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‘L’urlo di Jimmy’ al Nouveau Théâtre de Poche

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'L'urlo di Jimmy'


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In scena dal 5 al 6 luglio a Napoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Martedì 5 e mercoledì 6 luglio, ore 21:00, presso il Nouveau Théâtre de Poche di Napoli andrà in scena lo spettacolo ‘L’urlo di Jimmy’, liberamente tratto da ‘Party time’ di Harold Pinter. Costumi Fabiana Amato, luci Vincenzo Langellotti, regia Peppe Miale.

Personaggi – Attori
Terry – Flavio D’Andrea
Gavin – Davide Raffaello Lauro
Dusty – Chiara Malvano
Melissa – Laura Zaccaria
Liz – Irene Latronico
Charlotte – Niahm McCann
Fred – Mario Russo
Douglas – Gennaro Madonna
Jimmy – I personaggi della pièce

Una sera mi trovavo ad una festa.  Mi avvicino a due signore turche che stavano chiacchierando tra loro e dico “Cosa ne dite delle torture che avvengono tutti i giorni nel vostro Paese?”

Mi guardano sbalordite.

“Torture? Quali torture?”

Io rispondo: “Ma come? Non sapete che ogni giorno vengono torturati decine e decine di uomini nel vostro Paese?”

E loro: “Ma no, si sbaglia, solo i comunisti vengono torturati…”

Invece di strangolare le due signore lì per lì, me ne tornai a casa e cominciai a scrivere ‘Party Time’!
Harold Pinter

Note di regia

‘Il bicchiere della staffa’, 1984, ‘Il linguaggio della montagna’, 1988, e ‘Party Time’, 1991, sono i tre mini-drammi attraverso i quali il drammaturgo inglese esplicita, in termini di allarmata e inquietante denuncia, il tema della Violenza.

Nei primi due testi riconosciamo nei personaggi di Victor Nicky e Gila de ‘Il bicchiere della staffa’ caratteristiche che rimandano ai desaparecidos argentini, così come nei personaggi de ‘Il linguaggio della montagna’ elementi indiscutibili ci rimandano ai soldati turchi ed al popolo curdo cui la parola è stata tagliata in bocca dagli oppressori.

In ‘Party Time’ Pinter allarga il confine della propria genialità drammaturgica, rendendo il luogo ed i personaggi protagonisti della storia metafora di un mondo allargato in cui il potere agisce non solo con le armi ma anche con gli strumenti della contemporaneità. I media innanzitutto, in tutte le loro possibili declinazioni. Il potere crea nella massa la Distrazione e la induce ad avere necessità che non immaginava di avere: durante il Party tutti spendono la totale interezza del proprio tempo/time nel continuo tentativo di affiliare al proprio club il più importante rappresentante del Potere, Gavin.

Fuori dalla stanza in cui si svolge la festa, qualcosa di terribile incombe. Eppure nulla è più forte della Distrazione e delle inutili necessità figlie della stessa. Chi è immune al meccanismo è miseramente e drammaticamente altrove, Jimmy. E, nella nostra umilissima lettura, tutti si prodigano e si spendono pensando di essere altro da Jimmy e contando di avere un destino altro, inconsapevoli che esiste già, e forse anche fuor di metafora, qualcosa di Jimmy in ciascuno di loro.

Quando storicamente si vivono momenti di dittatura, momenti in cui la violenza incombe sulla società, immaginare di esserne immuni è esercizio di ingenuità e inconsapevolezza non privo di colpevolezza. Una colpevolezza cui guardiamo con la tenerezza che si deve nel guardare uomini che non sono altro che lo specchio riflesso di ciascuno di noi.
Peppe Miale

Info e prenotazioni:
Nouveau Théâtre de Poche
Via Salvatore Tommasi, 15, Napoli
theatre.depoche@libero.it
081-5490928 – 347-3935622

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