‘Un amore così grande’: intervista a Riccardo Polizzy Carbonelli

‘Un amore così grande’: intervista a Riccardo Polizzy Carbonelli

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Riccardo Polizzy Carbonelli


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Il popolare attore nelle vesti di un talent scout nel primo film di Cristian De Mattheis

Dopo l’anteprima del 12 settembre al Cinema Adriano di Roma, uscirà nelle sale italiane il 20 settembre il film ‘Un amore così grande’, di Cristian De Mattheis, prodotto da Michele Calì per A.C. Production con un contributo della Regione del Veneto a valere sul fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo e distribuito da Medusa Film. Protagonisti Giuseppe Maggio e Francesca Loy.

Nel cast anche Franco Castellano, Riccardo Polizzy Carbonelli, Eleonora Brown, Daniela Giordano, Fioretta Mari, Igor Barbazza e Ida Elena De Razza. Partecipazione straordinaria de “Il Volo”, ovvero Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble, nominati “Ambasciatori della lirica” dal Sindaco di Verona, per la prima volta sul grande schermo, che interpretano se stessi.

Il soggetto del film, della durata di 106 minuti, è di Federica Andreoli, le musiche sono curate dalla “Nazionale Cantanti” nel nome del suo Direttore Generale Avv. Gianluca Pecchini. Il titolo, com’è noto, si riferisce al celebre brano interpretato originariamente nel 1976 dal tenore Mario Del Monaco, musiche del Maestro Guido Maria Ferilli, testo Antonella Maggio.

Non resistiamo alla curiosità di chiedere al sempre affabile Riccardo Polizzy Carbonelli di svelarci qualche dettaglio sulla pellicola di imminente uscita.

‘Un amore così grande’ racconta non solo il legame sentimentale che sboccia tra due giovani di diversa cultura, nazionalità, estrazione sociale e il loro rapporto contrastato dalla nonna di lei, ma anche e soprattutto la passione per l’opera lirica, arte che oggi sembra attirare sempre meno ragazzi. Cosa ci puoi raccontare della trama per stuzzicarci senza però toglierci il gusto di scoprire il resto vedendo il film?

Il protagonista, Vladimir, ha ereditato il suo talento canoro da entrambi i genitori. La madre è una Grande Soprano che interrompe la sua carriera all’apice del successo quando viene abbandonata dal marito, Tenore, per dedicarsi al figlio piccolissimo. Nel corso del plot scopriremo le motivazioni di questo allontanamento, ma ciò che è importante sottolineare è che l’estremo atto d’amore di anteporre il figlio alla sua carriera, concentrandosi esclusivamente su di lui, non intacca affatto la sua passione per la lirica, anzi.
Ritirarsi dalle scene le procura un dolore immenso e lei si ammala, anche perché vive in povertà.

Il film inizia con Vladimir che si indebita per portarla all’opera a vedere uno spettacolo che lei stessa, come soprano, aveva interpretato e, in quell’occasione, la donna muore. Il ragazzo decide, così, di partire alla ricerca del padre. Proprio per la sua situazione familiare e per essere cresciuto in un ambiente in cui viene naturale cantare, Vladimir avverte il suo talento come fonte di sofferenza e non di gioia, una sorta di disgrazia che porta all’infelicità; questo è uno dei motivi per cui è reticente e non pone la giusta attenzione al dono che possiede, considerandolo, piuttosto, una maledizione.
Sarà l’amore che sboccerà tra lui e Veronica a fargli cambiare idea.

Tu che sei cresciuto in una famiglia che ti ha trasmesso l’amore per l’Arte, come ti sei preparato per interpretare il ruolo di manager musicale?

Il mio personaggio, Tommaso Carpi, è molto lontano dal reale Manager de “Il Volo”, il bravissimo, anche come musicista, Michele Torpedine.
Ritengo che un bravo manager, oltre ad ottenere contratti ed ingaggi vantaggiosi, debba avere “fiuto” e lungimiranza. Saper consigliare con obiettività un percorso artistico.

