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Codacons su Festival Venezia e regista afghana scomparsa

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Festival del Cinema di Venezia


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Pronto un appello al mondo del cinema a Venezia: mobilitiamoci sui social per la regista fuggita da Kabul e garantire la sua salute e la sua libertà

Riceviamo e pubblichiamo.

Parte il Festival Internazionale del Cinema di Venezia e ritorna, come ogni anno, ‘Ridateci i soldi’, la tradizionale iniziativa organizzata dal Codacons al Lido: uno spazio allestito dall’Associazione e gestito da Gianni Ippoliti dove gli spettatori della kermesse possono lasciare i propri commenti su film in concorso, attori, registi, e sull’evento in generale, esprimendo apprezzamenti e critiche.

Anche l’anno scorso l’iniziativa ha registrato un notevole consenso presso il pubblico. Centinaia sono stati i messaggi lasciati dagli spettatori con commenti spesso sarcastici, a volte feroci, sempre divertenti

Un esercizio di democrazia trasversale dove trova posto l’ironia, l’intelligenza e il sarcasmo, a dimostrazione che la critica cinematografica non è riservata ai giornalisti di settore ma è un diritto che spetta a tutti gli spettatori.

Tutti quelli che vorranno esprimere con capacità critica e con stroncatura motivata il loro dissenso per un film, oppure sostenere e incoraggiare le opere migliori, avranno quindi la possibilità di lasciare un messaggio sul muro dedicato.

Anche quest’anno, come da tradizione, il commento più divertente e brillante, più efficace e irriverente, verrà individuato da una apposita commissione dell’Associazione, capitanata da Gianni Ippoliti, e premiato dall’Associazione con l’ormai famosa ‘Coppa Codacons’.

Il Codacons, inoltre, chiede al direttore Barbera una proiezione speciale del film Hava, Maryam, Ayesha, presente nel 2019 nella sezione Orizzonti e opera della regista afghana Sahraa Karimi, sul cui destino a oggi – dopo la presa di Kabul – non ci sono notizie.

Forse si trova a Kiev e sarà invitata a Venezia dove l’Associazione consegnerà alla regista un premio speciale per il coraggio – dimostrato con il suo impegno in Afghanistan, dove ha aperto la strada al cinema femminile – e lancia un appello al mondo del cinema chiedendo una mobilitazione generale tramite i social per ottenere rassicurazioni riguardo le sue condizioni e la sua libertà.

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