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Festa dell’Europa, Giani: Erasmus vero motore dell’integrazione europea

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Festa dell'Europa


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Inaugurato lo stand Eramus – Indire a Firenze

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

sta marciando, è articolato in 6 missioni e 200 linee di finanziamento e in Toscana ha una capacità di impegno di spesa in progetti di 3miliardi e 650 milioni; probabilmente il PNRR arriverà a superare i 4 miliardi e nel tempo saranno 5 i miliardi per iniziative, servizi e opere pubbliche nella regione.

Lo ha dichiarato Eugenio Giani in occasione della partecipazione, questa mattina, 6 maggio, all’inaugurazione dello stand Eramus – Indire a Firenze, in piazza della Repubblica.

Siamo ormai in una fase in cui pensiamo al PNRR come un insieme di opere che andranno a coinvolgere tutti e 273 i comuni della regione.

In sanità si registrano “impegni e i progetti esecutivi più certi e immediati”, mentre “sono imminenti le partenze sui progetti di rigenerazione urbana”; ci sono poi le politiche attive del lavoro, l’ambiente inteso come “risanamento idrogeologico”, la lotta all’erosione e contemporaneamente l’impegno per l’economia circolare.

In quest’ultimo periodo è stato particolarmente importante l’impegno su scuola, cultura, sport e infrastrutture intese come verde pubblico e forestazione.

Giani rispondendo a una domanda dei giornalisti si è detto convinto che i progetti del PNRR saranno garantiti nonostante il rincaro del costo delle materie prime, anche alla luce di un incontro avuto ieri con la ministra per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini.

Ha affermato il Presidente che questa mattina allo stand di Indire ha festeggiato il compleanno dell’Erasmus:

A poco a poco tutti i comuni e i territori sono coinvolti in uno sforzo che impegna in modo diffuso e capillare le risorse europee che ormai sono più di quelle che mettono insieme i bilanci comunali e regionali.

È il vero motore dell’integrazione europea, porta i giovani attraverso un’esperienza concreta e sentirsi europei; 35 anni fa è stato una grandissima intuizione, le generazioni Erasmus sono quelle che hanno fatto di più per farci sentire l’identità europea.

In un mondo in cui gli attori politici sono Russia e Stati Uniti, la Cina e l’India, noi abbiamo bisogno dell’Europa: dove andremmo a finire se ci dovessimo frammentare nelle identità nazionali dei 27 Paesi dell’UE? È l’Europa il soggetto in cui riconoscersi.

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