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Lombardia: Commissione Bilancio approva istituzione ARIA SPA

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Regione Lombardia

Inglobate le società regionali ARCA, LIPSA e ILSPA

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Si chiama ARIA SPA, acronimo di Azienda Regionale per l’Innovazione e per gli Acquisti, la nuova società a capitale integralmente pubblico che, in un’ottica di razionalizzazione della spesa e di ottimizzazione delle risorse, ingloba tre società di Regione Lombardia: entro luglio ARCA, Azienda Regionale Centrale Acquisti SPA e LIPSA, Lombardia Informatica SPA, alle quali si aggiungerà ILSPA, Infrastrutture Lombarde SPA, nel 2020.

Unitamente al contenimento dei costi, l’operazione ha come obiettivo la creazione di un’unica centrale di committenza per l’acquisizione di lavori, beni e servizi, inclusa l’acquisizione di beni e servizi informatici e di connettività.

Il provvedimento è stato approvato questa mattina 14 marzo in Commissione Bilancio con il voto favorevole dei gruppi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lombardia Ideale Fontana Presidente, Noi con l’Italia e Gruppo Misto, astenuti i Lombardi Civici Europeisti, contrari Partito Democratico e M5 Stelle.

Ha detto la Vicepresidente del Consiglio regionale e relatrice del provvedimento Francesca Brianza, Lega:

Ad un anno dall’inizio della legislatura guidata dal Presidente Fontana proponiamo una riforma molto ambiziosa in un settore tanto delicato, quanto strategico, come quello della committenza pubblica.

Oggi dalla Commissione Bilancio è iniziato un percorso che nei prossimi mesi rivoluzionerà l’intero sistema legato all’acquisto pubblico di beni e servizi e agli investimenti degli enti locali.

Un passaggio fondamentale per Regione Lombardia che in un’ottica di continuo miglioramento, efficientamento e razionalizzazione della spesa, si pone anche in questo ambito come riferimento per tutti gli enti locali lombardi e per le altre Regioni.

Ha sottolineato in Commissione l’Assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini:

È un processo di razionalizzazione, di semplificazione e di miglioramento organizzativo per portare economie dei costi immediate, quasi 4 milioni di euro all’anno, e che consentirà di migliorare la qualità degli acquisti di beni e servizi della Regione Lombardia con risparmi quantificabili in 1,9 miliardi di euro nei prossimi tre anni, su un totale di gare d’acquisto per 9 miliardi l’anno.

Via libera anche a un emendamento della relatrice Francesca Brianza, concordato con l’Assessore Caparini, che stabilisce come la Giunta regionale, nel rispetto della normativa europea e statale, può conferire a società operante nel campo delle infrastrutture, partecipata direttamente o indirettamente dalla Regione, le funzioni legate alle attività inerenti le infrastrutture autostradali e stradali, oggi in capo a Infrastrutture Lombarde ma che non rientreranno nelle competenze di ARIA SPA.

Attualmente, per l’esercizio 2019 il contributo di gestione a LISPA ammonta complessivamente a circa 25 milioni di euro annui.

Ad ARCA, invece, vengono corrisposti 4 milioni e 300 mila euro l’anno per il suo funzionamento, mentre a ILSPA per il 2019 è stato assegnato un contributo di gestione complessivo di 9 milioni e 400 mila euro.

Tra i fattori che potrebbero in prospettiva determinare un risparmio di spesa si segnalano la razionalizzazione delle strutture di staff, quali, ad esempio, uffici legali, uffici finanziari e relative segreterie, nonché l’unificazione degli organi di amministrazione e controllo, il cui attuale costo ammonta a €676.538,00 così ripartiti: LISPA €260.000,00; ARCA €208.138,00; ILSPA €208.400,00.

A seguito della prima fase di incorporazione si stima pertanto un risparmio di euro €208.138,00 annui cui si aggiungerà un risparmio di ulteriori 208.400,00 a seguito della seconda fase di fusione per incorporazione, luglio 2020.

Si può, altresì, prospettare che, al termine del percorso complessivo di fusione per incorporazione di ARCA e ILSPA in LISPA, prevista entro il 1° luglio 2020, un solo soggetto assuma su di sé il ruolo di Direttore con ulteriori risparmi a regime di circa 460 mila euro l’anno.

Il progetto di legge è stata calendarizzato per il voto finale in Aula nella seduta di martedì 26 marzo.

Le dichiarazioni di voto
Ha sottolineato la Presidente della Commissione Bilancio Silvia Sardone:

Siamo giunti all’approvazione di questo provvedimento dopo un lungo percorso di confronto e dialogo che la Commissione ha svolto, anche attraverso numerose audizioni, con tutti i soggetti parte in causa.

Per Paolo Franco, Forza Italia:

Il voto di oggi in Commissione segna l’avvio di un percorso che dovrà poi essere monitorato e approfondito nella sua evoluzione e in tutte le sue varie fasi attuative: si tratta in ogni caso di un primo passaggio importante e sicuramente condiviso.

Ha aggiunto il capogruppo di Fratelli d’Italia Franco Lucente:

Si tratta di un provvedimento che non si limita a razionalizzare le risorse, ma semmai le ottimizza.

Critico il Partito Democratico.

Ha detto Raffaele Straniero:

La fusione è priva di un piano industriale e, oggi come oggi, non razionalizza nulla, ma somma soltanto tre organici mettendoli sotto un unico cappello.

Perché questa fretta e questa confusione?

Il Presidente Fontana e l’Assessore Caparini diano spiegazioni chiare in Aula e presentino un piano industriale preciso.

Ha concluso Straniero:

La razionalizzazione delle partecipate regionali va fatta senza dubbio e ci vede favorevoli, ma va fatta con serietà e con criterio.

Ha dichiarato Marco Fumagalli, M5 Stelle:

Emerge chiaramente l’approssimazione con la quale viene affrontata la fusione delle tre società strategiche di Regione Lombardia e le carenze di questo provvedimento sono sotto gli occhi di tutti.

Almeno due delle società interessate alla fusione hanno risultati scarsamente apprezzabili.

Di fatto stiamo facendo una ristrutturazione aziendale, ma nessuno parla di esuberi del personale e di valorizzazione dei rami di azienda da cedere.

Il rischio è che si sommino solo tre inefficienze senza fare veramente pulizia.

Per Niccolò Carretta, Lombardi Civici Europeisti:

L’obiettivo di ottimizzare i costi è più che condivisibile, ma resta la perplessità data dal fatto che non ci sia un vero piano industriale che motivi la scelta di creare la prima società regionale ‘in house’ italiana che funga da unica centrale di committenza.

Le tre società di partenza hanno numerose criticità, come è stato rilevato anche dalle diligences svolte, ed è palese che i rami secchi da tagliare sono tanti.

L’operazione ad oggi è molto confusa, anche se apprezzabile negli intenti.

Il capogruppo della Lega Roberto Anelli, rispondendo alle critiche delle minoranze, ha infine ricordato come:

Non si tratta di un provvedimento affrettato perché da sette mesi è in corso un lavoro di analisi e approfondimento che ha dato vita anche a specifici tavoli di lavoro e che ha coinvolto tutte le parti interessate: la versione finale del piano industriale sarà concordata e definita di comune accordo insieme alle parti sindacali e ai vertici societari.

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