Home Territorio CIRA di Capua (CE), salta l’Accordo di secondo livello

CIRA di Capua (CE), salta l’Accordo di secondo livello

514
CIRA
Area CIRA


Download PDF

Naddei, CISAL Metalmeccanici: ‘Urge atto condiviso di responsabilità’

Riceviamo e pubblichiamo.

Non c’è pace per il CIRA di Capua (CE) dove ieri, 30 novembre, l’azienda ha disdetto l’Accordo di secondo livello dopo una lunga ed estenuante trattativa, al termine della quale la RSU non è riuscita a trovare un accordo con il management.

A denunciarlo è la Segreteria Provinciale CISAL Metalmeccanici di Caserta, che ha preso posizione

di fronte alla cancellazione di 30 anni di istituti conquistati dai lavoratori.

La sigla aveva già segnalato il pericolo con una nota diffusa internamente all’azienda e chiesto alle parti di addivenire ad un nuovo Accordo, facilmente raggiungibile visto che quanto offerto dall’azienda non era poi così distante dall’ultimo Accordo disdetto.

La Segreteria ricorda nella suddetta nota che:

Il CIRA viene da un periodo problematico in cui si sono verificati: un’indagine surreale sfociata nella messa in mora diffamatoria di alcuni dipendenti, bilanci chiusi in perdita, che hanno condotto recentemente al rientro nel perimetro ISTAT delle società che concorrono al bilancio consolidato dello Stato, pesanti ombre sulla gestione appalti a seguito di arresti in prima pagina, gestione opaca del personale, che ha aggravato le sperequazioni e portato al deterioramento del sistema formativo, licenziamenti di dirigenti e rimozione repentina di vertici aziendali.

Tutto ciò ha portato il Governo alla scelta di sostituire il socio di riferimento per avviare un processo di rinnovamento della Società.

L’ostinazione delle posizioni sindacali interne, che ha rispedito al mittente gli ulteriori passi avanti fatti dall’azienda nell’intento di trovare un accordo cercando lo scontro piuttosto che un’apertura al dialogo, rende chiaro che si tratta di una battaglia dal sapore politico, il cui prezzo viene oggi pagato dai dipendenti attraverso la cancellazione di istituti e strumenti di welfare consolidati da anni.

Ciò è ancor più vero per i neoassunti e i livelli di inquadramento più bassi, che si vedono annullare ogni forma di indennità. La logica CISAL, scevra da condizionamenti ideologici punta all’esclusivo interesse dei lavoratori.

Saranno determinanti il coinvolgimento delle Segreterie Provinciali di tutti i sindacati presenti in azienda e un atto di responsabilità da parte di tutti gli attori per risolvere la questione e restituire ai lavoratori un Accordo di secondo livello in continuità col precedente. In tal senso chiederà incontro all’azienda presso Confindustria.

Print Friendly, PDF & Email