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Napoli, conferenze di servizio con Presidi su scuole aperte

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Annamaria Palmieri


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I Dirigenti scolastici hanno rappresentato all’Assessore Palmieri i dati sulla frequenza scolastica dal 25 novembre

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Napoli.

Stamane, 27 novembre, si sono tenute le conferenze di servizio con tutti i Dirigenti scolastici del primo ciclo delle scuole napoletane, convocate dall’Assessore Annamaria Palmieri di concerto con Ufficio Scolastico Regionale.

Presenti anche le Direzioni delle Municipalità, competenti sul segmento 0 – 6 dell’offerta comunale.

Alla presenza dell’Assessore e del Direttore Luisa Franzese, i Dirigenti scolastici hanno rappresentato i dati sulla frequenza scolastica dal 25 novembre, giorno in cui sono riprese, ai sensi dell’Ordinanza regionale n.92 del 23/11, le attività didattiche in presenza per la scuola dell’infanzia e la prima classe della primaria: dai numerosi interventi si evidenzia un calo abbastanza generalizzato delle presenze per le scuole dell’infanzia, segmento non obbligatorio, diminuzione che in diversi casi era stata rilevata sin dall’inizio dell’anno scolastico.

Per le classi prime della scuola dell’obbligo, al momento le percentuali di assenza sono differenziate territorio per territorio e in molti casi connesse alle paure dei genitori che per alcune classi, con varie petizioni, hanno chiesto ai Dirigenti e alle diverse istituzioni di prorogare la DAD fino alle vacanze natalizie.

Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale ha chiarito con dovizia di riferimenti legislativi che la scuola dell’obbligo è soggetta alle norme nazionali e che pertanto – fatte salve le esigenze di alunni e lavoratori fragili debitamente certificate dai medici competenti – l’autonomia scolastica non consente ai Dirigenti discrezionalità sulla presenza a scuola; è responsabilità genitoriale consentire ai bambini l’esercizio del diritto allo studio, pena il rischio di segnalazione di evasione scolastica.

Ai Dirigenti è fatto obbligo di rispettare il quadro normativo che discende dalle indicazioni ministeriali e dalle ordinanze a firma del Capo dipartimento del M. I.

L’autonomia scolastica può trovare spazio nella flessibilità della modulazione del tempo scuola, degli orari, dei turni, ma non nella definizione di percorsi differenziati dagli altri e a distanza in base a ragioni non certificabili.

Anche per le condizioni di “fragilità” degli allievi o dei loro familiari la norma prevede l’acquisizione di certificazioni da parte dei medici competenti.

La discussione si è ampliata a toccare il tema molto sentito della dispersione per la quale – si è impegnata l’Assessore Palmieri – è necessario rinvenire nuove modalità di raccolta dati e di intervento in questo periodo di emergenza, non gestibile con gli strumenti ordinari.

Ancora, l’Assessore ha illustrato ai presenti i dati dello screening e della curva epidemiologica ricevuti dall’Unità di Crisi regionale dopo la richiesta avanzata dal Sindaco de Magistris di approfondimento sulla situazione del territorio napoletano per conoscere eventuali e specifiche “criticità accertate”.

Dati che nel complesso, come già ribadito nell’Ordinanza regionale, evidenziano una situazione di sostanziale minor rischio, ma non permettono al momento di effettuare ulteriori e diverse valutazioni.

Questo è quanto emerge anche dalla relazione che sugli stessi dati ha fornito all’Amministrazione Giuseppe Signoriello, professore di Statistica medica dell’Università degli Studi Luigi Vanvitelli.

Si è infine trattato il tema della refezione scolastica, che potrà ripartire appena le scuole torneranno a regime di orario pieno in presenza: le direzioni di Municipalità invieranno alle scuole indicazioni in tal senso attendendo il loro riscontro, per poi dare inizio alla raccolta on line delle iscrizioni agli utenti.

Il confronto è stata l’occasione per tanti di ribadire l’importanza, sottolineata dal Direttore dell’Ufficio Scolastico, dai dirigenti tutti e dall’Assessore, di scegliere uniformi linee di azione e risposta a livello cittadino da parte delle diverse comunità scolastiche, per evitare ulteriore disorientamento dell’utenza che va accompagnata a ritrovare fiducia nella scuola come luogo sicuro e accogliente.

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