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Mafie, Cioffredi: ‘Bene bando PNRR sui beni confiscati’

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Gianpiero Cioffredi


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Governo istituisca fondo per la loro ristrutturazione anche nel centro nord

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa della Regione Lazio.

La pubblicazione del bando nazionale di 250 milioni da parte del Governo per la ristrutturazione dei beni confiscati, nell’ambito dei progetti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un importante riconoscimento della necessità di considerare tra gli obiettivi decisivi del rilancio del Paese il tema della restituzione alla collettività del patrimonio immobiliare mafioso.

Si tratta di un investimento poderoso che conferma la giusta direzione del Governo Draghi di trasformare le ricchezze accumulate illecitamente dalle mafie e dalle reti corruttive in beni comuni.

Le tante esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresentano luoghi di memoria con un robusto profilo simbolico, culturale ed etico che scalfiscono lèidea di invincibilità delle mafie da tempo presenti in tutte le Regioni italiane.

Il Governo afferma un principio importante di reciprocità tra riutilizzo sociale del bene, lotta alle mafie e sviluppo locale, sia a livello economico che sociale in grado di affermare la legalità come presupposto di rinascita del Paese.

Una delle criticità principali che ha rallentato in questi anni l’effettivo riutilizzo dei beni confiscati è sempre stata la mancanza o insufficienza di risorse finanziarie necessarie per garantire la ristrutturazione e la riconversione dei beni immobili, così come la necessità di una progettualità concreta e sostenibile, legata ai bisogni del contesto in cui sono ubicati i beni.

Con la pubblicazione del bando si conferma una strategia che sancisce un’alleanza tra l’azione repressiva dello Stato, l’impegno delle Istituzioni Locali e delle forze sociali indirizzata ad indebolire il consenso e quindi il potere delle mafie.

Pur apprezzando la decisione del Governo in questo senso non comprendiamo la scelta fatta nell’Avviso Pubblico dell’Agenzia per la Coesione Territoriale di Palazzo Chigi di riservare la presentazione dei progetti ai soli comuni delle 8 regioni meridionali e di escludere le organizzazioni del Terzo Settore.

Nel centro nord risultano infatti presenti il 26% dei circa 36.000 beni confiscati in Italia con 442 comuni assegnatari su 1078, mentre sono proprio le realtà del Terzo Settore che animano la gran parte delle 900 esperienze di riutilizzo sociale censite in tutta Italia dall’associazione Libera.

Le Regioni del centro nord in questi anni si sono fatti carico con i propri bilanci dei progetti di valorizzazione dei beni confiscati cosi come abbiamo fatto nel Lazio con il finanziamento di 48 progetti di ristrutturazione negli ultimi anni e l’approvazione di altri 30 entro febbraio.

La dimensione dei sequestri e delle confische che si susseguono con efficacia da Roma a Milano, grazie alla robusta azione della Magistratura e delle Forze di Polizia richiede però un contributo governativo in termini di risorse finanziarie, affinché si consolidi un sistema nazionale di valorizzazione dei beni confiscati.

Per rendere ancora più efficace la giusta decisione del Governo di considerare i beni confiscati parte della rinascita del Paese sarebbe opportuno far seguire alla pubblicazione del bando nazionale l’istituzione di un fondo di 50 milioni per i comuni del centro nord assegnatari dei beni confiscati.

Le risorse potrebbero essere recuperate dal Fondo Unico Giustizia che è un fondo dinamico in cui confluiscono tra gli altri le somme confiscate alle mafie e che ad oggi conta di 4,8 miliardi di euro di cui 2,4 miliardi di liquidità.

Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione.

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