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Gemellaggi in Europa, seminario in Lombardia

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L’Europa e le forme di partecipazione popolare tramite i gemellaggi che mirano a costruire dal basso l’idea dell’Unione stessa. Di questo si è parlato nei giorni scorsi a Palazzo Pirelli, durante il seminario su ‘I gemellaggi per una Europa federale’, organizzato dall’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa. Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, aprendo i lavori, ha definito i gemellaggi come ”elemento di costruzione delle relazioni tra i cittadini e di crescita di una comune cultura europea”.

Cattaneo ha anche illustrato alcuni numeri sul calo di fiducia degli italiani nei confronti dell’Europa Unita: alla domanda se si sentano cittadini europei, 47 su 100 rispondono di no; 44 su 100 si dicono totalmente pessimisti sul futuro dell’Unione e solo 17 su 100 credono che la loro voce conti qualcosa in Europa.

”L’Italia da Paese entusiasta dell’Europa si è trasformata in Paese euroscettico – ha commentato Cattaneo – Quel che si attende dall’Europa e dagli europei è la forza di una comune linea politica e la capacità di azione. In questo senso i gemellaggi possono fare molto e rappresentano un potenziale che va sfruttato. Essi combinano legami e scambi, sensibilizzando di fatto i cittadini alla conoscenza reciproca”.

Oggi i Comuni gemellati in Europa sono 20 mila, 2500 sono italiani e di questi 430 sono lombardi.

Il Presidente della Federazione Aiccre Lombardia, Luciano Valaguzza ha rimarcato: ‘Oggi abbiamo bisogno di un’Europa che ci faccia sognare, che abbatti i muri e crei libertà, che riduca le differenze e crei coesione sociale. Quest’idea di Europa la si crea con il coinvolgimento dei popoli e delle loro comunità perché solo così la UE tornerà ad essere un faro di libertà e di opportunità per tutti”.

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Vincenzo Marino Cerrato

Autore Vincenzo Marino Cerrato

Vincenzo Marino Cerrato, giornalista pubblicista, avvocato, esperto di politica.