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Politica e scienza, i nuovi oscurantismi

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Zygmunt Bauman


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Bauman, la modernità liquida e l’effetto Dunning-Kruger

Nelle ultime settimane si è riproposta all’attenzione dell’opinione pubblica una contrapposizione che si pensava dovesse essere definitivamente accantonata, quella tra scienza e politica, partendo dal presupposto che le spinte oscurantiste sembravano definitivamente superate.
Però, chi era giunto a queste conclusioni si sbagliava, evidentemente.

Procediamo per ordine. Partiamo dalla definizione dello stesso termine oscurantismo. Non ci serve andare troppo lontano, ci basta cercare la voce nel vocabolario online Treccani, è sostanzialmente simile a quella che possiamo reperire in qualsiasi dizionario sia cartaceo che telematico.

oscurantismo s. m. [der. Di oscurare, attrav. Il part. Pres. Oscurante, sul modello dell’ingl. Obscurantism, del ted. Obskurantismus e del fr. Obscurantisme]. – Atteggiamento di opposizione sistematica al diffondersi dell’istruzione, al progresso, all’evoluzione sociale; nel sec. 19°, era termine polemico adoperato soprattutto in contrapp. a illuminismo o ad altri termini di valore più assoluto (progresso, civiltà, libertà, ecc.).
http://www.treccani.it/vocabolario/oscurantismo/

Diciannovesimo secolo, appunto. O anche prima. Ovvero quando fazioni politiche o religiose avevano interessi ideologici o spirituali tali da condurre alla sistematica demonizzazione del sapere scientifico.

L’atteggiamento oscurantista, inevitabilmente, si estende come forma di astio e di negazionismo anche a tutte quelle istanze e a quelle persone che si fanno portatrici di pensiero, di cultura, di libertà.

All’alba del diciassettesimo secolo, il 17 febbraio 1600, per la precisione, Giordano Bruno viene messo al rogo a Campo de’ Fiori. Oltre ad essere denudato gli è applicata la mordacchia, per impedirgli di parlare, evidentemente chi lo ha condannato a morte teme la dirompenza, la potenza delle sue parole. Uniche colpe quelle di aver elaborato un sistema filosofico in cui il concetto di divino si discosta da quello imposto dalla chiesa e dall’inquisizione ma soprattutto di non aver voluto abiurare, sacrificando consapevolmente la propria vita per la libertà di pensiero, di cui oggi è un simbolo.

Qualche decennio più tardi, un altro personaggio illustre, Galileo Galilei, esattamente nel 1633, viene processato e condannato all’abiura per aver riproposto e dimostrato attraverso il metodo e l’osservazione scientifica le teorie eliocentriche di Copernico.

Ma legare le spinte oscurantiste solo all’ambito religioso sarebbe fuorviante; per estensione vi rientrano e ne fanno uso tutti quei regimi o quelle formazioni politiche che limitano la diffusione del pensiero scientifico, dell’informazione, di modelli culturali incompatibili con la propria visione sociale.

La spiegazione di queste dinamiche, almeno dal punto di vista sociologico, non comporta particolari difficoltà.

Diventa più arduo cercare di interpretarne la recrudescenza laddove si ci trova in presenza di forme di stato democratiche, almeno apparentemente, con processi avanzati di secolarizzazione e laicizzazione culturale, in assenza di apparenti limitazioni alla circolazione dell’informazione, in contesti che, però, sono caratterizzati da una forte complessità sociale, quella fotografata da Bauman attraverso il concetto di modernità liquida.

Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacità, i legami personali, i modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno.
Zygmunt Bauman – La società individualizzata

Il grande sociologo, recentemente scomparso, analizza l’età attuale come caratterizzata da una sola costante che paradossalmente è il cambiamento, così rapido da impedire la formazione di schemi cristallizzati, da rendere impossibile, o quasi, ogni aspirazione predittiva.

