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‘Il Cristo anatomico’ di Raffaello alla Biblioteca Marucelliana

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'… per fare notomia. Il Cristo anatomico di Raffaello nella Biblioteca Marucelliana di Firenze'


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La mostra ‘… per fare notomia. Il Cristo anatomico di Raffaello nella Biblioteca Marucelliana di Firenze’ sarà visitabile dal 5 ottobre al 7 gennaio

Riceviamo e pubblichiamo.

Oggi, martedì 5 ottobre 2021, alle ore 16:00, nel Salone Monumentale della Biblioteca Marucelliana sarà inaugurata la mostra ‘… per fare notomia. Il Cristo anatomico di Raffaello nella Biblioteca Marucelliana di Firenze’.

L’esposizione è curata da Silvia Castelli, responsabile del Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca Marucelliana, e Piera Giovanna Tordella, professore ordinario di Storia, teoria e critica del disegno nell’Università degli Studi di Torino.

La mostra, già programmata per le celebrazioni raffaellesche del 2020 e necessariamente rinviata a causa della pandemia, è originata da un accordo scientifico stipulato tra la Biblioteca Marucelliana, diretta da Luca Bellingeri, e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino, diretto dal Prof. Donato Pirovano.

Durante la presentazione interverranno:
Eike Schmidt – Direttore delle Gallerie degli Uffizi;
Marco Ciatti – Soprintendente all’Opificio delle Pietre Dure;
Giancarlo Landini – Presidenze Fondazione Santa Maria Nuova Onlus;
Massimo Gulisano – Università degli Studi di Firenze;
Francesco Taccetti – Coordinatore INFN-CHNet.

Al centro dell’evento uno straordinario disegno giovanile di Raffaello confluito a fine Settecento nell’istituzione fiorentina e mai sinora compiutamente indagato.

Tra i più precoci approdi noti della personalità di Raffaello disegnatore, il foglio è databile agli anni più avanzati del periodo fiorentino (1504 – 1508) e rappresenta un raro esempio di Cristo crocifisso in écorché ovvero in dissezione superficiale.

Trascendendo i confini delle indagini storico-artistiche di orizzonte raffaellesco, il foglio dichiara indiscutibili elementi di trasversalità e ragioni di dialogo con l’ambito teologico, ma soprattutto con la storia della medicina e la tradizione degli studi anatomici di primo Cinquecento.

L’esigenza di allargare il campo analitico ha richiesto pertanto, oltre all’intervento del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università degli Studi di Firenze nella figura del Prof. Massimo Gulisano, e della Fondazione dell’Ospedale di Santa Maria Nuova con il suo Presidente Giancarlo Landini, l’apporto del CHNet dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in collaborazione con la New York University di Abu Dhabi, e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, relativamente a significative indagini diagnostiche non invasive.

Ad accompagnare il foglio di Raffaello, un percorso articolato in dieci sezioni tematiche concepite in progressione cronologica dal XV al XVII secolo.

Incunaboli, cinquecentine, trattati di celebri anatomisti – da Antonio Benivieni, medico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, all’universalmente noto Andrea Vesalio e a Gerolamo Genga –, oltre a stampe e disegni, narrano, declinandolo da più punti di vista, lo stretto legame nella pratica dissettiva tra medicina e arte, tra scienza, filosofia e storia dell’arte.

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