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‘Segreti e Quarantene… ed altre storie’ inaugura l’Estate a Napoli 2020

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Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo


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Gianfranco Gallo presenta il suo nuovo libro in uno show teatral – musicale affiancato da Antonella Prisco e Antonio Maiello nel cortile di San Domenico Maggiore

Sabato 18 luglio, ore 21:15, presso il cortile di San Domenico Maggiore, Gianfranco Gallo ha inaugurato l’Estate a Napoli 2020 con l’evento – spettacolo ‘Segreti e Quarantene… ed altre storie’, a cura di Città Mediterranee.

Uno show teatral – musicale, che ha fatto registrare il pienone, in cui ha preso spazio anche la prima presentazione del libro ‘Segreti e Quarantene’ scritto ed edito dallo stesso autore.

'Segreti e Quarantene' di Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
‘Segreti e Quarantene’ di Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo

Con lui sul palco Antonella Prisco, volto noto della televisione della social soap Rai Un Posto al Sole e ormai fissa nella sua compagnia teatrale, e Antonio Maiello, virtuoso della chitarra, specializzato in blues e jazz, da anni colonna sonora di tutti i suoi spettacoli.

Evento particolare quello che ha dato il via alla celebre manifestazione, che, come dirà nei saluti di commiato, Eleonora de Majo, Assessore alla Cultura, ha un significato simbolico fortissimo. Quel palco semplice e scarno e quelle sedie disposte con la distanza imposta dalle principali norme anti Covid sono un piccolo ma concreto segnale di rinascita di una città che, anche stavolta, si è rialzata, dimostrando fierezza, coraggio e voglia di riscatto.

Lo stesso messaggio che vuole lanciare Gallo con il suo show assolutamente atipico, espressione di teatro sociale. Un momento di rinascita del capoluogo campano che, dopo la triste esperienza pandemica, reagisce e si riappropria, seppur a fatica, dei propri spazi, partendo proprio dalla Cultura, da sempre uno dei suoi punti di forza.

Una Napoli che, come sottolineerà nell’epilogo, dobbiamo meritarci e di cui essere parte attiva, contribuendo, giorno dopo giorno, ad alimentarne la ricchezza, ognuno secondo le sue possibilità.

Ma, andiamo con ordine. Si parte con sette intensi minuti di assolo in cui Antonio Maiello delizia il pubblico con celebri canzoni, riarrangiate per l’occasione, che scaldano l’atmosfera e predispongono all’ascolto mentre la platea, con assoluta naturalezza, porta il ritmo con il battito di mani.

Antonio Maiello - Arturo Favella Fotografo
Antonio Maiello – Arturo Favella Fotografo

Ecco arrivare sul palco l’indiscusso protagonista della serata che terrà banco per ben due ore. Attore, cantante e showman: questa la triplice veste indossata da Gianfranco che, abituato ad interagire con gli spettatori, li coinvolge di continuo, facendoli diventare la sua spalla.

Nessuna sorpresa; così come ci aveva già anticipato nell’intervista in esclusiva, assistiamo al racconto esorcizzato del periodo terribile che, si spera, ci siamo definitivamente lasciati alle spalle, che, nella sua singolare visione, diviene motivo di sorriso e, a tratti, sconfina nel beffardo. Ironia come chiave di volta per interpretare una situazione inimmaginabile che ha sconvolto le esistenze dell’intero pianeta, senza guardare in faccia a ceti sociali, istruzione e formazione, religione, status, etnia.

Ogni singolo essere umano, considerato nella sua più intima fragilità, portato a fare i conti con se stesso, le sue paure, le sue angosce, ma che, per autodifesa, ha trovato nell’irrisione il perno su cui far girare la propria esistenza quotidiana per non cedere il passo al pessimismo e soccombere.

Una recitazione, in parte improvvisata, in parte studiata, intervallata da brani di celebri cantanti internazionali moderni e contemporanei, che hanno in qualche modo un debito morale nei confronti della città che ha dato vita alla canzone, dalla musica classica in poi, e che, ancora oggi, per tradizione, assurge a punto di riferimento nel mondo. Insomma, una celebrazione del loro desiderio onirico di appartenenza al cosmo attraverso i suoi mille colori, che diviene parte integrante della narrazione.

Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo

Ecco spiegata l’apertura con la ‘Felicità’ di Lucio Dalla, che, autodefinendosi ‘napoletano acquisito’, sognava di appartenere alla città e, dichiarando che avrebbe voluto nascere proprio qui, ha scritto capolavori immortali per renderle onore, come ‘Caruso’, da solo, o insieme ai New Trolls come ‘Domenica di Napoli’. Un sentimento in cui continuare a credere profondamente, perché “per essere felici basta un niente”.

Si passa ad un brano scritto dallo stesso Gallo, ‘La nuova orchestra del Titanic’, che fotografa la situazione in cui gli artisti del mondo dello spettacolo si sono trovati e si trovano ancora a causa del Covid, mentre colano a picco su quel transatlantico ritenuto erroneamente inaffondabile, la Cultura appunto, che si scontra con l’iceberg di chi pensa che dell’Arte si possa fare a meno, mentre accompagnano con malinconiche e struggenti note, le scialuppe che abbandonano la nave.

Bistrattati e discriminati da uno Stato assente, incapace di colmare le sue stesse lacune, come se la Cultura non dovesse avere significato. Il riferimento al Napoli Teatro Festival, che, almeno quest’anno avrebbe dovuto essere organizzato in modo da far lavorare quanti più attori possibili e non solo pochi fortunati, è diretto, ma non polemico. Quello di Gallo è un grido d’allarme per attirare l’attenzione, non tanto verso di sé, quanto verso l’intera categoria, che, al momento, in barba alle sigle sindacali, è stata presa a cuore solo dal Nuovo IMAIE. E, come dirà prima di congedarsi dal pubblico, gli artisti vanno tutelati, a maggior ragione dopo una situazione tanto delicata.

Ecco ora il racconto autobiografico della quotidianità di Gianfranco in quarantena, scisso in autorimprovero prima e in sfida poi. In altre parole, la storia che ogni italiano ha vissuto sulla sua pelle, dalle notizie contrastanti che si avvicendavano sul morbo, alle domande rimaste inevase e ai dubbi che si instillano nella mente di ognuno, fino al primo decreto Conte, che ha imposto il blocco di ogni attività non necessaria ed indispensabile, relegando ogni cittadino alla sua reclusione.

I miracolati, che, non toccati direttamente dal virus, ne hanno comunque saggiato la distruttiva potenza psicologia, reclusi in quella gabbia dorata che è divenuta la loro casa, e hanno postato sui social ogni istante della loro giornata dedicandosi ad attività cui non avevano mai dato peso prima, come cucina e sport, con scatti, video e commenti di cui ora sembrano vergognarsi. Infine, il suo bisogno impellente di ritrovare il contatto con il pubblico, con la richiesta di invio di video amatoriali per farne un docufilm, abbandonata dopo che Salvatores e Muccino hanno pensato lo stesso.

Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo

È il momento della splendida ‘Pace e serenità’ di Pino Daniele, che evidenzia, come, alla fine, ci si accontenti, senza chiedere miracoli inaspettati se non, appunto, armonia con se stessi e con il tutto. Segue la suggestiva ‘Il bacio sulla bocca’ di Ivano Fossati che invita all’azione, smettendo di preoccuparsi del giudizio esterno, fino ad un rassicurante abbraccio che racchiude l’essenza dei sentimenti.

Tocca ora al brano in napoletano ‘Marzo’, della grandiosa cantautrice Teresa De Sio, cui Gallo dedica un pensiero, sottolineando, come, nonostante l’indiscusso talento, non goda appieno delle luci della ribalta come, invece, meriterebbe.

Arriva il momento della presentazione del libro e Gianfranco chiama sul palco Antonella Prisco, accolta da numerosi applausi. Dopo la lettura della prefazione a cura di Nino Frassica, in cui, secondo il suo stile eccentrico e surreale, gioca su non-sense, paradossi e frasi lapalissiane, e qualche piacevole aneddoto, si passa, finalmente, alla mise en espace vera e propria.

Antonella Prisco e Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Antonella Prisco e Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo

Assistiamo ad una vera e propria recitazione puntuale dell’attrice che, cadenzando a dovere ritmo e mimica facciale, si alterna con Gallo nella lettura di alcuni simpatici brani, mostrando, ancora una volta, tutta la sua sapiente versatilità. Ma non è una sorpresa, l’abbiamo applaudita più volte, in diverse occasioni, trovandola sempre impeccabile.

La trama del romanzo, tra flashback e flashforward, prende avvio nel 2025, cinque anni dopo l’epidemia che ha colpito tutto il globo. Renata, la moglie di Fred, invia ad un magistrato un plico in cui sono riassunti tutti i messaggi WhatsApp tra lui e l’amante Sandra, con la richiesta che sia identificato come “untore pandemico” e sia costretto a pagare alimenti e mutuo.

