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Green deal: approvato nuovo obiettivo UE pozzi assorbimento carbonio

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Nuovo obiettivo 2030: +15% di pozzi di assorbimento del carbonio nell’UE

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Parlamento europeo in Italia.

Una nuova legge innalza l’obiettivo UE per i pozzi di assorbimento del carbonio, nel settore dell’uso del suolo e della silvicoltura, al 57% rispetto ai livelli del 1990.

Con 479 voti favorevoli, 97 contrari e 43 astensioni, il Parlamento ha approvato martedì in via definitiva la revisione del regolamento sull’uso del suolo, sul cambiamento di uso del suolo e sulla silvicoltura, LULUCF, che mira a valorizzare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio, per rendere l’UE il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, e promuovere la biodiversità in linea con il Green Deal europeo.

Il testo è frutto di un accordo con i governi dell’UE.

Obiettivi a livello europeo e nazionale per potenziare i pozzi di assorbimento del carbonio entro il 2030

Per il 2030, l’obiettivo UE per gli assorbimenti netti di gas serra nel settore LULUCF è fissato a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, con un aumento di circa il 15% rispetto alla normativa in vigore. Questo nuovo obiettivo dovrebbe portare a una riduzione complessiva dei gas serra nell’UE pari al 55-57% rispetto ai livelli del 1990.

Per gli assorbimenti e le emissioni nel settore LULUCF, i Paesi dell’UE dovranno rispettare gli obiettivi nazionali vincolanti per il 2030. Questi obiettivi sono basati sui recenti livelli degli assorbimenti e sul potenziale per ulteriori assorbimenti.

In base alle norme attuali, che resteranno in vigore fino al 2025, i Paesi dell’UE devono garantire che nel settore LULUCF le emissioni non superino gli assorbimenti. Dal 2026, gli obiettivi annuali vincolanti saranno sostituiti da un bilancio quadriennale per il periodo 2026-2029.

Governance, flessibilità e monitoraggio

Per raggiungere i loro obiettivi, gli Stati membri possono acquistare o cedere i crediti di assorbimento maturati nell’ambito del regolamento LULUCF e del regolamento sulla condivisione degli sforzi, anche questo approvato martedì.

È previsto anche un meccanismo che garantisce agli Stati membri di ricevere un risarcimento in caso di catastrofi naturali, come gli incendi boschivi.

Il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni e degli assorbimenti saranno migliorati, anche attraverso un maggior uso di dati geografici e telerilevamento. In questo modo si potranno seguire con più precisione i progressi compiuti dai paesi dell’UE verso il conseguimento degli obiettivi.

In caso di progressi insufficienti, gli Stati membri saranno obbligati ad adottare misure correttive. È prevista anche una sanzione per le inadempienze: all’obiettivo per il 2030 sarà aggiunto il 108% dei gas serra eccedenti il bilancio previsto per il periodo 2026-2029.

Per garantire che l’obiettivo UE sia raggiunto, la Commissione presenterà una relazione sui progressi compiuti entro sei mesi dal primo bilancio globale concordato nell’ambito dell’accordo di Parigi. Se necessario, la Commissione darà seguito con altre proposte legislative.

Citazione

Al termine della votazione, il relatore Ville Niinistö (Verdi/ALE, FI) ha dichiarato:

Nell’ultimo decennio i pozzi dell’UE sono diminuiti.

Con questa legge, il settore del suolo farà la sua parte nell’affrontare la crisi climatica, dato che ora abbiamo un obiettivo più ambizioso e altre garanzie, tra cui dati migliori e obblighi di comunicazione più rigorosi, una maggiore trasparenza e l’obbligo di procedere a un riesame entro il 2025.

Questa è la prima legge che affronta contemporaneamente la biodiversità e la crisi climatica e gli Stati membri dovranno anche tenere conto del principio del ‘non arrecare un danno significativo’.

Prossime tappe

Il testo deve ancora essere formalmente approvato anche dal Consiglio. Sarà quindi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Contesto

La revisione del regolamento LULUCF fa parte del pacchetto Pronti per il 55% nel 2030, che è il piano dell’UE per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, in linea con la Legge europea sul clima.

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