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‘Le Dieci Porte’: intervista a Hermeticus

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'Le dieci porte - Massoneria spirituale per il terzo millennio' di Hermeticus


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Alla ricerca del vero cammino iniziatico per acquisire un nuovo stato di coscienza e consapevolezza del presente e del terzo millennio

Una copertina e un titolo che ci portano alle soglie del mistero: ‘Le Dieci Porte’. Un sottotitolo che cattura ‘Massoneria spirituale per il terzo millennio’, un autore dal nome altrettanto misterioso ed evocativo, Hermeticus. Evidentemente un nome iniziatico.

Ed un solido editore noto per il rigore con cui seleziona le sue uscite: Venexia. L’intervista si preannuncia molto interessante.

Hermeticus, che bisogno c’era di scrivere un libro con questo titolo e soprattutto con un tale sottotitolo: ‘Massoneria spirituale per il terzo millennio’? Per uno che conosce un po’ il mondo massonico l’argomento è già molto intricato. Figuriamoci per i non addetti ai lavori…

Il mio libro nasce da una sentita esigenza personale. È un diario di viaggio attraverso un’esperienza che ho condotto all’interno della Massoneria per alcuni decenni. Questo ‘diario’ è cresciuto e si è via via ampliato ed è diventato uno studio del percorso massonico dal primo approccio fino alla sua conclusione.

Il libro è cresciuto con me. E dato che la sua stesura ha richiesto parecchi anni, la mia consapevolezza del Cammino è cambiata nel tempo: da diario di viaggio il libro si è trasformato in qualcosa di più, cioè in una serie di riflessioni ad ampio raggio sul significato della Massoneria nel mondo contemporaneo, che hanno fatto emergere dinnanzi ai miei occhi luci e ombre di questa esperienza iniziatica.

Non solo: parlando con tante persone non iniziate mi sono reso conto che una certa ambiguità e diffidenza è avvertita in modo molto vivo sia da chi ne è fuori sia da chi dall’interno ne sta facendo esperienza.

Ma da dove deriva l’ambiguità e la diffidenza così chiaramente percepita all’esterno e all’interno di questa Istituzione?

Io credo soprattutto a causa della marginalizzazione, quasi dimenticanza, della sottovalutazione del suo nucleo iniziatico, che, invece, a mio avviso rappresenta la parte più importante dell’esperienza massonica, quella che è destinata a durare nei secoli e oltre, anche quando forse la Massoneria come fenomeno storico non ci sarà più.

Questo è il motivo che mi ha portato a concentrare la mia attenzione proprio sugli aspetti iniziatici della Massoneria. Il mio è un libro destinato a chi sta facendo un percorso iniziatico, ma fruibile anche da parte di chi è completamente al di fuori da questo mondo.

Credo che molte persone oggi vivano una sorta di disagio e disorientamento in relazione alla grande accelerazione di un mondo in continua evoluzione e cambiamento.

‘Le Dieci Porte’ si rivolge a tutti coloro che stentano a trovare risposte alle grandi domande dell’esistenza nella Religione, nella Filosofia o nella Scienza, discipline che pur avendo portato grandissimi progressi all’Umanità non hanno ancora risposto ai quesiti esistenziali più profondi dell’essere umano.

Questo libro presenta e rappresenta l’esperienza massonica soprattutto come via iniziatica. Un percorso ricco di significati che può essere proposto a ogni sincero ricercatore dello spirito, massone oppure no.

Hermeticus, ma a cosa è servita in senso storico la Massoneria e a cosa serve oggi?

La Massoneria come istituzione storica ha unito in sé molteplici scopi. È una realtà associativa costituita da uomini e aggiungo anche da donne, anche se molte istituzioni massoniche attuali ancora precludono loro l’accesso, che riunisce in sé finalità di carattere culturale, sociale, filosofico e iniziatico.

