Home Territorio Campania #Lavorover40 al Teatro 99 posti di Mercogliano

#Lavorover40 al Teatro 99 posti di Mercogliano

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In scena il 30 e 31 gennaio

Riceviamo e pubblichiamo.

Le Pecore nere srl presenta #lavorover40 liberamente tratto da “La domanda d’impiego” di Michel Vinaver. Lo spettacolo si terrà sabato 30 e domenica 31 presso il Teatro 99 posti di Mercogliano (AV). Regia Bruno Tramice con Bruno Tramice, Lorena LeoneClaudio FidiaClara Bocchino.

“La domanda d’impiego” da cui è tratto #lavorover40 è il testo più musicale di Vinaver. Le storie dei quattro personaggi s’intrecciano, a volte senza gli obblighi della logica, quasi sempre senza costrizioni spaziali e temporali. Veicolo di significati diventa la tecnica che lo stesso Vinaver, prendendo il termine in prestito dal cinema, chiama il “montaggio”. La storia di #lavorover40 prende spunto da un testo che tratta un tema attualissimo e scottante come quello del lavoro. La danza sottolinea e amplifica il movimento musicale del testo e le emozioni che ne derivano. Il lavoro mette insieme prosa, danza e musica generando uno spettacolo corale una tessitura di voci che rompono la banalità del quotidiano mettendola in rilievo.

Note di regia
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, da qui l’urgenza di trarre ispirazione dal testo di Michel Vinaver “La domanda d’impiego” per tracciare una linea, tra le più problematiche, legata al lavoro. Un peso su cui occorre dibattere e confrontarci. La disoccupazione, i contratti a progetto, i licenziamenti, le dimissioni forzate, oggi non sono un timore, ma una realtà quotidiana tangibile, che investe non solo l’Italia, ma il mondo intero da un cinquantennio e più. #lavorover40  vuole raccontare, attraverso la storia del protagonista Fage, un dirigente d’azienda di 43 anni costretto a dimettersi, le possibili ripercussioni che la perdita del lavoro possono avere sulla dignità umana e sulla vita affettiva familiare, minandone i rapporti e la solidità stessa. Fage, dopo anni dedicati con fede e lealtà alla sua azienda, in nome di un progetto comune, di un ideale e di una visione del mondo condivisi, viene rottamato senza la possibilità di riciclarsi perché a 43 anni, per le logiche aziendali, si è già vecchi, fuori mercato.
È il tempo dei rimpianti, dei dubbi, delle promesse non mantenute, del “se avessi detto o fatto così”, degli esami di coscienza che attraverso un gioco crudele vengono scandagliati da cinici e surreali selezionatori del personale durante i colloqui attitudinali. Ne viene fuori un quadro di una disperata umanità in cui Louise, la moglie, tenta di arginare la sua solitudine prima che lo porti alla deriva.
«Dimmi Nathalie – dirà Fage rivolgendosi, non a caso, alla figlia sedicenne – Perché lavoriamo? Per guadagnarci la vita? Ma quale vita? Lo so che bisogna dedicarsi a un lavoro, e io sto per dedicarmi a questo niente».
Perché una generazione senza lavoro, oggi, è una vita senza futuro.
Bruno Tramice

Orari
Sabato 30 ore 20:30
Domenica 31 ore 18:00

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