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‘Eleonora Pimentel Fonseca’ a Palazzo Serra di Cassano

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In scena il 2 dicembre e 3 dicembre a Napoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Stati Teatrali in collaborazione con Istituto Italiano per gli Studi Filosofici presenta Eleonora Pimentel Fonseca. Con civica espansione di cuoreil 2 dicembre, ore 21:00, e il 3 dicembre, ore 19:00, spettacolo stabile a Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio 14, Napoli.

Il Progetto
Uno spettacolo con un passato e un futuro. Storico, filosofico, artistico. La sua prima edizione debuttò nel 1999 al Salone delle Feste di Palazzo Marigliano, per il bicentenario della Repubblica Napoletana. La sua seconda edizione, più completa, più dinamica, più spettacolare, ha debuttato nel gennaio del 2016 alla Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore e da allora si sono rincorse repliche in sedi storiche, teatri, musei ma si può certo dire che di questo spettacolo la vera casa-madre è Palazzo Serra di Cassano.

Il teatro non è il posto in cui si fa, non vi è dubbio. Ma può accadere che lo spettacolo e il luogo che lo ospita siano così simbioticamente legati da far pensare a un’occasione unica e forse irripetibile: il teatro nel teatro, la Storia nei luoghi della Storia.

E in quel Palazzo esattamente vissero e sognarono i protagonisti delle Repubblica e lì Eleonora fittamente discuteva e probabilmente amava Gennaro Serra di Cassano. E se la casa materna è Palazzo Serra certo può dirsi che la casa paterna è l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, situato nello storico palazzo e continuatore ideale dell’opera dei martiri di quella Repubblica e cuore ancora pulsante di Lénor.

Da qui l’invito dei suoi genitori spirituali a rendere stabile lo spettacolo a Palazzo Serra ogni primo weekend del mese, in una programmazione sine die, o fintantoché il pubblico lo sosterrà. Un progetto che intende offrire l’opportunità di rivivere una delle pagine più rappresentative della storia di Napoli, esatto punto di cesura tra il prima e il dopo, tramite un’opera teatrale testualmente basata su un intreccio fecondo di documenti storici tra cui ampi stralci de “Il Monitore Napolitano” e il “Processo di separazione”, alcuni saggi di grande rilievo come “Cara Eleonora” di Maria Antonietta Macciocchi, romanzi storici come “Il resto di niente” di Enzo Striano, dialoghi e monologhi originali. Il tutto in una congerie di espressioni teatrali che vanno dalla recitazione al canto alla danza.

Un assieme fortemente compatto per una storia drammatica e comica, grottesca e tragica per otto attori che danno vita a un mondo come oggi troppo spesso diviso in due realtà violentemente contrastanti: da una parte i lazzari, reali e non, i ladri, i predatori e i potenti e dall’altra un gruppo che fece,e che fa, del civismo, dell’uguaglianza, della ragione un forte assediato eroicamente resistente. Un discorso sul futuro, un discorso che guarda non tanto agli intellettuali quanto ai giovani, per far sì che mettano nel cuore

… un principio nuovo, che possa ardere, che possa essere un demone, per mantenere un giovane vivo e non un morto, non un morto.
Gerardo Marotta Stati Teatrali

Sinossi
Lo spettacolo racconta la vita di una piccola donna grande, del suo arrivo a Napoli da bambina, dei suoi fervori giovanili, dell’amicizia e frequentazioni nobili e reali, con la inizialmente liberale Carolina, con il grottesco re Ferdinando e con i suoi amati amici giacobini nobili rivoluzionari. In una società retrograda, crudele, ignorante, ingiusta, la Pimentel fece degli ideali di Giustizia, di Libertà, di Laicità i punti cardinali della sua vita. Vita tormentata anche per le sue umane contraddizioni, per un amato marito violento, per la tragedia del suo unico figlio perduto, di un altro figlio abortito per la violenza di quel marito.

Perseguitata dal regime, di carcere in carcere riuscì a strappare l’alba di una nuova era, dove fu fondatrice e primo direttore donna di giornale della Storia e fautrice dell’unica Rivoluzione mai attuata in Italia. Pagò con la vita quando la repressione borbonica sconfisse e decapitò un’intera classe dirigente formata dalle menti illuminate della Repubblica.

Il cast
Lenòr interpretata con grande piglio combattivo, delicatezze profonde, sfumature intense da Annalisa Renzulli, dall‘inizio alla fine in scena in cui mostra trascinanti capacità di protagonista; il Re lazzarone Ferdinando, il sordido marito Pascuale Tria, l’ineffabile giudice Speciale, il poetico Pulcinella Cammarano tradotte in scena dalla perizia e dalla fantasia di Riccardo De Luca; la divertente Capera, la feroce regina Carolina e il terribile boia creati da Francesca Rondinella qui in veste più di attrice che di cantante; Voltaire, il padre di Eleonora Don Clemente, l’infame Guidobaldi e il dolce e dubbioso padre De Forti, resi con viva drammaticità da Gino Grossi; la forza e il candore di Gennaro Serra di Cassano ridonatoci da Salvatore Veneruso con romantica sensibilità; la sensualità di Emma Hamilton rivissuta con elegante delicatezza da Lucrezia Delli Veneri; lazzari, insurgenti e plebe ben sintetizzati da una drammatica Marianna Barba e da un efficace Dario Barbato.

Per maggiori dettagli si rimanda alla recensione

Costo biglietto:
intero: €15,00
ridotto: under 26 €12,00

Per info e prenotazioni:
Stati teatrali
327-7022940 – 339-3113514

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