La sua storia ha origine tra la seconda metà del ‘600 e la prima metà del ‘700, ma la sua evoluzione nel corso di circa tre secoli l’ha portata a unire in sé diversi aspetti e diversi scopi.

Personalmente ritengo che gli aspetti sociali e politici della Massoneria risorgimentale abbiano un po’ fatto il loro tempo; credo che gli scopi più attuali e contemporanei, per cui la Massoneria ancora oggi ha qualcosa di importante da dire all’uomo sono quelli iniziatici.

Quindi la Massoneria avrebbe esaurito forza del suo messaggio, della sua filosofia, della sua visione civile?

Non del tutto, la Massoneria ha avuto tanto da dire. Messaggi che sono stati indubbiamente importanti nei secoli che ci hanno preceduto. Valori di libertà e fratellanza universale, di uguaglianza, di laicità.

I contenuti portati avanti dalla Massoneria in questi secoli sono stati importanti, ma in qualche modo oggi forse sono il suo limite, perché identificare un’esperienza iniziatica soltanto, o prevalentemente, negli argomenti sociali o filosofici impoverisce enormemente un messaggio ancora più ricco e profondo.

Credo che l’esperienza massonica e il suo valore nel presente non siano più legati a queste tematiche socio-politiche, etiche o filosofiche, ma siano collegati al suo nucleo iniziatico, quel nucleo che è destinato sicuramente a sopravvivere ad ogni dinamica e trasformazione storica.

Torniamo al libro, semplicemente scorrendo l’indice si ha l’impressione che tu abbia sentito il bisogno di “raddrizzare” un certo tipo di vulgata massonica mitica e leggendaria, attraverso nuove aggiornate conoscenze storiografiche con l’obiettivo di dare della Massoneria una visione più corretta che possa condurre al nucleo profondo della sua essenza esoterica.

Giusta osservazione: la Massoneria ha avvolto le sue origini in una dimensione mitica. Anche i documenti più antichi presentano tutta una serie di miti fondativi. Questo è servito per accreditarla come fenomeno di grande rilevanza e per darle un fondamento. Spesso, però, questi miti di fondazione sono stati presi alla lettera.

È noto che esistono documenti che affermano che la Massoneria sia stata fondata da Noè o da Salomone o da Carlo Magno. Attribuire una realtà storica e non simbolica a tali leggende, come a quelle che la vedono erede dell’ordine templare, ha portato ad un progressivo irrigidimento delle strutture massoniche e dell’auto-percezione che la Massoneria ha di se stessa.

Per fortuna in Inghilterra, negli ultimi anni, sono stati portati avanti studi storiografici molto seri, condotti con metodi rigorosi, che hanno dimostrato l’infondatezza di molti di questi miti.

Tali analisi, a mio avviso, non mettono assolutamente in discussione il valore intrinseco dei contenuti della Massoneria, ma sono serviti a ridarle un’identità più corretta, legata al periodo storico in cui è nata.

E sono serviti anche a ricollocare il fenomeno Massoneria come un episodio di una storia che è molto più lunga, che inizia molto prima della Massoneria e che proseguirà sicuramente anche dopo la Massoneria: la storia delle esperienze spirituali che possiamo definire tradizione iniziatica occidentale o Tradizione Ermetica.

Ma allora cosa c’è in realtà di massonico in Massoneria se il suo nucleo iniziatico, come scrivi, e come personalmente condivido, è legato a tradizioni “altre” quali i misteri eleusini, la cabala, lo gnosticismo, l’ermetismo, la Rosacroce?

Come accennato precedentemente, la Massoneria è un fenomeno complesso che ha diverse radici: come tale ha un suo percorso storico e avrà un suo destino.

Se questo destino sarà dominato dalle ombre che la stanno ricoprendo o dal tesoro iniziatico che nasconde, io non sono in grado di dirlo.

Quello che mi sta a cuore è che questo tesoro iniziatico sia salvato, al di là della forma che lo contiene e venga trasmesso alle generazioni future.

