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Matera 2019, un giacimento di sfide: presentati i risultati

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Matera 2019, un giacimento di sfide - Dario Franceschini


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Diretta streaming sui risultati degli studi valutativi, realizzati da alcuni tra i maggiori esperti del settore a livello nazionale e internazionale, sul percorso della Capitale Europea della Cultura

Riceviamo e pubblichiamo.

Accesso alla cultura, co-creazione e cittadinanza culturale, abitare la cultura, produrre cultura.

È a queste quattro grandi sfide, lanciate nel dossier di candidatura, che si legano i principali risultati di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 emersi dall’attività di monitoraggio e valutazione, presentati questa mattina, 19 aprile, nel corso dell’incontro ‘Matera 2019, un giacimento di sfide’, organizzato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e trasmesso in streaming sul canale YouTube del Ministero della Cultura alla presenza del Ministro Dario Franceschini.

Ha detto in apertura Franceschini:

Quella di Matera 2019 è una storia entusiasmante che ho seguito sin dall’inizio, dalla candidatura alla competizione fino alla proclamazione del titolo, con la gioia della piazza che festeggiava la vittoria.

La crescita compiuta da Matera durerà negli anni, poiché grazie al suo programma di altissimo livello è riuscita a diventare una capitale turistica e culturale nota in tutto il mondo, rappresentando una bella storia per il Mezzogiorno. Quando sarà finita la pandemia, il turismo internazionale tornerà imponente, quindi la grande sfida sarà quella di distribuire i flussi su tutto il territorio, a partire dal Sud.

E Matera in questo senso è un per tutta l’Italia un esempio di turismo sostenibile. Dalla competizione tra le città finaliste al titolo di Capitale Europea della Cultura poi vinto da Matera, che aveva innescato dei processi virtuosi di progettazione culturale, è nata l’idea di creare la Capitale italiana della Cultura, dapprima nominando le città che non avevano vinto il titolo Ecoc per il 2019, poi avviando una competizione vera e propria che negli anni ha portato grandi risultati, con un sempre maggiore numero di città partecipanti e progetti di grande qualità.

Matera è stata in questo senso un modello per il Sud e tutta l’Italia.

A moderare l’incontro è stato Marino Sinibaldi, Presidente del Centro per il libro e la lettura e grande conoscitore di Matera, dove ha guidato come Direttore di Radio3 la festa di Materadio sin dal 2011, accompagnando dunque il decennale percorso di Matera 2019.

Insieme a lui, in diretta da Roma, la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rossella Tarantino ha illustrato i principali dati contenuti nel Report di monitoraggio ‘A Matera si produce cultura’, realizzato dalla Fondazione, pubblicato in nuova edizione ampliata e arricchita con un’appendice sugli impatti economici e le prefazioni del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, del Ministro Franceschini, del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

Come emerge dallo studio sugli impatti economici di Matera 2019 condotto da CityO e il team guidato da Giovanni Padula, l’eccezionale riflesso sui media di Matera 2019, in particolare nel periodo 2014 – 2019, è stato determinante nel provocare lo straordinario aumento nel tasso di crescita dei flussi turistici, molto elevato anche in termini comparativi, sottolineando così una possibile proficua interdipendenza tra il settore turistico, una grande azione comunicativa ed il settore culturale per come connotato nell’esperienza Matera 2019.

Il risultato di questa interdipendenza è stato calcolato grazie a 3 moltiplicatori, con i quali si può affermare che per ogni euro speso da un turista culturale a Matera si attivano 1,85 €, +185%, per ogni euro investito direttamente in produzioni culturali si attiva un investimento pari a circa 2€, +200%, per ogni euro speso in investimenti immobiliari ad uso turistico si attivano 1,5 €, 150%, con un impatto sul PIL della città nel 2019 di 224,3 milioni di euro e sul PIL della Basilicata di 422 milioni di euro.

Dallo stesso studio emerge inoltre che a fronte di 49.000.000 € investiti nel programma culturale della Capitale Europea della Cultura, si è generato un impatto economico complessivo di 91.000.000 €, dimostrando come l’investimento in produzione culturali originali abbia rappresentato un maggiore stimolo per l’economia del territorio.

