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Lombardia, ‘Green Deal’: Fermi incontra Conftrasporto Confcommercio

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I temi e le priorità che Fermi porterà a Bruxelles all’attenzione del Comitato delle Regioni

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

La ricerca di una maggiore sostenibilità dei trasporti non può e non deve in nessun caso avvenire riducendo la mobilità complessiva e peggiorando l’accessibilità territoriale: oggi la sfida da cogliere consiste piuttosto nel riuscire a dare risposte più sostenibili alle esigenze di mobilità di passeggeri e merci.


Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, che questo pomeriggio, 27 gennaio, ha incontrato a Palazzo Pirelli i rappresentanti di Conftrasporto Confcommercio sulle problematiche relative ai provvedimenti previsti dal ‘Green Deal’ europeo e sulle possibili ricadute che interesseranno il territorio lombardo in termini di mobilità, infrastrutture e attività commerciali.

Il Presidente Fermi ha partecipato all’incontro anche in qualità di componente del Comitato delle Regioni, all’interno del quale ha chiesto di far parte quest’anno della Commissione Ambiente, Cambiamenti climatici ed Energia, ENVE, cui spetterà l’esame del ‘Green Deal’ presentato da Ursula von der Leyen con l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente a impatto ambientale neutro con l’azzeramento totale delle emissioni di gas serra.

Ha evidenziato il Presidente Fermi, accogliendo l’appello dei rappresentanti di Conftrasporti:

Promuovere un graduale ma sostanziale rinnovo del parco veicolare aumentando la quota massima dell’incentivo per l’acquisito di un nuovo mezzo, introducendo maggiori criteri premianti per i veicoli più puliti e riducendo nel contempo gli oneri di accesso infrastrutturale per le imprese di autotrasporto; garantire la libera circolazione anche dei Tir lungo l’Asse del Brennero eliminando le limitazioni e le restrizioni ai transiti introdotte dall’Austria, consapevoli che ogni ora di ritardo nell’attraversamento del Brennero ha ricadute in termini di costi superiori ai 370 milioni di euro all’anno e che il 70% dei flussi commerciali italiani transita attraverso le Alpi; investire sul sistema logistico e infrastrutturale per migliorare e favorire l’interscambio; rivedere l’attuale sistema di tassazione sul consumo di energia applicato al trasporto stradale, che ammonta a circa 230 euro per tonnellata di CO2 prodotta a fronte di soli 16 euro negli altri settori.

Sono queste alcune delle priorità su cui mi impegnerò personalmente anche in sede europea all’interno del Comitato delle Regioni e su cui anche il Consiglio regionale della Lombardia auspico possa prendere impegni precisi in occasione dell’apposita seduta consiliare dedicata alla Sessione comunitaria.

All’incontro di questo pomeriggio ha partecipato anche il Presidente della Commissione regionale ‘Programmazione e Bilancio’ Marco Alparone, con l’obiettivo di raccogliere contributi utili in vista della Sessione Europea regionale già calendarizzata per il 31 marzo, da condividere e inserire nell’apposita Risoluzione comunitaria che il Consiglio regionale sarà chiamato in tale data a discutere e approvare.

Era presente pure il Vicepresidente del Consiglio Carlo Borghetti.

Al tavolo di lavoro a Palazzo Pirelli sono intervenuti:
Paolo Uggè, Presidente Nazionale FAI / Conftrasporto; Andrea Manfron, Segretario Generale FAI, Federazione Autotrasportatori Italiani; Stefano Spennati, Senior Advisor Confcommercio Bruxelles; Marco Colombo, Segretario FAI Milano Interprovinciale; Antonio Petrogalli, Presidente FAI della Lombardia; Sergio Piardi, Presidente FAI di Brescia; Giuseppina Mussetola, Segretario provinciale FAI di Brescia; Claudio Fraconti, Presidente FAI di Milano; Giuseppe Cristinelli, Presidente FAI di Bergamo; Maura Baraldi, Direttrice FAI Bergamo.

Ha sottolineato Paolo Uggè:

A seguito delle nuove misure e disposizioni di legge introdotte, il settore dell’autotrasporto nazionale italiano ha fatto registrare nell’ultimo ventennio una riduzione di emissioni di gas clima alteranti superiore al 30%: un dato e un miglioramento che nessun altro Paese europeo ha evidenziato in misura così significativa e di cui le istituzioni comunitarie devono necessariamente tenere conto.

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