Quindi la Massoneria è stata ed è, o meglio potrebbe ancora essere, una sorta di Arca di Noè della tradizione iniziatica occidentale?

La Massoneria ha salvato tutta una serie di forme tradizionali iniziatiche. Non è stata l’unica, ma è stato un ‘vascello’, un veicolo dell’Iniziazione molto importante per gli ultimi tre secoli, con in più delle caratteristiche sue proprie legate al ruolo storico che ha svolto e che è stato molto ben sviscerato da storici e da importanti esponenti dell’Istituzione stessa. Questi aspetti sono importanti, ma non costituiscono il cuore del mio libro.

Il testo è incentrato sulle esigenze spirituali dell’uomo contemporaneo e su quanto i contenuti iniziatici della Massoneria possano essere utili ai sinceri cercatori di verità.

La Massoneria presenta il processo di liberazione attraverso simboli e miti, ma adombra anche strumenti operativi efficaci per il lavoro iniziatico: essenzialmente l’uso del simbolo e del rituale. Non ritengo, però, che tali contenuti iniziatici siano sufficienti a favorire una potenziale evoluzione.

La mia considerazione nasce dalla presa d’atto del fatto che non tutti coloro che compiono un percorso massonico giungono a un livello evolutivo ‘riconoscibile’. Anzi, molto spesso si incontrano massoni che compiono tutta la scala dei gradi rimanendo esattamente come sono partiti.

Questo significa che il fatto di appartenere ad un ordine iniziatico o percorrere una scala iniziatica non significa automaticamente compiere un reale cammino.

Cos’è allora il vero cammino iniziatico, quando comincia realmente?

Il cammino iniziatico prende origine nell’esatto istante in cui ci si rende conto di non essere quello che pensiamo di essere, che siamo in gabbia o siamo stati ingabbiati in un’immagine di noi stessi e del mondo che non corrisponde alla realtà.

Da questo momento comincia una ricerca di ciò che è reale dentro di noi e fuori di noi.

Chi è totalmente preso dall’illusione che ciò che ci circonda e ciò che pensiamo di essere sia la realtà, non comprenderà mai il senso di un cammino iniziatico: l’acquisizione di un nuovo stato di coscienza e di consapevolezza e la ricerca di successivi stati di coscienza sempre più ampi.

A cosa può servire il cammino iniziatico all’uomo contemporaneo?

L’uomo contemporaneo è in balia di forze che lo stanno sovrastando in maniera quasi totale. Tutti noi, credo, abbiamo a volte avvertito un senso di frustrazione legato al fatto di non sentirci padroni della nostra esistenza e questo è dovuto all’azione, in noi, in questo momento e nel mondo, di forze potenti, che sono sempre state presenti, ma che forse oggi trovano strumenti sempre più efficaci per agire. Forze che comprimono la libertà dell’essere umano e tendono ad addormentarlo in un sonno sempre più profondo.

Quindi il cammino iniziatico come liberazione dal cosiddetto pensiero unico dominante, come chiave per liberare l’umanità?

Occorre sempre diffidare dalle visioni salvifiche che vengono presentate come le strade per la liberazione dell’umanità. Troppe volte sono state presentate utopie di questo genere e troppe volte sono fallite nella storia.

Credo che quello che possiamo ragionevolmente fare è quello di intraprendere un difficile e profondo lavoro per una liberazione di noi stessi.

Tale conquista personale potrà indubbiamente contribuire ad una maggiore presa di coscienza da parte di tutta l’umanità, ma porsi questo come obiettivo primario rischia di tradursi nell’ennesima delusione, l’ennesima frustrazione, l’ennesimo fallimento di un’utopia e, soprattutto, di distrarci da quello che, invece, può essere fatto ora e adesso.

Porsi l’obiettivo di cambiare il mondo può essere un grande impedimento al cambiamento di noi stessi.

Ma un libro, da solo, può bastare a cambiare se stessi?

