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‘La musica come risorsa diplomatica’ a Cortina d’Ampezzo (BL)

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Mattia Rondelli


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L’11 agosto al Grand Hotel Savoia il primo appuntamento del ciclo di incontri ‘Musica&’

Riceviamo e pubblichiamo.

Inaugura giovedì 11 agosto alle 18:00 la seconda edizione di ‘Musica&’, ciclo di eventi di musica e cultura, sotto la direzione artistica Mattia Rondelli, organizzati con la collaborazione di CortinAteatro che per il Comune di Cortina organizza la stagione teatrale e musicale annuale, nella splendida cornice del Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo (BL).

Tema del primo incontro sarà ‘Musica & Diplomazia’. Pier Francesco Zazo ambasciatore a Kiev, che interverrà via zoom, Andrea Angeli, per più di 30 anni funzionario ONU – NATO nei principali teatri operativi e Gerardo Pelosi, corrispondente diplomatico de Il Sole 24 Ore, dialogheranno sull’arte della diplomazia e la “polvere dei palcoscenici” con Mattia Rondelli e il pianista Roberto Prosseda che, seduto al pianoforte, interloquirà con l’esecuzione di grandi pagine musicali eseguite ad hoc per arricchire e stimolare ulteriormente il dibattito.

La musica è un linguaggio in cui, forse non senza paradossi, contenuti spesso indeterminati si rivelano essere i più veri e più profondi. È una lingua poetica che, indipendentemente dalla presenza o meno di un qualsiasi testo, non definisce un oggetto ma suscita in ciascuno degli ascoltatori emozioni talora ancestrali, profonde e dunque vere.

Se condivisa, è da sempre e per certo motivo di unità di pensiero, di sentimento e di spirito. Ci si può chiedere dunque, se essa sia stata, sia attualmente e non possa diventare una vera e propria risorsa diplomatica.

Quanto meno nei secoli addietro il confine tra diplomazia e spionaggio era davvero sottile, per non dire labile, ma tante sfaccettature ed intrighi trasversali, di certo accaduti, sono sfuggiti a tante, troppe, pagine della nostra Storia, che, nell’istruzione “canonica” viene insegnata per singoli settori, definiti da schemi di sintesi frequentemente ridotti e alla prospettiva univoca e non sempre ben informata del docente.

Alcuni studiosi hanno lasciato traccia nelle loro ricerche di come la presenza di artisti nelle corti rinascimentali potesse essere strumento diplomatico per i tanti regni e casate che allora dominavano l’Europa. Si veda ad esempio il volume ‘Apollo e vulcano. I mercati artistici in Italia (1400 – 1700)’ di Guido Guerzoni edito da Marsilio.

Applicato alla musica, è quindi lecito chiedersi se fatti e opere di grandi compositori possono allora aver avuto una valenza politica e diplomatica. È noto a tutti infatti che, come esempio, compositori quali Claudio Monteverdi, Giambattista Viotti, Wolfgang Amadeus Mozart o Dmitri Shostakovich siano stati protagonisti tramite opere, libretti, viaggi, relazioni, collezioni o iscrizioni alle diverse logge massoniche europee di rapporti politici internazionali, dunque probabilmente anche diplomatici.

Venendo al ‘900, il libro di Alex Ross, ‘Il resto è rumore. Ascoltando il XX secolo’, dipinge uno spaccato internazionale in cui la musica si fa oggetto di relazioni, indirizzi politici, si fa tramite di rapporti tra persone, istituzioni e Stati.

Se si pensa al periodo della Guerra Fredda e al coinvolgimento popolare che la musica colta tuttora richiama nei paesi dell’Est Europa non è difficile immaginare come l’uscita o il ritorno a Mosta dei grandi musicisti russi non abbia comportato relazioni diplomatiche controverse. Una lunga tradizione che ci conduce fino all’oggi e al caso politico internazionale nato intorno alla Russia.

L’ingresso agli incontri è gratuito.

Musica& rivolge un ringraziamento speciale a Fazioli Pianoforti, Banca Euromobiliare e Università Cattolica di Milano.
Per informazioni: info@musicaet.com

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