La coppia di adulteri, barcamenandosi nel ménage familiare cercando di non alimentare sospetti nel rispettivo coniuge, soffre nel non potersi incontrare a causa del lockdown e prova ad inventarsele tutte per darsi appuntamento alle 15:00 al banco salumi del supermercato, uno dei pochi luoghi in cui è ancora possibile recarsi senza destar sospetto. Ovviamente il finale di quello che ormai appare come un vero e proprio giallo non ci sarà svelato. Antonella lascia il palco salutata da un caloroso saluto del pubblico, che ha particolarmente gradito il suo intervento.

‘Oi sole’ e ‘Sera accussì’ sono le canzoni di Gallo che, per le tematiche trattate, si susseguono in modo quasi ossimorico.

La performance di Gianfranco si fa ora seria; si sofferma sui sogni e sugli obblighi e sui secondi che si mangiano i primi, sino alla dichiarazione intima:

Per troppo tempo mi sono finto morto per sopravvivere…

Poi il dolore per la perdita dell’amato cane, che gli ha tenuto compagnia per 15 anni e che gli è rimasto accanto, vedendo alternarsi varie fidanzate, e che lo ha seguito in 7 traslochi.

Quindi lo scossone:

Ci sono momenti in cui gli obblighi e i desideri devono coincidere…

Il dubbio:

Si possono poi riprendere desideri immaginati?

L’illuminazione:

Quello che siamo, lo devono sapere in pochi e pure selezionati!

Fino all’amara constatazione:

Non si è padroni della propria vita!

Si cambia registro, il clima si alleggerisce e si carica di speranza con la celebre ‘Tòrna Maggio’ di Vincenzo Russo, altra eccellenza partenopea che, nonostante le umili origini, è diventa celeberrima per indimenticabili pezzi come ‘I’ te vurria vasà’, ”A serenata d’ ‘e rose’, ‘Nuttata a mare’, ‘L’urdema canzone mia – (Tutt’è fernuto)’.

Nel giorno del primo anniversario della morte del grande Luciano De Crescenzo non può di certo mancare un omaggio al suo genio. Un gioco di parole efficace permette di passare dal film ‘FF.SS. – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?’, di cui l’estroso intellettuale è stato uno degli sceneggiatori, al potente brano ‘Sud’, che, nello stesso lungometraggio, è stato magistralmente interpretato da Pietra Montecorvino ed evidenzia, con un’esplosione di vitalità, l’orgoglio di essere meridionali.

Un nuovo brano di Gallo, versione napoletana di ‘Clandestino’ di Manu Chao, nel rimandare all’omonima pièce proposta da Gianfranco nella scorsa edizione di Estate a Napoli rimarca, ancora una volta, tra teatro e canzone, episodi di cronaca, emarginazione e disagio sociale.

Scorto tra il pubblico lo ‘Sparviero’, il campione olimpico di pugilato a Mosca 1980 Patrizio Oliva, lo invita sul palco per duettare con lui ‘Oj Marì’. Il boxeur, appesi i guantoni al chiodo, divenuto attore, cantante, commentatore televisivo e scrittore, perfettamente a suo agio nelle vesti di mattatore, si diverte e fa divertire i presenti.

Patrizio Oliva, Loredana Daniele e Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Patrizio Oliva, Loredana Daniele e Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo

Gianfranco individua anche la cantautrice Loredana Daniele, nipote dell’indimenticabile Pino, che li raggiunge insieme ad Antonella. Il canto corale di ‘Alleria’ di Pino Daniele e l’omaggio singolo di Loredana allo zio con ‘Yes I know my way’, portano naturalmente all’esibizione della splendida ‘Quanno chiove’, sempre del compianto Artista partenopeo, cantata, ormai, da tutta la platea.

Si chiude con una nuova intonazione di ‘Pace e serenità’, che Gianfranco dedica a Napoli, città sempre in fermento, il saluto dell’Assessore de Majo e un ultimo assolo di Antonio Maiello, mentre il protagonista, sceso dal palco, si concede all’abbraccio dei fan firmando le copie del libro.

Foto di Arturo Favella Fotografo

Patrizio Oliva, Loredana Daniele e Gianfranco Gallo - Arturo Favella Fotografo
Patrizio Oliva, Loredana Daniele e Gianfranco Gallo – Arturo Favella Fotografo
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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.