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Al via ‘OffScena’ VI edizione

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Rassegna teatrale dal 7 al 28 settembre ad Angri (SA)

Riceviamo e pubblichiamo.

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il teatro ad Angri (SA) con la VI edizione di OffScena, rassegna di spettacolo dal vivo, ospitata nella sede dall’associazione L’Officina delle Idee, corso Italia 18.

La rassegna continua a resistere per rappresentare una valida proposta alternativa alle grandi produzioni ospitate dal teatro cosiddetto ufficiale, proponendo appuntamenti diversi:

venerdì 7 settembre, ore 21:00, Jury Monaco in ‘Jury show’;
venerdì 14 settembre, ore 21:00, Adelaide Oliano in ‘7 cartelli’ di Massimo Rosa;
venerdì 21 settembre, ore 21:00, Jury Monaco ne ‘Il segreto di Pulcinella’;
venerdì 28 settembre, ore 21:00, con Adelaide Oliano ‘Ifigonia’.

Info e prenotazioni:
331-4919492 solo WhatsApp
Contributo:
€7,00

Si raccomanda di prenotare:
– lasciando un commento sulla pagina Facebook dell’evento;
– inviando un messaggio alla pagina o agli organizzatori;
– chiamando, via SMS, tramite whatsapp al numero 331-4919492.

Venerdì 7 settembre ore 21:00 Jury Monaco in ‘Jury Show’
È un esilarante One man show dove Jury si pone delle domande sulla figura dell’attore e avendo frequentato i più disparati generi teatrali, dopo 25 anni di carriera non sa se essere un attore impegnato o leggero. È un contenitore di monologhi, canzoni, poesie e parodie, con una serie di omaggi alle maschere e agli attori del passato. Si può senz’altro definire una prova d’attore. Fra i pezzi più esilaranti ci sono: ‘A livella declamata in un minuto versione accelerata’, il I Canto dell’Inferno recitato in 13 dialetti diversi e tante altre cose. Un ora e mezza di puro divertimento.

'Juri show'

Venerdì 14 settembre, ore 21:00, Adelaide Oliano in ‘7 cartelli’ di Massimo Rosa;
scritto da Massimo Rosa regia Massimo Rosa e Adelaide Oliano, musiche Francesco Simeone.

A dodici anni, c’avia i capiddi neri neri intrecciati, le mani sempre fredde, un fermaglio giallo a mantenere e una paura fottuta del fuoco che nessuno si spiegava. Il pomeriggio, quando non ero presa dalle cose mie, facevo sempre una passeggiata lunga così, tanto per vedere tutte cose. E una volta, che fece pioggia all’improvviso da un sole mortale, tornai a casa prima e…

E tutto quello che succede è commedia vera, un susseguirsi di gioie e dolori che Flora racconta fiera, senza nascondersi dietro l’opportunità di essere sola, senza nessuno che possa contraddirla e punto… punto finale

Note di regia:
A cinquant’anni Flora racconta la sua vita, ne accetta da subito il risultato finale e masticando un cioccolatino dopo l’altro per ricordarsi di essere stata una bambina, si diverte e pare aver capito solo qualche giorno fa di essere stata usata dal destino.
La violenza nelle case, le donne usate, il contesto sociale, i colori della gioia, i rumori dell’amore, il ritmo e la poesia. E poi ancora: i rimpianti, le cose serie, il giudizio della gente, le stravaganze, il futuro negato e l’omicidio… Flora racconta, sfiora tutto senza mettere bene a fuoco, semplicemente, “ogni cosa che incontra”.

In fondo, quando tutto è definito, ci si comincia ad applicare troppo, si mette a nudo la semplicità della conquista e dove non ci sono orrori ma solo divertenti ammanchi, cominciamo a far nascere imperfezioni, cattivi odori e ci dimentichiamo quanto sono essenziali le generose sviste.
Massimo Rosa e Adelaide Oliano

'7 cartelli'

Venerdì 21 settembre ore 21:00 Jury Monaco ne ‘Il segreto di Pulcinella’, scritto, diretto ed interpretato da Juyi Monaco.

È un viaggio nella storia e nell’anima di Pulcinella. Per la prima volta la maschera viene messa a nudo, per mettere in luce un personaggio che sembra apparentemente noto, ma in realtà è completamente sconosciuto. Egli nasconde dietro di sé un universo infinito sicuramente distante anni luce da quell’immagine olografica che spesso lo vede ritratto su un’insegna di un’osteria. Pulcinella è molto di più: filosofo, professore, ruffiano, tuttologo, livellatore sociale, poliglotta: conosce mille lingue e non ne parla nessuna. Insomma Pulcinella è un mistero nel mistero.

Attraverso questo spettacolo cercheremo di esplorare questo mondo fatato di lazzi, sberleffi, astuzie, cuntarielli e trovate geniali. Conosceremo le sue presunte origini e la miriade di personaggi che da secoli si muovono nella sua orbita: da Maccus, Teresina, il Diavolo fino a giungere a Felice Sciosciammocca. Insomma, sveliamo “il segreto di Pulcinella”.

