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Presentata la prima Traviata di Zeffirelli all’Arena di Verona

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Franco Zeffirelli

La somma sintesi del pensiero estetico del Maestro sull’amatissima e frequentatissima opera in scena dal 21 giugno al 7 settembre

Mercoledì 13 febbraio, ore 11:30, a Roma, sull’Appia Antica, presso la splendida dimora del Maestro Franco Zeffirelli abbiamo avuto il privilegio di partecipare alla conferenza stampa di presentazione de La Traviata di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave, regia e scene di Franco Zeffirelli, che debutterà all’Arena di Verona il 21 giugno prossimo con rappresentazioni fino al 7 settembre, inaugurando il Festival Lirico 2019.

Presenti, oltre al geniale Artista, affermatissimo oltreoceano primariamente per i suoi innumerevoli successi nel Cinema, nel Teatro di Prosa e nel Teatro Lirico, Federico Sboarina, Sindaco di Verona, il noto soprano Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona, il regista Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona, e Pippo Corsi Zeffirelli, Vice Presidente della Fondazione Franco Zeffirelli.

Eccellenze italiane che si incontrano, o meglio, due passioni di lunga data che si fondono in quella che si annuncia essere una delle più suggestive messe in scena di sempre.
Una somma sintesi del pensiero estetico del Maestro sull’amatissima e frequentatissima Traviata. Un allestimento nuovo che merita di essere raccontato nei dettagli.

Siamo accolti in una delle magnifiche stanze al pianterreno dell’abitazione. Arredamento incantevole, quadri importanti, stampe d’epoca, riconoscimenti e targhe ovunque. Incorniciate foto che lo ritraggono con varie celebrità: la regina Elisabetta, Hillary Clinton, Luchino Visconti, Laurence Olivier, Giorgio Albertazzi, Peter Ustinov, Giancarlo Giannini, Anne Bancroft, Valentina Cortese, Sandro Pertini, Silvio Berlusconi e tanti altri.

Nonostante sia comprensibilmente affaticato e a tratti sussurri, ha compiuto 96 anni il giorno prima, riesce, ad essere incredibilmente comunicativo ed empatico: sguardo fiero e sorriso disarmante.

Quando lo avvicinerò più tardi in giardino per la foto di rito, farà battute simpatiche perché mi accosti di più e lo abbracci rassicurandomi che non morde affatto e scusandosi che un lieve malessere alla gola gli abbia fatto perdere la voce.

Presenza scenica immensa, carisma indiscusso. Un mostro sacro, un animale da palcoscenico circondato da un’aura indescrivibile.

Alla mia domanda sul perché abbia scelto proprio La Traviata risponde:

Amo tutto della Traviata, ogni singolo particolare.
Violetta incarna la donna in tutte le sue sfaccettature possibili, con le sue debolezze, la sua dignità, il suo sacrificio d’amore, la sua rinuncia per salvaguardare l’onore di Alfredo. La mia prima Violetta è stata Maria… Maria Callas.

Un riferimento al suo adorato cagnolino, che continua a coccolare, dicendo che averlo accanto gli procura gioia. Un fugace accenno, con dolce malinconia, al suo passato di povero bambino abbandonato dalla madre e al suo papà che ha conosciuto solo da adulto. Si rabbuia, poi torna a sorridere beandosi del sole, dicendo che ama stare all’aria aperta e spera che la primavera arrivi presto.

Infine, aggiunge:

Questa Traviata è un regalo ai giovani che non hanno potuto vedere le precedenti, così capiranno il mio pensiero, quel che per me è la sua essenza, il significato della Bellezza.

Una passione travolgente, appunto, per lo spettacolo verdiano che lo porta a farne vari allestimenti nei teatri più prestigiosi del mondo, il primo, nel 1958, al Civic Opera House di Dallas, poi, nel 1963 al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, nel 1964 al Teatro alla Scala di Milano, nel 1979 al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, nel 1984 al Teatro Comunale di Firenze, allestimento ripreso anche a Parigi e a New York, nel 1998 al Metropolitan Opera House di New York, nel 2002 al Teatro Verdi di Busseto (PR) e, infine, nel 2007 al Teatro dell’Opera di Roma.