Rispetto alla sfida dell’accesso alla cultura, è stata presa in esame da parte di due studi valutativi la policy del Passaporto per Matera 2019, l’abbonamento libero con il quale era possibile assistere a tutti gli eventi di Matera 2019, visitare i musei del Polo Museale Regionale della Basilicata partner di Matera 2019, usufruire del Trasporto Pubblico Locale nel Comune di Matera ad un prezzo simbolico di 19€ per i turisti, 12€ per i residenti in Basilicata, 5€ per le scuole.

Lo studio condotto da Carmelo Petraglia professore di economia politica presso il DiMIE – Università degli Studi della Basilicata sull’esperienza e i benefici percepiti dal pubblico durante Matera 2019, ha messo in luce come la policy del Passaporto per Matera 2019 sia risultata cruciale nello stimolare la partecipazione delle persone a basso reddito e di coloro i quali non vengono solitamente coinvolti negli eventi di tipo culturale.

Lo studio del team di PtsClas guidato da Lucio Argano sull’analisi del comportamento d’acquisto e di fruizione del Passaporto, ha condotto una comparazione di tale strumento con altri 5 i simili proposti in Italia negli anni scorsi per incoraggiare una fruizione integrata di turismo e cultura, al fine di valutarne la sua scalabilità, il livello di integrazione con altri servizi e il valore potenziale in termini di allargamento dei pubblici.

Alla co-creazione e cittadinanza culturale, perno del percorso di progettazione culturale di Matera 2019, è dedicato lo studio del team di Arteco guidato da Pierluigi Sacco, Senior Advisor OECD e professore di economia della cultura all’Università IULM Milano, nonché uno dei massimi esperti internazionali sui temi della co-creazione, che mette in luce come Matera 2019 si è posta l’obiettivo di essere un’esperienza collettiva e partecipata di costruzione e valorizzazione del patrimonio culturale comune, in cui diverse collettività sono state chiamate a collaborare fra loro e con gli artisti per favorire la più ampia partecipazione attiva possibile; una sperimentazione concreta di pratiche co-creative e politiche partecipative; una buona pratica di processo partecipativo in grado di attivare un’azione culturale socialmente e culturalmente sostenibile.

Tre in particolare gli elementi della programmazione di Matera 2019 che occupano un posto di notevole rilevanza nella legacy futura: Open Design School come esempio di un progetto che ambisce ad ‘istituzionalizzare’ le pratiche di cocreazione senza far perdere loro il proprio carattere auto-propulsivo e la propria natura bottom-up; il coinvolgimento progettuale sempre più intenso dei volontari, che ha visto il riconoscimento della crescente importanza di forme di creazione sempre più complesse e distribuite, che esaltano le competenze e l’esperienza dei professionisti invece che deprimerle e aprono orizzonti inediti di sperimentazione; la centralità delle aree interne, che in questo contesto post-pandemico divengono un teatro di azione privilegiato per nuove politiche di sviluppo territoriale e innovazione sociale.

Lo studio mette altresì in luce come l’esperienza di Matera 2019 abbia generato in coloro che hanno preso parte al programma culturale effetti amplificati in termini di aumento della fiducia in sé stessi, miglioramento delle proprie competenze professionali, maggiore capacità di collaborare, cooperare, comprendere il prossimo.

Viene confermato il valore e le potenzialità dell’esperienza ECoC nell’investire sulle capacità personali e collettive dei cittadini nel creare valore e significato attorno alla costruzione condivisa di beni comuni culturali, attraverso la riscoperta, la cura e la possibilità di re-immaginare gli stessi nel proprio contesto grazie agli interventi artistici.

La maggior parte delle persone coinvolte nell’indagine ha visto crescere il proprio interesse nei confronti delle arti, soprattutto performative, un tema di particolare importanza in un contesto come quello dell’Italia Meridionale che soffre storicamente un gap importante nei livelli medi di partecipazione culturale rispetto sia ad altre regioni italiane che ad altri Paesi europei. Matera 2019, dunque, come buona prassi nel contesto delle Capitali Europee della Cultura.