'Il segreto di Pulcinella'

Venerdì 28 settembre ore 21:00 con Adelaide Oliano ‘Ifigonia in Culide’, adattamento regia ed interpretazione Adelaide Oliano, V.M. 18 anni.

La scena si svolge in un giardino pompeiano dove la statua di Afrodite in cui si racchiude lo spirito di Thàlia era una delle grandi muse, figlie di Zeus e Mnemosine: colei che presiede alla commedia sulla mitologia greca; sopravvissuta alla quarta guerra macedonica fu portata da Cesare a Pompei, che per incantesimo racconta la triste storia di Ifigonia, figlia di Membron re di Corinto, che, per la disperazione di non trovar sposo, presa dall’ira maledì gli dei scatenandone l’ira che condusse alla fine di Corinto che per questo divenne colonia romana. Il linguaggio è molto spinto ma mai offensivo; in un regno in cui il sesso è pane quotidiano e mai censurato in nessuna forma, riportiamo una ventata di libertà.

Note di regia
Corinto si trovava sul’Istmo ed era una delle città della Grecia antica. A Corinto vi era il culto di Afrodite. Si dice che Afrodite era nata dalla spuma dei genitali di Urano che erano stati tagliati e buttati in mare. Sulle monete di Corinto veniva rappresentata Afrodite trainata da carri che si accarezza i capelli.

A Corinto vi era un tempio dedicato proprio ad Afrodite, in questo tempio avveniva la prostituzione sacra, ossia che vi erano delle donne che si prostituivano in onore della divinità; da quanto ci dice Erodoto, questa pratica avveniva anche tra i Babilonesi.  Esistevano due tipi di prostituzione sacra: prenuziale, che veniva detta anche occasionale, esse erano senza dote e offrivano quindi la verginità alla dea, era come un addio al celibato, poi vi era quella regolare che veniva praticata di continuo dalle sacerdotesse del tempio.

Il ruolo che ebbe la città all’interno della lega achea nella lotta contro i romani portò alla sua distruzione nel 146 a.C. dopo la battaglia di Corinto, che pose fine alla quarta guerra macedonica e consegnò a Roma il dominio sulla Grecia Rimase quindi un cumulo di rovine fino al 45 a.C., quando Giulio Cesare vi fondò la Colonia Iulia Corinthus.

‘Ifigonia in Culide’ è un poemetto goliardico in tre atti, composto a Torino nel 1928 da Hertz De Benedetti (1904 – 1989), all’epoca studente astigiano di medicina, e in seguito medico urologo. Esso venne pubblicato in forma anonima, sotto forma di dattiloscritto senza data e senza firma, e per questo motivo per lunghi anni si fecero congetture di ogni tipo sull’Autore, sulla sua città di provenienza e sulla datazione dell’opera.
Scritta in versi e strutturata come una tragedia greca – il titolo è un chiaro rimando a Ifigenia in Aulide, Ifigonia è una parodia burlesca del genere tragico che, come vuole lo spirito goliardico, fa ampio utilizzo di termini scurrili e allusioni sessuali.

Il poemetto, divenuto uno dei simboli della goliardia italiana, ha avuto amplissima diffusione fra gli studenti di tutta Italia, passando di mano in mano su edizioni clandestine riprodotte in proprio a mano o con la macchina per scrivere, delle quali venivano fatte altre copie ugualmente clandestine con la carta carbone, o riprodotte col ciclostile.

A causa di questa modalità di diffusione dell’opera, le versioni dell’Ifigonia in circolazione possono essere differenti in alcune parti dalla versione originale, perché molti dei copisti vollero aggiungervi del loro sotto forma di rime, strofe e personaggi apocrifi. Via via nel corso degli anni, ai versi venne associato dai copisti anche tutto un ricco apparato di glosse e note fuori testo fintamente serie ma in realtà umoristiche

L’autore, Hertz De Benedetti, aveva scritto il suo poemetto nel 1928 quando, giovane goliarda, frequentava la Facoltà di medicina a Torino e partecipava nel contempo molto attivamente alla scapigliata vita goliardica torinese. De Benedetti, conseguita la laurea, si specializzò in urologia e si trasferì a Vercelli, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale fu richiamato in servizio come ufficiale medico e inviato in Montenegro.
Dopo la guerra continuò a lavorare presso il reparto di Urologia dell’Ospedale di Vercelli e ne divenne il Primario.

Per oltre quarant’anni, nonostante l’immediato successo, nessuno osò pubblicarla a stampa, e Ifigonia, come già detto, circolò per tutta la Penisola soltanto in copie uniche dattiloscritte semiclandestine, ma ciò non ostacolò affatto la sua diffusione
Adelaide Oliano

Ifigonia

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