La sola lettura di qualsiasi libro non porterà mai nessuno alla Liberazione. Il percorso iniziatico può essere condotto soltanto dal singolo individuo che compie un lavoro autentico su di sé. Questo lavoro può essere compiuto individualmente o anche insieme ad altri compagni di viaggio.

Il mio libro presenta, nella parte finale, tutta una serie di indicazioni operative, di strumenti offerti dalla tradizione iniziatica che, se utilizzati, possono essere molto utili per il lavoro iniziatico.

Tali strumenti possono essere utilizzati individualmente, dal singolo ricercatore; esiste, però, anche la possibilità di vivere quest’esperienza operativa in un gruppo, in una Scuola, in una Fratellanza. Quest’esperienza l’abbiamo chiamata Rito Ermetico Operativo.

Hai pronunciato la parola ‘fratellanza’, termine molto familiare per i cristiani ma che, se associata alla Massoneria, viene spesso percepita con un senso di sodalizio più o meno vischioso è più o meno ambiguo, ecco. Cosa intende il Rito Ermetico Operativo per Fratellanza?

Ogni parola, ogni valore, può avere significati ambivalenti. Può aprire delle porte o può chiuderle. Il concetto di fratellanza è uno dei più belli che siano stati creati nella storia umana, ma può portare a delle deviazioni e ha degli errori: concepirsi fratelli semplicemente all’interno di una compagine che persegue un certo obiettivo finisce per contrapporre questo gruppo o l’appartenenza di questo gruppo all’appartenenza all’intera umanità e questo sicuramente può portare a delle deviazioni.

La fratellanza correttamente intesa in senso iniziatico non può che essere universale e, quindi, estesa a tutti gli esseri umani, e forse anche di più, a tutti gli esseri viventi.

Da questo punto di vista la fratellanza che si cerca di vivere all’interno di un ordine iniziatico ha senso solo se intesa come modello e sperimentazione di una prassi da attuare con qualsiasi essere umano. Se si dimentica questo si cade in degenerazioni corporativistiche.

Vero! Un grande studioso della psiche al confino in Italia, Ernst Bernhard, notava che nel nostro Paese ricorrevano sempre parole come ‘mamma’, ‘mamma mia’, ‘poverino’, un lessico materno che può accogliere ma anche stritolare. Perché mamma è parola affettiva, protettiva, ma il suo abbraccio, se stringe troppo, può anche soffocare, ingabbiare… ci vuole misura, equilibrio…

L’ultima domanda, quella conclusiva, se una conclusione a un tema così immenso si può trarre, la riservo al tema della gradualità dei gradi massonici e all’operatività come pratica costante e perseverante.

Hai detto bene… gradualità! Questo, a mio avviso, è il senso più utile che si può attribuire all’esistenza di gradi in Massoneria, molto spesso fraintesa e interpretata come una scalata al potere.

In realtà, nel senso più autentico, l’esistenza di gradi dovrebbe essere legata semplicemente ad una progressiva espansione della consapevolezza e, quindi, ad una progressiva dispensazione di strumenti, per poter proseguire nel percorso in maniera sicura senza rischio di gravi squilibri.

L’ultima parte del libro è dedicata all’applicazione operativa. Questo testo non è per tutti. Non perché ci siano dei segreti. Ma perché chi non ha mai avvertito un’urgenza interiore di un’evoluzione spirituale non potrebbe trarne nessun giovamento.

Ma per tutti coloro, massoni o non massoni, che invece avvertono il desiderio profondo di conoscere in modo più autentico la propria natura e la natura dell’universo, attraverso una via sperimentale e non soltanto attraverso parole e discorsi , Questo libro fornisce sicuramente degli strumenti operativi importanti, che non sono di mia invenzione, ma che hanno una lunga storia: qui sono solo riproposti in una forma che ritengo essere particolarmente adatta per l’uomo del presente e del terzo millennio.

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Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.