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CALRE; riunione del Comitato direttivo dell’assemblea

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Vicepresidente Borghetti: ‘L’Europa coordini una equa distribuzione delle nuove terapie per il Covid’

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

La conferenza delle 72 assemblee legislative regionali europee, CALRE, ha riunito oggi, 28 gennaio, il suo Comitato direttivo, di cui il Vicepresidente Carlo Borghetti fa parte in rappresentanza del Consiglio regionale della Lombardia e come coordinatore del gruppo di lavoro sulle disuguaglianze di salute.

Il gruppo di lavoro CALRE ‘Disuguaglianze di salute nei sistemi socio-sanitari europei’ si è costituito nel 2019 per approfondire e confrontare le politiche sociosanitarie nelle differenti Regioni europee, al fine di portare avanti una valutazione su quali siano le azioni più efficaci per rispondere all’evoluzione dei bisogni e alle disuguaglianze nei servizi sanitari.

Ha dichiarato nel suo intervento il Vicepresidente Carlo Borghetti:

Nel corso di quest’anno il gruppo di lavoro che coordino proseguirà con la raccolta delle buone pratiche dai Consigli regionali europei, anche a fronte degli effetti negativi causati dalla pandemia, per combattere le nuove disuguaglianze in salute attraverso lo scambio delle azioni più efficaci e rafforzare la sanità territoriale.

Borghetti ha proposto al Comitato direttivo anche di

provvedere ad iniziative coordinate dall’Unione Europea sull’acquisto e sulla distribuzione delle nuove terapie di cura del Covid come, ad esempio, la pillola Paxlovid che l’Agenzia europea del farmaco ha approvato ieri, raccomandandone l’immissione in commercio.

La cooperazione e il coordinamento tra i Paesi dell’Unione Europea sono indispensabili per rafforzare la capacità di risposta delle politiche sanitarie nelle situazioni di emergenza e non solo.

Una strada già percorsa con successo per la prevenzione del Covid con i vaccini e che ora va perseguita concentrandosi anche sulla cura di questa malattia, che sta diventando endemica, nell’ottica di garantire che le nuove cure siano davvero disponibili per tutti.

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