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Giani all’acquedotto Leopoldino e al Cisternone di Livorno

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Giani al Cisternone


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‘Attenzione per tutela e valorizzazione’

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

La massima attenzione della Regione per le attività ed i futuri progetti mirati alla tutela ed alla valorizzazione dell’acquedotto Leopoldino e del Cisternone di Livorno è stata rinnovata oggi, 5 gennaio, dal Presidente della Regione Eugenio Giani nel corso di una visita alle imponenti opere ottocentesche, realizzate dall’architetto Pasquale Poccianti, nate per garantire l’approvvigionamento idrico della città di Livorno.

Ad accompagnare il Presidente durante il sopralluogo svoltosi sia al Cisternone, a Livorno, che sul territorio di Collesalvetti, il Consigliere regionale Francesco Gazzetti.

A invitare il Presidente della Regione a visitare l’opera era stata l’associazione livornese “Cambiamenti” che, insieme a realtà come “Salviamo il Salvabile” e ad altri soggetti, come ad esempio il CAI, si battono da tempo per la salvaguardia e la tutela di queste realizzazioni.

Ha detto il Presidente:

Ho voluto rispettare questo impegno e sono contento di averlo fatto, nonostante i tempi non facili che stiamo vivendo, perché ho potuto toccare con mano l’importanza di opere davvero notevoli, il cui pregio storico e architettonico merita senz’altro di essere valorizzato e fatto conoscere ad un più largo pubblico.

Il Presidente, dopo essersi incontrato con il sindaco di Livorno Luca Salvetti e con il sindaco di Collesalvetti Adelio Antolini, con i vertici della munipalizzata Asa e con esponenti di associazioni del volontariato che negli anni si sono impegnate per la riscoperta e salvaguardia dell’antico acquedotto livornese, ha preso l’impegno a convocare un incontro in Regione.

Chiamando attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, compresi naturalmente anche Provincia e Soprintendenza, un incontro che getterà le basi per l’organizzazione di un convegno.

Ha precisato Giani:

Un convegno per fare il punto sullo stato di salute dell’opera, sugli interventi necessari e sulle realtà da coinvolgere per attuarli. E che potrà costituire la base di un protocollo d’intesa al quale poter far partecipare anche la Regione Toscana.

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