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‘Duramadre’ – Fibre parallele a Napoli

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Dal 31 marzo al 3 aprile a Galleria Toledo

Riceviamo e pubblichiamo.

Dal 31 marzo al 3 aprile presso Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione, via Concezione a Montecalvario 34, Napoli, andrà in scena lo spettacolo Duramadre‘ di Riccardo Spagnulo, con Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Marialuisa Longo, Simone Scibilia.

Voce Rossana Marangelli, costume Luigi Spezzacatene – Artelier Casa d’Arte Bari, luci Giuseppe Dentamaro, realizzazione scene Mimmo e Michele Miolli, Modesta Pece, assistenti alla regia Elio Colasanto, Rossana Marangelli, regia e scene Licia Lanera, produzione Fibre Parallele in coproduzione con il Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria e il Festival Operaestate di Bassano del Grappa, con il contributo della Regione Puglia e con il sostegno di Res Extensa, Ass. Cult. Explorer, Es. Terni Festival, PimOff.

C’era una madre, la grande madre.
Una grande madre con il ventre stanco e duro.
Una madre che covava tre uova.
Una madre che aspettava tre figli.
Una madre che era rimasta sola.
Una madre che era arbitro, sarta e carceriera.
Una madre potente e inferma insieme.
Una madre di parto e di volere matrigna.
Una madre di meraviglia e di terrore.
Una madre sfruttata.
Una madre erosa nel petto.
Una madre stravolta e massacrata.
Una madre splendida e segreta.
Una madre lunare e tellurica.
Una madre scrigno.
Una madre notturna.
Una madre antenata.

Duramadre
è una favola che fa paura
è aridità e gelo
è una favola che sembra raccontare di un futuro senza futuro
è questa terra che vomita e si ribella,
è la nostra crisi e di tutto quello che c’è intorno.

Siamo schiacciati da una realtà materiale fetida, in cui sono già chiari i segni della
dissoluzione della materia. Una realtà cadaverina, putrescente, che si aggrappa con
unghie e denti ai nostri corpi e li porta giù nel profondo di un abisso sciocco e tossico.
Non abbiamo il benché minimo interesse in tutto quello che accade nel presente, perché tra non molti anni ce ne saremo dimenticati.
‘Duramadre’ è questa terra che vomita e si ribella. Possiamo solo raccontarla attraverso
una vecchia rancorosa, che sputa catarro e sentenze, una matriarca che ama i propri figli fino a volerli vedere morti. La possiamo raccontare solo attraverso un gioco che finisce con la morte.

Che rimane?
Rimane La Ginestra di Giacomo Leopardi.
E qualche superstite.
Ci ritroviamo con gli occhi chiusi ad indovinare un’alternativa, ad attuare
un’azione di veggenza. A scommettere sull’uomo.

Qualche domanda prima di entrare in sala prove (la scommessa della scrittura scenica) di Riccardo Spagnulo

In una casa, in questa casa che è il mondo, vive una famiglia senza padre.
Sono tutti figli di un’unica Madre, che amministra la conduzione e i ritmi della vita.
In una notte luminosa, una notte in cui il sole non sorge mai, la luna è maestra e presenza incombente.
La Madre è dura, rigida-spietata-coraggiosa e i figli impauriti.
La Madre tesse da una vita dei vestiti per i suoi figli, su cartamodelli incompleti: sono i tessuti che devono coprire le membra scarne della sua derivazione umana, devono proteggere loro dal freddo, devono dare un futuro civile a loro, i figli.
Ma la Madre è debole, forse troppo vecchia e vicina alla morte; i suoi occhi non vedono più bene e non riesce più a infilare il filo nella cruna dell’ago per imbastire pantaloni e giacche.
I figli, questi ingrati, credono di essere eterni. Passano il loro tempo tra i giochi e non si preoccupano di quei vestiti che li consegneranno al mondo; anzi, si divertono, ridono, si prendono gioco della morte.
Vogliono uscire, vogliono vedere quello che c’è al di là.
La Madre risponde che a loro deve bastare la luna. La luna è tutto quello che c’è da sapere.
La morte arriva per tutti e, questa volta, coglie la Madre.

I figli senza padre ed ora senza Madre, si ritrovano da soli, nel fuori, nel mondo, con i vestiti a brandelli, con le giacche senza collo, con i pantaloni senza una gamba, con le camicie senza bottoni, si ritrovano incompleti.

Ma io volevo dire un’altra cosa.
Io volevo parlare di come la legge della Natura, la legge del più forte, quella che viene detta “della giungla”, non è LA legge. Non è un dogma, non è la via da percorrere.
È questa legge che dovrebbe insegnare la Madre ai figli, la legge della sopravvivenza, della menzogna, della violenza, del terrore, dell’orrore.
I figli, dal canto loro, come possono reagire ad un insegnamento del genere? Lo riproducono, forse. Lo rielaborano.

