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‘Confessione senza assoluzione’ al Teatro Tordinona

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'Confessione senza assoluzione'


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In scena dall’8 al 12 marzo a Roma

Riceviamo e pubblichiamo.

Al Teatro Tordinona di Roma dall’8 al 12 marzo sarà in scena ‘Confessione senza assoluzione’ di Giuseppe Oppesidano. In scena lo stesso regista con Maurizia Grossi.

Oppedisano tesse una drammaturgia complessa che prende spunto dall’attualità. All’interno della narrazione si sviluppano e si intrecciano conflitti e difficoltà nella comunicazione, tra momenti dolorosi, ironici e ferite profonde da guarire.

È una disputa tra Io, Es e Super Io. Quasi una lotta tra due individui che si incontrano da giovani e si rivedono in tarda età per trovare risposte a un evento accaduto ai tempi del Conservatorio dove studiavano e si sono conosciuti. Un confronto tra due anime con diverse visioni dell’esistenza, che intendono riscoprire la propria strada e ricostruire la loro Anima.

La disputa tra IO, ES e Super IO, ai quali i sentimenti non possono sfuggire. Due individui alla ricerca di sé stessi, una storia costellata di momenti tragici, ironici e ferite profonde. Una talentuosa violinista abbandonata dal padre in tenera età, al conservatorio si innamora morbosamente di un suo collega di studio.

La storia fra i due sembra proseguire bene, malgrado le loro diversità caratteriali e comportamentali, ma, dopo un litigio Virginia si autoconvince di essere stata picchiata e abusata. Lo denuncia alla polizia e le loro vite si dividono. Il confronto dopo più di ventidue anni è a dir poco vertiginoso.

Due anime con due diverse visioni della vita e del mondo alla ricerca dei loro ‘perché’. La parte cosciente e logica sembra appagata, ma non ha fatto i conti con quella inconscia nella quale la linearità razionale non ha nessun senso.

… non è l’amore a renderci pazzi ma il non sentirsi amati.

‘Confessione senza assoluzione’
Regia e drammaturgia Giuseppe Oppedisano
con Maurizia Grossi e Giuseppe Oppedisano (personaggi Virginia, Paolo)
Aiuto regia: Giorgia Piracci
Assistenti: Ivan Calamia e Cristina Barbagallo
Tecnico luci: Dario de Francesco
Scena: Giorgia Piracci e Laura Camia
Costumi e foto di scena: Laura Camia
Grafica: Flavio Pomaro

Teatro Tordinona
Via degli Acquasparta, 16 –
dall’8 al 12 marzo

Biglietti:
intero €13,00; ridotto €10,00; €tessera 3,00

Info e prenotazioni:
06-7004932
tordinonateatro1@gmail.com

Note di regia

“… pazzo non è chi ha perso la ragione, ma chi ha perso tutto, fuorché la ragione”.

Un denso racconto di conflitti e di difficoltà nella comunicazione. La disputa tra; IO, ES e Super IO, ai quali i sentimenti non possono sfuggire. Un pretesto, per raccontare come la violenza e l’abuso incide sull’animo e la mente umana.

La drammaturgia è stata realizzata grazie anche al lavoro che l’autore ha svolto per lunghi anni e ancora svolge in alcune comunità terapeutiche attraverso dei laboratori teatrali. Due individui alla ricerca di sé stessi, là dove finiscono le convenzioni e cominciano le fragilità personali. Una storia costellata di momenti tragici, ironici e ferite profonde.

Virginia è una promettente e talentuosa violinista di famiglia alto borghese, abbandonata dal padre in tenera età, al Conservatorio si innamora morbosamente di un suo collega di studio, Paolo. La storia fra i due sembra proseguire bene, malgrado le loro diversità caratteriali e comportamentali.
Una sera Paolo la rifiuta in malo modo le dà uno schiaffo e scappa via.

Virginia non riesce a spiegarsi questo rifiuto e si autoconvince che quella sera oltre ad essere stata picchiata è stata anche abusata. Denuncia Paolo alla Polizia e lo scandalo ormai di dominio pubblico si abbatte
sul Conservatorio.

Fin dall’inizio nessuno crede alla ragazza, anzi, la vittima sembra essere
Paolo. Virginia si sente, nuovamente, abbandonata da tutti e sprofonda in una crisi depressiva.

Le loro vite si dividono.

Ricoverata in una clinica di salute mentale, scopre di essere incinta e
questo, dopo una dura lotta con se stessa, la spinge a riprendere in mano la sua vita. Si laurea in medicina e diventa una eccellente psichiatra e psicologa, ma, lei che risolve i problemi degli altri ne ha uno enorme dentro di sé irrisolto e solo Paolo potrà sciogliere il nodo.

Ritrovarlo significa dare risposte ai suoi perché e porre fine al suo dolore. Paolo, nel frattempo, è diventato un compositore di fama mondiale, ma al culmine della sua carriera abbandona il palcoscenico per una crisi personale, isolandosi dal mondo.

Le due vite si rincontrano perché nulla è mai realmente diviso, nulla è così come appare. Il confronto dopo più di 22 anni è a dir poco vertiginoso. Due anime con due diverse visioni della vita e del mondo alla ricerca dei loro
“perché?”

La parte cosciente e logica sembra appagata, ma non ha fatto i conti con quella inconscia nella quale la linearità razionale non ha nessun senso. Sarà proprio quest’altra parte, irrazionale, legata all’Anima, all’UNO che li renderà eterni.

“… non è l’amore a renderci pazzi ma il non sentirsi amati.”

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