Home Territorio ‘Ginnastica per una postura fragile’ a Fortezza Est

‘Ginnastica per una postura fragile’ a Fortezza Est

218
'Ginnastica per una postura fragile'


Download PDF

In scena a Roma dal 29 febbraio al 2 marzo

Riceviamo e pubblichiamo.

Debutta in prima assoluta a Fortezza Est a Roma dal 29 febbraio al 2 marzo, ore 20:30, ‘Ginnastica per una postura fragile’ della compagnia Dotta Maietto, che porta in scena un lavoro di ricerca sul corpo come spazio abitativo di forme diverse e sempre straniere, un percorso di metamorfosi costante, in cui coesistono in una sola vita corpi altri, stranieri, alieni e gemelli.

In una coincidenza tra anatomia e geografia, una figura ibrida nuota alla ricerca di sé stessa attraverso lo spazio che ridisegna attraverso sé stessa.

Incarnando in sé la mappa del territorio che abita, la sua identità è tutta nella sua dimora, un perimetro di un mondo a cui è stato sottratto il mondo, un paesaggio vuoto e senza uscita in cui ogni punto è ugualmente distante dal centro: viaggiatore che circola in esso, rinchiuso in un labirinto che è protezione e prigione, la sua erranza senza fine ricorda la condizione creaturale del Minotauro, la bestia mitologica senza poeta.

Solo, come soltanto i bambini sanno essere soli, fa della sua solitudine un dispositivo attraverso il quale organizzare la realtà, trasformando il labirinto non in una geometria alla quale adattarsi, bensì in un laboratorio in divenire in cui reinventare il proprio Io – luogo.

Ripiegato su sé stesso come un punto di domanda, risponde alla caduta di ogni attesa e desiderio percorrendo inabissati corridoi della memoria: in una prossemica acquatica che evoca l’ovattato grembo materno, suoni e ricordi intervengono come un’onda opaca per riempire faglie e slabbrature, per riscattarsi dal trauma e percepire sé stesso nel mondo.

‘In Ginnastica per una postura fragile’, il Minotauro non è una creatura feroce e spaventosa, non vita anonima, sacrificabile e uccidibile, non esistenza senza futuro, ma creatura innocente e tenera; allo stesso modo, il dedalo non è più simbolo della fatica e della morte, il viaggio non è una discesa verso il basso, ma verso l’interno, verso la comprensione delle forme e delle vite che via via ci abitano.

Attraverso un rovesciamento del mostruoso e del mito, la fisionomia umana si dissolve a favore di un Io ibrido e mutaforma, soggetto, oggetto e testimone del proprio corpo che genera altri corpi.

Raccontando il labirinto dall’interno, non come chi cerca la via d’uscita, ma come chi lo abita, Ginnastica per una Postura Fragile apre la porta d’ingresso alla dimensione dell’inumano, scoprendo che la fragilità dell’umano è il primo passo per un avvicinamento, un’accoglienza e un riflesso con sé e l’Altro.

Mutando pelle e corazza, assumendo posture deverticalizzate, architetto di sé stesso e della propria abitazione, la creatura di ‘Ginnastica per una postura fragile’ è una sorta di uovo post-natale, una chimera sequenziale di esperienze passate, uno stato embrionale permanente in cui fabbricare l’infanzia futura, in una continua mediazione tra l’individuo e le sue forme.

Essere vita nuda e zoé rende possibile scoprire il pertugio nascosto attraverso cui entrare in contatto con il fuori, quell’esterno che è espressione del passato ma anche e soprattutto anticipazione del suo futuro.

Fortezza Est
via Francesco Laparelli, 62
Roma – Tor Pignattara

Biglietto unico €12,00

Info e prenotazioni:
WhatsApp 329-8027943 / 349-4356219
mail prenotazionifortezzaest@gmail.com
www.fortezzaest.com

Print Friendly, PDF & Email