Ho avuto modo di conoscere Michele Torpedine e vedere come i ragazzi de “Il Volo” interagivano con lui: traspariva un rapporto quasi paterno e di amicizia al tempo stesso. Ovviamente ciò mi ha ispirato.

Inoltre, il regista, Cristian De Mattheis, appassionato di Musica Lirica, ha aggiunto altri ingredienti.

E, a questo proposito, ti racconto un aneddoto. Sono arrivato a Verona la sera prima della mia convocazione e, dopo una bellissima accoglienza da parte di tutti e una prova costumi, sono andato a dormire. L’indomani l’appuntamento era in notturna nella meravigliosa piazza delle Erbe, completamente smantellata dei famosi banchi che la caratterizzano. Iniziamo a girare.
Un gruppo di musicisti ambulanti sta coinvolgendo i passanti nei vocalizzi. Vladimir, incapace di sopportare che si storpino le romanze famose, raccogliendo l’invito degli artisti di strada, comincia a cantare. La sua voce melodiosa, da lontano, avvolge tutta la piazza. Grazie al suo intervento vengono raccolti molti soldi, tanto che gli viene rinnovato l’invito a presentarsi la sera dopo, quando, casualmente, passa Tommaso Carpi e lo sente.

Si tratta proprio della sera in cui il regista mi ha detto che la musica non si ascolta soltanto… ma si respira. Soprattutto nel caso in cui un manager riconosce un talento.
Mi ha quindi suggerito di recitare dando l’impressione che inspiri questa sensazione, soddisfatto di aver finalmente trovato quello che sta cercando da sempre.

Credo che il talent scout abbia un controllo e un abbandono; un controllo nel sapere che ha scoperto una gallina dalle uova d’oro e, passami l’espressione, un abbandono nell’ammirarne la bellezza della sua doratura.

Tommaso è un talent scout ante litteram che ha la capacità non solo di individuare un’attitudine e sfruttarla per fini economici, ma che ha anche una sensibilità specifica, la consapevolezza di aver davanti a sé qualcuno che restituisca emozioni: l’Artista, vero insomma.

Il tuo Tommaso Carpi ha il compito importante di dischiudere quella porta verso il successo di Vladimir, convincendo i tre ragazzi de “Il Volo” a far aprire ad un anonimo ma bravissimo cantante di strada i propri concerti. Come ti sei trovato nella parte di talent scout? Ti è mai capitato nella vita di aver avuto quella sua stessa intuizione, dando così a qualcuno la possibilità di emergere, dimostrando il suo valore?

Come Tommaso Carpi che scova un Talento e, al tempo stesso, lo pungola per metterlo alla prova, mi sono molto divertito.

Ritengo che oggi i giovani abbiano bisogno d’essere incoraggiati e sostenuti più che in passato. Vivono con poche prospettive per il futuro in una società profondamente distratta, poiché presa da se stessa, perciò sono più diffidenti e disabituati all’ascolto: si difendono. Questo mi fa molto riflettere e spesso, come collega maggiore, intuendo le potenzialità di Alcuni, cerco di… restituire ciò che io stesso, agli inizi, ho ricevuto.

Tra l’altro, in questo film, ho conosciuto una giovane Artista, una Cantante con ottime doti attoriali, Ida Elena De Razza, che lavora prevalentemente in Germania.

Il film ribadisce un concetto essenziale della vita: un’attitudine, e ce lo insegna anche “Il Volo”, se non è addomesticata ed accompagnata allo studio, da intendersi non come una cosa nefanda e faticosa, ma semplicemente come esercizio del proprio strumento che, nel caso specifico, è la voce, non porterà a nulla. Non esiste alcuna professione in cui, ogni giorno, non si impari a superare un ostacolo diverso e, in questo senso, una pietra, da grezza, può diventare un diamante prezioso.