Molto interessante è la concezione dell’individuo che emerge dai lavori del pensatore polacco.

La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza.
Zygmunt Bauman – Paura liquida

Sebbene la paura sia vista come legata alla condizione umana, mai come nei nostri giorni l’individuo, privo di punti di riferimenti, è in balia dell’assoluta incertezza.

Per un approfondimento rimandiamo ad un’intervista, che troviamo su RAI Storia, in cui questi concetti sono spiegati in modo molto più dettagliato di quanto sia nostro obiettivo.

Come già dicevamo in un precedente articolo, le tecnologie, in particolare quelle digitali ed internet, che portano ad una disponibilità immediata e senza precedenti di informazioni, hanno degli effetti collaterali che possono sembrare paradossali.

Oltre alla disinformazione per ridondanza, possiamo far riferimento ad un meccanismo psicologico, conosciuto come Effetto Dunning-Kruger, relativo ad una distorsione cognitiva secondo la quale meno si è competenti in un determinato settore, più la tendenza a sopravvalutare le proprie conoscenze è forte.

I due psicologi introducono il concetto nel 1999, quindi alle soglie del terzo millennio, e confermano l’effetto con una serie di ricerche empiriche.

La disponibilità della conoscenza della rete è condizione ideale per il proliferare di pseudo esperti, che confondono la semplicità e universalità dell’accesso all’informazione come corrispondente alla semplicità del problema affrontato.

Anche senza giungere agli estremi della provocazione del cantante Emanuele Castaldi, che propone ricette e farmaci liberamente autosomministrati con il supporto di una giuria popolare, sono tante le persone che ricorrono all’autodiagnosi e arrivano a contestare medici o comunque esperti di un qualsiasi settore in base allo stralcio di testo o alla frase estrapolata da siti dei quali non si è in grado di distinguere autorevolezza e attendibilità.

Se da un lato la tendenza a ridurre la complessità della modernità liquida può essere interpretata come una umanissima reazione alla paura generata dall’incertezza, questo genera un clima di caccia alle streghe, dove il possesso di titoli di studio, di esperienze professionali ed accademiche viene visto come una caratteristica negativa, proprio perché ripristina la complessità che si tenta di esorcizzare.

Nel dubbio qualcuno sta cominciando a togliere dalle pareti “i pezzi di carta” e a sbagliare volontariamente qualche congiuntivo ogni tanto, visto che ormai chi usa correttamente la forma verbale è guardato con sospetto.

E c’è chi, in questo contesto, strumentalizza la paura, la cavalca come strategia di consenso elettorale, contrappone alla visione rassicurante della propria politica alla complessità analizzata dalle scienze.

Una politica di pancia, poco razionale, che magari si aggancia ad un passato rassicurante, meno tecnologico e caratterizzato da meno incertezze, dove piuttosto che vaccinarsi basta farsi attaccare il morbillo dal cuginetto e togliersi il pensiero.

Un nuovo conflitto di una politica che rivendica una presunta autonomia dalla scienza, anzi, ne fissa una preminenza gerarchica.

Posto che chi scrive ha un atteggiamento razionalmente critico nei confronti del progresso, dello scientismo, che sia effettivamente convinto che la scienza ricade nel dogmatismo soprattutto quando si pone come esclusivo mezzo di conoscenza, altrettanto forte è la convinzione che tale atteggiamento non può e non deve condurre all’antiscientismo o all’oscurantismo.

Se fosse prevalsa la politica sulla scienza oggi crederemmo ancora in una terra piatta e immobile, punto fisso di un universo geocentrico.

E probabilmente nei confronti di chi la pensa diversamente useremmo ancora roghi e mordacchie che fortunatamente, almeno per il momento, sono sostituiti dalla meno cruenta gogna mediatica messa in atto da analfabeti funzionali che difendono le loro certezze da ricerca sul web dallo sconsiderato assalto degli esperti.

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Pietro Riccio

Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.