Ma se si produce tanta sofferenza e tanto orrore è perché l’uomo ha scelto consapevolmente questa legge, ignorando la legge della Pietà.
Se gli uomini co-operassero come delle formiche per ridistribuire le risorse, non esisterebbero i ricchi e non esisterebbero i poveri. Se la legge della natura, fosse spazzata via dalla legge della condivisione, della conoscenza, della pietà verso il più debole; sofferenza, orrore e paura non esisterebbero.

Il più forte è forte in relazione ad un altro individuo. Se fosse da solo con chi potrebbe misurare la propria forza? L’uomo è egoista per natura. O è la Natura che è egoista? O è l’uomo che ha letto questa legge di natura per giustificare il suo egoismo? La Natura non è egoista, credo. La Natura bilancia, rispetta. L’uomo no. L’ingordigia umana è spesso causa di guerre, piccole o grandi; ma anche di obesità.

Mi sono perso.
Ricompongo.
Se la madre insegna la legge del più forte a questi cuccioli, come reagiscono i cuccioli?
Probabilmente, se la presenza materna è così oppressiva, la vorranno eliminare per accedere alla libertà.
E poi? Una volta liberi ma indifesi? È il rovescio della medaglia.
Adesso si tratta di ridurre in trama, cioè in relazioni tra segni (personaggi) teatrali questi interrogativi e trovare una risposta in sala prove.
È questa la scommessa della scrittura scenica.

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione, via Concezione a Montecalvario 34, Napoli
direzione artistica Laura Angiulli, direzione organizzativa Rosario Squillace, programmazione Lavinia D’Elia, comunicazione e social networking, Roberto Miele – Dolores Ruggieri, segreteria amministrativa, Nicola Castaldo responsabile tecnico Luigi Agliarulo, webdesigner Giulio Grasso, grafica Solimena Francesco Armitti.

Orario spettacoli: feriali ore 20.30, domenica ore 18.00
Biglietti:
feriali: intero 15 euro, ridotto 12 euro (per convenzionati e over 65), giovani under 26 10 euro
sabato e domenica: intero 20 euro; ridotto 15 euro

Card: 6 spettacoli a scelta (escluso ‘Nummere scostumatissima tombola napoletana’) da martedì a venerdi, intero 70 euro, ridotto 50 euro (under 26), sabato e domenica: intero 100 euro, ridotto 75 euro.
La card può essere usata da una o due persone per uno o più spettacoli.
È possibile prenotare i biglietti telefonicamente o via mail. Il ritiro del biglietto prenotato deve essere effettuato 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, salvo diversa comunicazione.

Convenzionati con
Supergarage, via Shelley 11 – Napoli / t. +39 0815518708

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione, via Concezione a Montecalvario 34, Napoli

Contatti
t.+39 081425037 t.+39 081425824

galleria.toledo@iol.it segreteria.galleriatoledo@gmail.com Facebook.com/GalleriaToledo
www.galleriatoledo.org

M
linea 1 / stazione Toledo/
uscita Montecalvario

Interventi di:
Cesare Accetta, Giovanni Battaglia, Rossella Bonito Oliva, Gennaro Carillo, Antonello Centomani, Maria D’Ambrosio, Francesco De Cristofaro, Simonetta De Filippis, Gabriele Frasca, Pier Paolo Forte, Bianca Del Villano, Fulvia De Martino, Enrico De Notaris, Girolamo De Simone, Maria Pia De Vito, Patrizio Esposito, Renato Esposito, Adolfo Ferraro, Ester Formato, Flavia Francioso, Marina Gargiulo, Livinio Giardino, Stefano Jotti, Anna Maria La Marra, Angela Leonardi, Antonia Lezza, Stefano Manferlotti, Alberto Manco, Lorenzo Mango, Luigi Mascilli Migliorini, Mario Mastropaolo, Eliana Minigozzi, Antonella Piazza, Cristina Pisciotta, Peppe Rosano, Lucio Sabatino, Pasquale Sabbatino, Antonio Saccone, Gino Sansone, Paolo Sommaiolo, Michele Stanco, Luca Taiuti, Maria Alessandra Tarquinio, Antonio Tufano, Maria Pia Valentini, Paolo Valerio, Gianni Venditti, Andrea Viliani…

Con il contributo di:
MiBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Comune di Napoli, Regione Campania, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, Università degli Studi di Salerno,
Institut Français Napoli, Napoli Teatro Festival Italia, Legacoop.

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