La sfida di abitare la cultura è stata analizzata da Mariavaleria Mininni prof.ssa di Urbanistica e Paesaggio presso il DiCEM – Università degli Studi della Basilicata, attraverso lo studio dedicato agli spazi degli eventi e gli eventi negli spazi, da cui emerge Matera 2019 sia riuscita ad attivare pratiche di riuso degli spazi seguendo i parametri più innovativi delle azioni di rigenerazione urbana praticate nelle più avanzate politiche urbane delle città europee, rispondendo ai principi di sostenibilità e innovazione.

Produrre cultura in maniera originale e in loco è risultata un’altra delle sfide vincenti di Matera 2019. A dimostrarlo sono due studi del team di PtsClas guidato da Lucio Argano esperto in progettazione culturale.

Il primo relativo agli effetti di Matera 2019 sul sistema delle competenze locali rileva come l’investimento nelle produzioni originali e nel capacity building abbia determinato il rafforzamento delle competenze professionali che hanno lavorato alla realizzazione del programma culturale di Matera 2019, il coinvolgimento di un ampio spettro di professioni, con risvolti in termini di opportunità occupazionali per il futuro.

Il secondo studio di PtsClas relativo all’effetto delle produzioni originali sulle filiere coinvolte che ha preso in esame l’articolazione per settori delle imprese e degli operatori coinvolti in Matera 2019, ha evidenziato come a fronte di un investimento nella filiera più strettamente legata alla produzione culturale, il 51% delle risorse investite dalla Fondazione, altri settori risultino stimolati e introdotti nel processo di creazione di valore culturale, il 49% delle risorse.

Dall’analisi dei dati sulla provenienza emerge inoltre che il 44% delle risorse investite in Italia è arrivato ad aziende ed esperti lucani, che costituiscono il 59% dei fornitori della Fondazione.

Al tema della produzione culturale si legano anche due studi dell’Università della Basilicata, condotti dal team della prof.ssa Daniela Carlucci. Quello dedicato alle organizzazioni della scena creativa lucana coinvolti nella coproduzione del programma di Matera 2019 evidenzia come tali realtà abbiano rafforzato il proprio business model, definito nuovi obiettivi strategici da perseguire nel prossimo futuro, arricchito il proprio patrimonio di asset tangibili ed intangibili, modificato in parte i propri processi, implementato nuove partnership e potenziato le proprie reti con gli stakeholder.

Il secondo studio si concentra, invece, sull’Open Design School, progetto pilastro di Matera 2019, mettendo in luce come questo laboratorio partecipativo e multidisciplinare abbia esercitato un impatto sulle capacità di fare innovazione e business delle imprese che con esso si sono rapportate.

Un’eredità strategica di Matera 2019 da valorizzare e capitalizzare, anche attraverso un maggior dialogo con il settore economico, per continuare a stimolare l’interesse verso la ricerca di nuove idee ed opportunità, lo sfruttamento di nuove soluzioni tecnologiche, nuovi approcci alla creazione di prodotti e servizi, nel settore creativo e culturale in primis e determinare, così, un vantaggio per l’economia del territorio, favorendone il rafforzamento della posizione competitiva anche a livello nazionale e internazionale.

Infine, un ulteriore studio del team di Argano ha preso in esame ruoli e funzioni che la Fondazione Matera Basilicata 2019 può avere nel prossimo futuro, attraverso un’analisi di benchmarking con altre Capitali Europee della Cultura e su un’approfondita attività di ascolto con stakeholder coinvolti a vario titolo nel progetto di Matera 2019, rappresentanti delle istituzioni componenti la Fondazione; rappresentanti dei Project Leader e della scena creativa lucana e della società civile; cittadini che hanno preso parte a processi di co-creazione, artisti e osservatori di caratura internazionale.

Nella seconda parte dell’incontro hanno preso la parola i rappresentanti della Regione Basilicata e del Comune di Matera.

