Home Cronaca Crollo storico per il Bitcoin a marzo 2020: colpa del Coronavirus?

Crollo storico per il Bitcoin a marzo 2020: colpa del Coronavirus?

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Altre cause dell’attuale svalutazione delle cryptovalute

Nella notte fra il 12 ed il 13 marzo 2020 la capitalizzazione di mercato del Bitcoin è passata da 137,8 miliardi a 89,5 miliardi, con un calo quindi di 48,3 miliardi di dollari.

In una sola notte, quindi nel giro di poche ore, il Bitcoin è passato da 7.200 euro a 3.200: con una perdita quindi di circa il 50% del suo valore. Responsabile di questo salto in negativo, secondo alcuni, la pandemia in corso del Coronavirus.

In situazione di disagio, dopo che anche alcune città degli USA hanno dichiarato lo stato d’emergenza, tutti infatti hanno iniziato a liberarsi di azioni ed obbligazioni “superflue”, fra cui sono rientrate anche le cryptovalute, per investire piuttosto in beni di prima necessità e nel fare cassa. Questo oltretutto ha anche messo in evidenza che le stesse non sono ormai più considerate comunemente “bene di rifugio”.

Quali sono le cause di questo tracollo? Come ogni buon investitore sa, nel trading non contano solo fattori puramente economici, ma anche la politica, il commercio, i rapporti sociali e fra Paesi. Ecco che quindi, vista l’attuale situazione in atto, qualcuno addita come responsabile il Coronavirus.
Ma è davvero così? È tutta colpa di questa pandemia o sarebbe accaduto comunque?

È tutta colpa del Coronavirus?

Secondo qualcuno il crollo del Bitcoin non sarebbe altro che la conseguenza ovvia dell’impatto del Covid-19 sui mercati. A “caccia” dei beni di rifugio, nonché di quelli di prima necessità, tutti infatti avrebbero accantonato gli investimenti più rischiosi, cryptovalute incluse. Dopotutto in tempi di crisi nessuno si sente così sicuro di poter comprare quanto occorre con il Bitcoin.

Il tutto sarebbe cominciato con la chiusura dei voli verso gli USA provenienti dall’Europa. Anche se la Cina, poi, sta uscendo dall’epidemia bene, va ricordato che la Corea del Sud, che tutt’oggi sta gestendo il virus, è il terzo Paese per utilizzo dei Bitcoin: la conseguenza su questi, quindi, è quasi ovvia.

Sempre legato al Coronavirus e indirettamente al crollo del valore dei Bitcoin è anche il calo del prezzo del petrolio. Le persone di fatto restano a casa, consumano molto meno e la richiesta è crollata. Il prezzo è quindi diminuito del 30%: Arabia Saudita e Russia non sono però riusciti a raggiungere un accordo per compensare i tagli alla produzione, scatenando una guerra dei prezzi.

Altre cause dell’attuale svalutazione delle cryptovalute

Qualcuno sostiene che il Coronavirus sia una scusa e che tutto sia invece da attribuire ad una grande truffa che è stata tentata qualche mese fa, che ha reso il Bitcoin un prodotto da cui guardarsi. I PlusToken, truffatori seriali, hanno infatti tentato di riciclare 13mila Bitcoin sottratti ad incauti investitori. Ecco che quindi, dopo che questa è stata sventata, comunque in tanti non si sono più sentiti sicuri ed hanno iniziato ad abbandonare la cryptovaluta.

Alla luce di quanto detto appare chiaro che il Bitcoin sia tutt’altro che il bene di rifugio che qualcuno ha decantato. Ecco perché non si tratta di un gioco o un investimento per chi non è esperto del settore.

Un conto è dilettarsi nello scommettere NetBet, su partite di calcio, sport o altri settori nei quali si può anche contare sulla pura fortuna, un conto è mettersi in gioco con cose che spaziano davvero oltre l’immaginabile.

Il trading non è cosa per tutti, non è un gioco, non è una scommessa nella quale o si vince o si perde, è un intricato puzzle composto da tanti tasselli diversi nel quale muoversi non è cosa facile di certo. Se oggi il Bitcoin è sceso, infatti, non bisogna affatto darlo per finito, perché è un errore che si è fatto già tante volte ma ogni volta alla fine si è risollevato.

Come in tutti i mercati i crolli repentini sono infatti stati quelli che poi hanno dato lo slancio sul mercato. Quando? Non si sa, ma sicuramente intanto bisogna attendere termini l’allarme rosso chiamato Coronavirus a livello mondiale.

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