I ragazzi de “Il Volo” proteggono Vladimir come fossero degli angeli custodi: prima lo trattano con un moderato interesse, poi lo esaltano, quindi lo spronano energicamente quando si rifugia nella depressione e, infine, lo sostengono.
Tommaso, invece, resterà diffidente finché non riceverà una prova concreta dell’intenzione del ragazzo di impegnarsi realmente.

La trama è ambientata in parte a San Pietroburgo e in parte a Verona, luogo simbolo di una delle storie d’amore più tormentate di sempre, ‘Romeo e Giulietta’, ma soprattutto città in cui si trova l’arena, scenario naturale per rappresentazioni di opere liriche. Che effetto ti ha fatto girare nell’incantevole anfiteatro romano? L’avevi già visitato come turista o è stata la prima volta in assoluto per te?

È come entrare in un Tempio, emozionante e, al tempo stesso, la cosa più naturale di questo mondo, per uno che, come me, ama i Teatri anche come edifici architettonici. C’ero già stato, ahimè come turista e pubblico, ma ogni volta è sconvolgente. Penso sempre a Tutti i Grandi Artisti che si sono esibiti; immagino quando lo costruivano; rifletto su quanta energia contenga solo per il fatto di esistere da così tanti secoli. Meraviglioso.
E poi ho assistito al Concerto de “Il Volo”!!!

Generalmente, dato il tuo carattere, tendi ad instaurare un rapporto goliardico e complice con tutti, sempre nel rispetto delle reciproche professionalità e del lavoro da svolgersi. Immagino sia successo anche stavolta; ci puoi raccontare qualche altro aneddoto simpatico durante le riprese?

Ho lavorato in un clima di grande armonia nonostante i tempi serrati delle riprese. Il reparto Trucco e Parrucco è stato quello più bersagliato da scherzi, canzoni, imitazioni, barzellette e… “Vociare” di prima mattina, che non è mai il massimo.

Con i ragazzi protagonisti, Giuseppe Maggio e Francesca Loy, è stato facilissimo entrare in empatia.

Quello che di divertente e spontaneo è avvenuto con Piero Barone, Gianluca Ginoble ed Ignazio Boschetto, “Il Volo” appunto, è stato merito del loro… “essere alla mano”! Sono così Bravi, così preparati ed al tempo stesso umili, che sembrava ci conoscessimo da tanto. Durante le pause ho strimpellato e canticchiato con loro; ho dei video divertentissimi dove i ragazzi fanno delle imitazioni che, ovviamente, conservo gelosamente e non pubblicherò neanche sotto tortura!

Conoscevi già personalmente “Il Volo” o è stato proprio grazie a ‘Un amore così grande’ che li hai incontrati?

Conoscevo “Il Volo” di fama e li ho sempre stimati. Ricordo quando cantavano singolarmente nella trasmissione condotta da Antonella Clerici. Conosco anche l’Autore della canzone con cui hanno vinto a Sanremo, ‘Grande Amore’, che avevo sentito in anteprima, cantata da lui al pianoforte e ringrazio questo film per avermi dato l’opportunità di conoscerli personalmente e dir loro quanto li ammiri.

‘Un amore così grande’ è un film rivolto prevalentemente ai giovani o godibile anche da un pubblico adulto?

Trattando il tema dell’Amore che, quando è Grande vince su ogni avversità, credo sia un film che può essere apprezzato da Tutti.
A questo proposito vorrei ringraziare e ricordare la A. C. Production di Michele Calì e Federica Andreoli; la Distribuzione ad opera della Medusa; il Regista Cristian De Mattheis ed i miei meravigliosi colleghi: Giuseppe Maggio, Francesca Loy, Franco Castellano, Daniela Giordano, Eleonora Brown, Jgor Barbazza, Ida Elena De Razza e i tre tenori de “Il Volo”, Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto, al loro debutto cinematografico.

Non resta quindi che aspettare ancora pochi giorni per recarci nelle sale a vedere ‘Un amore così grande’.

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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.