Eccelsi i direttori d’orchestra che lo hanno accompagnato: Nicola Rescigno, Benedetto Ghiglia, Herbert von Karajan, Carlos Kleiber, James Levine, Placido Domingo, Gianluigi Gelmetti.

Indimenticabili gli interpreti: Maria Callas, Nicola Filacuridi, Franca Fabbri, Franco Bonisolli, Mirella Freni, Renato Cioni, Maria Chiara, Cecilia Gasdia, Peter Dvorski, Patricia Racette, Marcelo Álvarez, Stefania Bonfadelli, Scott Piper, Angela Gheorgiu e Vittorio Grigolo.

Quello stesso ardore lo spinge continuamente verso Verona, cui dona il suo tocco personale nel restyling di Piazza Bra e, in special modo, verso l’Arena, nei cui suggestivi spazi ha dato vita a spettacoli grandiosi come Carmen, Aida, Il Trovatore, Turandot, Madama Butterfly, Don Giovanni; che culmina, oggi, ne La Traviata, diventata, grazie a lui, nel 1983, un indimenticabile gioiello della cinematografia italiana.

Passione, sentimento, emozione, dunque, parole chiave di questa messa in scena condivisi da tutti i protagonisti che hanno con Zeffirelli un lungo trascorso di affettuosa frequentazione professionale e personale. Verona, appunto, l’Arena, che nel 2010 lo ha omaggiato con un cartellone che portava in ogni allestimento la sua firma, la stessa Gasdia, la sua Violetta del 1984, del cui spettacolo il fiorentino curava regia, scene e costumi. E, ancora, il regista Stefano Trespidi, che con lui ha esordio in Arena con la Carmen, e tutti coloro che, a vari livelli, collaborando con lui nel corso del tempo, permettono alla Fondazione del festival di regalare al pubblico momenti di pura suggestione.

Un estro inesauribile quello del genio fiorentino capace di rileggere il dramma di Verdi, basato su La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, in modo sempre innovativo, esteticamente ineccepibile ed emotivamente travolgente per lo spettatore.

La “sua” Traviata all’Arena suggella, quindi, tutto il suo percorso intellettuale sul capolavoro nel corso dei precedenti otto allestimenti, dal 1958 al 2007, un tempo abbastanza lungo da sedimentare riflessioni, consapevolezze ed esperienze, apparendo, contemporaneamente, cronistoria di emozioni, colori ed immagini impresse nei cuori di quei fortunati che si sono potuti inebriare della sua Arte.

Ennesimo tributo al melodramma stesso quello che sarà in scena, insomma, che nella passione tra la cortigiana e Alfredo vedrà, se possibile, sublimato, l’Amore di Zeffirelli per l’opera lirica. L’approdo finale, dopo tanta attesa, alla perfezione della Traviata.

Un’operazione così complessa necessariamente frutto di un lavorio incessante, intenso, da parte dell’ultimo artista – artigiano del palco che si protrae, come approfondiranno nel corso della conferenza stampa la Gasdia e Corsi Zeffirelli, dal 2008. Undici anni per realizzarla a corollario di un’esistenza tutta dedita all’espressione della magnificenza. Nessuno più del Maestro conosce le insidie e le potenzialità dell’Arena e proprio a lui è demandato il compito di traghettarla, idealmente, verso il centenario del festival che cadrà nel 2022.

In questo allestimento non mancheranno autocitazioni a rappresentazioni precedenti, come l’invenzione del sipario all’aperto, presentato per la prima volta nel 1995 in occasione della Carmen areniana, così come l’amore per il coup de thêatre con un importante cambio a vista tra i due quadri del II atto e la presenza, in scena, del letto originale usato nel film del 1983.

