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Noemi, la rondine che fa primavera

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Tanta gente in strada; un pomeriggio primaverile come molti altri; colpi di arma da fuoco, urla, sangue e poi, ci sei Tu!
Di ciò che sarà di quell’uomo e del suo sconsiderato atto di violenza fine solo a se stesso, sarà onere della giustizia degli uomini e del silenzio di Dio; eppure, il suo tributo non sarà saldato, fino a quando non chiederà perdono a te che sei l’innocenza di ogni bimbo che vive in questo mondo.

Adesso però, dolce Noemi, voglio raccontarti una storia di quando io ero piccolo come te e che amavo ascoltare dalla mia mamma. Sai, lei era molto più grande di me, eppure io, quando ero tra le sue braccia e l’ascoltavo incantato, la vedevo giovane e bella, quasi come una fata magica che mi proteggeva da tutto e da tutti, così come fa la tua mamma con te.

Allora, per tenermi buono, la mia mamma mi parlava di una piccola rondinella che si era anticipata nel tornare dai luoghi caldi della terra, sai, dove c’è sempre il sole estivo e le giornate sono quasi sempre tutte belle. Questa rondinella, incuriosita di vedere il mondo e affascinata dalle avventure del viaggio che l’aspettava, spiccò il volo da sola e si diresse verso i luoghi incantati, di cui aveva sentito parlare i suoi genitori.

La rondinella volava, volava e si riempiva i polmoni di aria fresca nel planare e sorvolare al contempo, posti a lei finora ignoti; campi ricolmi di fiori di ogni genere e colore; castelli principeschi; corsi d’acqua da cui saltavano fuori pesci giovani almeno quanto lei; e poi le case, gli alberi, gli altri animali che stavano risvegliandosi dopo il lungo letargo invernale. Eppure, quando tutto sembrava filasse per il verso giusto, accadde qualcosa…

Nel mese di marzo, il tempo che accompagna la stagione primaverile non è certamente stabile, anzi, alquanto incoerente e pazzerello. E infatti, la rondinella, si imbatté in un brutto temporale, screziato di fulmini e saette, un forte vento e tanta, tanta pioggia. Immediatamente, le correnti forti del vento la costrinsero a planare e la piccolina si ritrovò, bagnata e infreddolita, sul piccolo balcone di una casina di campagna. Lì, da sola e stanca, la giovane rondinella ripensava ai suoi genitori e avvertiva la loro mancanza.

A un certo punto però, un bimbo, la intravide dalla finestrella della sua cameretta e chiamò subito la sua mamma. In men che non si dica, la piccola rondinella si ritrovò al caldo e coccolata dalla mamma e dal bimbo, che l’avevano accolta nella loro casa, piccola e confortevole. Mentre la rondinella beccava qualche semino che le aveva donato il bimbo, sentì la mamma, dolce e amorevole che l’aveva accolta dire:

Vedi figlio mio, questa rondinella si è anticipata troppo nel tornare dalle nostre parti. La natura non è ancora pronta a accoglierla, ma ci occuperemo noi due di lei, fin quando la sua mamma e il suo papà non torneranno a prenderla. È proprio vero, una rondine non fa primavera!

Di lì, a qualche settimana, stormi di rondini tornarono nella regione in cui era finalmente sbocciata la primavera; la rondinella tornò libera assieme ai sui genitori e, con loro, costruì un nido bellissimo sotto la grondaia della casa, dove aveva trovato ristoro, grazie alla mamma e al suo bambino. E fu proprio in quel nido d’amore che nacquero tanti fratellini e sorelline, e la rondinella non fu mai più sola.

Dolce Noemi, questa favola che ancora ricordo dopo tutto questo tempo, nel corso degli anni ho imparato a interpretarla diversamente. Dove sei adesso, so bene che puoi ascoltare me, le persone a te care e tutte quelle che non conosci, ma che hanno un pensiero dolce per il tuo cuoricino che batte forte forte e per il tuo ritorno tra noi.

Tu Noemi sei la rondinella che fa questa primavera, perché quando sarai nuovamente desta, ti ritroverai in un mondo ancora più bello e colorato di quello che hai lasciato chiudendo gli occhi, soltanto per dormire e riposare un po’, ma giusto un po’.

Sai, io ho una bimba piccola come te, bella e principessa come te, che non aspetta altro che di conoscerti e giocare insieme a te, dove e quando vorrete. Lei però non ha una cosa che hai tu: il colore azzurro dei tuoi occhi, belli e vividi come non mai. In quello splendore di cielo, piccola e dolce rondinella, noi tutti ti aspettiamo per vederti sorvolare e planare, perché tu solo puoi fare la primavera nella nostra città.

Adesso, se proprio hai bisogno di riposare, resta serena e tranquilla, ma non farci aspettare troppo; i giochi, i prati, le giostre ti attendono. Sei un dono straordinario!
Il tuo nome, o dolce Noemi, è un nome antico e importante e significa gioia! Sai, mia figlia che si chiama Letizia, porta nel suo splendido nome lo stesso significato del tuo, non trovi sia meraviglioso?

Che la gioia accompagni il tuo imminente risveglio e l’amore di ogni padre, di ogni madre e di ogni figlio ti sia vicino in questo viaggio di ritorno verso la continuità della tua splendida Vita, che non aspetta altro che tu percorra nuovamente i suoi sentieri.

Con amore, per amore e in amore, tuo Antonio, il papà di Letizia.

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