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Europa in Toscana, Rossi: ‘Senza fondi UE più deboli: una Toscanina’

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Enrico Rossi


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I fondi europei che arrivano in Toscana sono lo 0,2% del PIL regionale

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Senza Europa diventeremmo una Toscanina e l’Italia un’Italietta.

Il Presidente della Toscana Enrico Rossi, mentre si sofferma con i giornalisti all’interno del laboratorio Certema di Cinigiano, va dritto al punto.

Senza Europa probabilmente saremmo andati in Slovenia

racconta un imprenditore che sta per lanciare una nuova attività legata alla lavorazione delle alghe. Senza Europa, hanno ripetuto stamani, 28 novembre, durante le varie tappe grossetane del viaggio di Rossi, non ci sarebbe stato il caseificio sociale di Manciano o le eleganti e innovative cantine, con tanto di spazio espositivo, dei Vignaioli del Morellino di Scansano.

I fondi europei che arrivano in Toscana sono l’equivalente dello 0,2 per cento del PIL regionale. Ma grazie gli imprenditori, numerosi, che ne hanno colto l’opportunità e grazie anche al cofinanziamento di Stato e Regione sono un volano importante di sviluppo.

Ripete Rossi:

Senza Europa certi interventi non si sarebbero né concepiti né fatti.

Lo ha fatto più volte durante la mattina e il pomeriggio. Con lui il capogruppo e consigliere regionale Leonardo Marras.

Dice il Presidente:

I fondi europei portano innovazione.

Innovazione che si lega all’agroalimentare e che si coniuga a volte con la salvaguardia di una certa tradizione, come nel caso dei vini con il ‘governo all’uso toscano’ del Morellino. Innovazione che porta lavoro ed ulteriori investimenti. Innovazione che in altri casi spazia dai microscopi per analisi chimiche agli spettrometri per satelliti o alla stampa in 3D dei laboratori di Certema, che sono nati grazie ai contributi pubblici ma che oggi si reggono sulle proprie gambe e sulle commesse che arrivano dal territorio e non solo: un po’ service, un po’ ricerca applicata e un po’ strumento di trasferimento tecnologico.

Si sofferma Rossi:

Ma l’Europa non è e non può essere solo la somma di risorse distribuite sui territori. Quando si comincia a ragionare solo in termini di “quanto do e quanto prendo” si fa un conto demenziale, da distratti, e ci si dimentica invece dei vantaggi che allo sviluppo di una regione o di una nazione arrivano dai numeri e dall’esser parte di un mercato unico europeo.

E poi l’Europa è anche elaborazione: elaborazione di pensieri e di programmi, penso all’impulso che dall’Europa è arrivato ad esempio sull’economia circolare. Elaborazioni, purtroppo, da cui l’Italia troppe volte è un po’ lontana.

Senza fondi europei, ricorda ancora Rossi, non ci sarebbe la formazione, non ci sarebbe il progetto Giovanisì, non ci sarebbero tanti interventi sulla disabilità oltre che su infrastrutture e innovazione delle imprese.

Conclude:

Forse senza Europa le aree più forti potrebbero sopravvivere, ma non quelle più deboli. Né si potrebbero correggere gli squilibri del mercato. Con questo viaggio nelle province della Toscana che è iniziato oggi dal grossetano voglio ricordare questo: un modo per raccontare anche alcuni esempi di come le risorse europee sono state utilizzare per valorizzare quello che è stato fatto.

Soprattutto, ripete ancora, per dire che molte cose non si sarebbero potute fare senza i fondi europei

Orgoglioso che in Toscana, grazie anche alla risposta degli imprenditori, li abbiamo utilizzati tutti ed anzi di più.

Anche quelli non spesi da altri, aggiungendo ulteriori risorse del bilancio della Regione.

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