Ha sottolineato Antonio Nicoletti, Direttore dell’Agenzia di promozione territoriale della Basilicata:

Matera è diventata simbolo universalmente riconosciuto di rinascita urbana. Ciò che oggi è stato mostrato con rigore analitico, è frutto di un percorso continuo che ha visto una comunità saper capitalizzare il proprio patrimonio, mettendo a valore le energie positive che cittadini e istituzioni hanno saputo produrre negli anni.

La lezione di Matera è oggi ancor più utile e attuale in una nazione che dovrà uscire da una terribile crisi. Matera è un messaggio di fiducia da cui ripartire, valorizzando patrimonio culturale, creatività e capacità di innovazione, partecipazione civica, investimento sulle competenze, diffusione e condivisione di opportunità.

Ha evidenziato il Sindaco della città dei Sassi, Domenico Bennardi:

Matera ha intrapreso con slancio la sfida del passaggio dal capitalismo industriale a quello culturale investendo, più che nei capannoni, nel patrimonio storico, archeologico e identitario.

Oggi siamo in grado di riconoscere e valorizzare questa potenzialità, comprenderne il peso, assumere la consapevolezza del fatto che esso rappresenta posti di lavoro, impatto economico, con ricadute positive anche in termini di coesione sociale, di rigenerazione urbana, di turismo e di investimenti provenienti dall’esterno.

Il progetto di sviluppo della città si basa sulla cosiddetta “economia arancione”, legata a doppio filo allo sviluppo delle industrie culturali e creative, e che coglie la prospettiva e l’ambizione di diventare sempre più il baricentro stabile di uno sviluppo che comprende anche formazione, innovazione e servizi.

Questo progetto – che è la visione della città per i prossimi anni – necessità di investimenti e di un adeguato sostegno, in particolar modo da parte delle istituzioni regionali.

La capacità attrattiva di Matera deve servire alla creazione di una città universitaria, che sia in rete con le altre istituzioni culturali esistenti e con quelle in via di realizzazione: la missione dell’Unibas nella nostra città è ancora lontana dall’esercitare il necessario richiamo per studenti italiani e stranieri.

Non si può dire che la situazione sia migliore per quel che riguarda la dotazione infrastrutturale. La rete di collegamenti strategici ancora ampiamente incompleta frena il decollo definitivo di Matera e di tutta la sua provincia.

C’è, infine, il tema della gestione delle attività e dei servizi attinenti ai luoghi della cultura. Non possiamo continuare a perpetrare l’errore di non avere una struttura comunale in grado di gestire il più grande patrimonio e giacimento di ricchezza che la città possiede.

A chiudere l’incontro il Vicepresidente della Fondazione Matera Basilicata 2019, Michele Somma:

Dai dati presentati emerge che l’esperienza di Matera 2019 ha ridefinito il ruolo e la prospettiva di Matera e della Basilicata. Si è definito un prima e un dopo il 2019, comprendendo come la cultura può cambiare in meglio i destini di una comunità, diventando determinante per sviluppo sociale ed economico del territorio.

I numeri ci dicono del grande innalzamento delle presenze turistiche, della spesa turistica, del PIL della città, ma anche la grande risposta dei privati, che hanno innalzato in questi anni la qualità dei servizi turistici e ricettivi, scegliendo dunque di investire nel valore del patrimonio culturale e di conoscenze con una prospettiva a lungo termine.

Per il futuro occorre che tutte le Istituzioni pubbliche e private si impegnino in un disegno coerente con questa linea di sviluppo, facendo in modo che la straordinarietà del 2019 possa diventare ordinarietà.

L’obiettivo prefisso nel 2019 è stato colto come dimostrano i dati oggettivi presentati oggi; su questo patrimonio occorre ora investire per il futuro, con la consapevolezza che dovremo fare meglio con meno risorse, ma anche che si tratta di una sfida importantissima da raccogliere anche in nuove forme e da vincere.

Il Report di monitoraggio e gli studi valutativi su Matera 2019 sono consultabili nella sezione Report 2019 del sito www.matera-basilicata2019.it.

Sintesi dati Report monitoraggio Matera 2019 

 

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