2019 La Traviata - bozzetto 4
2019 La Traviata – Atto II Scena II – bozzetto

Il Sindaco di Verona, Presidente della Fondazione Arena di Verona, in merito all’eccezionalità dell’evento, rimarca:

Lo strettissimo legame che unisce il Maestro Franco Zeffirelli con l’Arena di Verona viene rinsaldato da questa nuova produzione de La Traviata, opera con cui Fondazione Arena ha deciso di inaugurare il Festival Lirico 2019.

Si tratta di una scelta che vuole celebrare l’arte di questo straordinario regista, che ha saputo far conoscere e amare l’Arena nel mondo, e che proietta la Fondazione verso un futuro di grandi successi.

La nuova Traviata del Maestro Zeffirelli sarà, nel mondo della lirica, uno degli eventi artistici del 2019. Un sentito ringraziamento va al Maestro che ha messo a disposizione la propria abitazione privata a Roma e la sede della sua fondazione a Firenze, per presentare questa Traviata, tra le produzioni più attese in ambito nazionale ed internazionale.

Cecilia Gasdia, guarda con sincero affetto l’Artista e ricorda:

Nel 1984 il Mastro Zeffirelli mi sceglieva, giovane ragazza di 24 anni, per interpretare Violetta nel suo primo allestimento fiorentino de La Traviata. Il suo ritorno a Firenze fu un evento sensazionale.

Ed io oggi sono orgogliosa, emozionata, commossa e fortunata, dopo 35 anni, di potergli restituire il dono immenso che mi fece.

Questa inaugurazione è un investimento pensato per garantire un grande futuro per Fondazione Arena, perché sono certa che questa Traviata impreziosirà tante estati areniane nei decenni futuri come già avvenuto per tutti gli spettacoli di Franco Zeffirelli a partire dal 1995.

Per una Fondazione come la nostra che ha sempre capitalizzato le produzioni più importanti, soprattutto quelle zeffirelliane, riproponendole come vero e proprio patrimonio estetico e culturale di Verona e dei tanti turisti che continuamente cambiano il volto al pubblico dell’Arena, anche questa Traviata aggiunge un importante capitolo al patrimonio della Fondazione i cui risultati si vedranno non solo nel 2019, ma per molti anni a venire.

Pippo Corsi Zeffirelli rimarca:

Gli ultimi lavori di Franco portati all’Arena sono stati la Turandot e il Don Giovanni, mentre l’idea di portare La Traviata era rimasta in un cassetto, nonostante avesse già abbozzato dei disegni che ha sviluppato appositamente per quest’occasione.

Ci sarà un sipario direttamente ideato ed installato sulla scenografia, per cui tutta l’ouverture viene fatta a sipario chiuso e poi si va al primo atto, la casa di Violetta su due piani, il terzo atto è ripreso da quella che era l’ideazione della scena del film.

L’opera, inoltre, simboleggia un momento importante nella carriera della Gasdia che l’ha voluta fortemente. Lui ha accettato proprio per l’emozione di rimetterla nuovamente in scena, nel modo assolutamente originale che vedrete.

Stefano Trespidi conclude:

Questa trasposizione, secondo me, rappresenta una vera e propria antologia, l’incontro tra il pensiero di Zeffirelli e l’Arena, riportando l’anfiteatro al grande splendore e agli allestimenti grandi non solo di dimensioni, magniloquenti, con grande impiego di risorse ed energie. Un dono prezioso.

Le premesse per un trionfo assicurato ci sono tutte. Impazienti di assistere alla prima, consigliamo vivamente ai nostri lettori di prenotare subito il proprio biglietto direttamente sul sito dell’Arena.

Cecilia Gasdia, Pippo Corsi Zeffirelli, Franco Zeffirelli
Cecilia Gasdia, Pippo Corsi Zeffirelli, Franco Zeffirelli
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