito ci rivela che gli Dei in tanti casi possono solo arrendersi al cambiamento; oppure lasciarsi sorprendere. Il corpo di Adone in terra svanisce nell’aria fresca del mattino e dal suo sangue in terra spunta un fiore bianco e rosso.

Lo si potrebbe percepire come un ‘mito della primavera’, il mito della rinascita.

Venere e Adone è la storia di ferite mortali, di baci sconfitti che non sanno, non riescono a farsi corazza, difesa.
Anche Amore non può nulla. Anche Amore è incapace; è sfinito, è logoro, è vecchio. Sconfitto.
Eppure, cadendo, fa un volo infinito.

La quattordicesima stagione del Teatro Civico 14 prosegue dal 17 al 30 dicembre con Costellazioni, debutto di Mutamenti/Teatro Civico 14 con la regia di Roberto Solofria, anche in scena con Ilaria Delli Paoli, tratto dalla pièce del drammaturgo inglese Nick Payne, tradotta da Valerio Piccolo, che proietta su un rapporto di coppia la teoria di fisica quantistica per cui esistono un numero infinito di universi, di scelte e di possibilità che prendono forma.

Tutte le info sulla stagione e le attività sono sul sito https://www.teatrocivico14.it e sui canali social.

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