Intervista esclusiva a Monica Guerritore

Intervista esclusiva a Monica Guerritore

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Monica Guerritore


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L’incontro con la bravissima attrice alla conferenza stampa di presentazione di #StavoltaVoto

Incontriamo la poliedrica artista Monica Guerritore alla Festa del Cinema di Roma nell’ambito della conferenza stampa di presentazione della campagna di comunicazione istituzionale #StavoltaVoto per le elezioni europee del 26 maggio 2019 e di lancio delle proiezioni in Italia dei film finalisti del Premio LUX.

Il suo intervento, non previsto in scaletta ma caldamente sollecitato dalla moderatrice, la regista ed autrice cinematografica Mimma Nocelli, viene accolto con entusiasmo da tutti.

Con quella sua meravigliosa inconfondibile voce calamita totalmente la nostra attenzione. Risponde in modo puntuale al quesito della Nocelli su quanto il cinema europeo riesca a raccontare la nostra realtà al resto del mondo, soffermandosi sull’importanza del sentirsi cittadini europei e sulle opportunità offerte dalla comunicazione multilingue in ambito cinematografico e nella routine quotidiana.

Le sue considerazioni sono così interessanti che la avviciniamo al termine della conferenza chiedendole di approfondire il discorso sulla sua visione del cinema europeo.

Il cinema mondiale nasce da quello europeo; in qualche modo la narrazione delle storie, che in fin dei conti sono sempre uguali, scaturisce dalla grande lezione iconografica che poi il cinema ha utilizzato per raccontare l’essere umano. L’Europa è la culla dell’immaginario, della visione, del modo di rappresentare l’umanità.
È il Rinascimento che porta nella pittura, nei segni, nelle vicende, la manifestazione di quella che è l’interiorità dell’essere umano, la sua immagine. Tutti i racconti dell’uomo che, come diceva Strehler, diventano racconti dell’umanità attraverso il cinema.

Da un punto di vista pratico credo si possa e si debba fare di più. Ritengo sarebbe opportuna una regolamentazione sul cinema relativamente agli idiomi da utilizzare per far rivivere la settima arte. Oggi siamo abituati ad un meccanismo tale per cui una pellicola si gira solitamente nel proprio Stato e nella propria lingua e questo è limitante.
Sarebbe auspicabile, invece, un cast europeo che, indipendentemente dalla nazionalità di origine, di volta in volta, utilizzasse una sola stessa lingua.

Penso ai nostri ragazzi che viaggiano e si trasferiscono per alcuni periodi all’estero per istruirsi e si mantengono, spesso, con un lavoro al di sotto delle proprie potenzialità e mi chiedo perché non far seguire loro lezioni di cinema in un’altra lingua.
Perché non recitare, dirigere, scrivere una sceneggiatura immersi in una Cultura altra?

Personalmente, adorerei recitare in inglese o in francese o ancora imparare il tedesco.
In questo modo si rimetterebbe in circolo tutto un mondo, abbattendo le barriere, accorciando le distanze. Ne beneficerebbe la Cultura in senso lato perché si sarebbe “costretti” ad entrare in altri meccanismi mentali, ad ampliare la propria ottica di osservazione, a migliorarsi.

Mi fa un consuntivo su questo evento appena concluso e sull’importanza del motto #StavoltaVoto, indipendentemente dalla personale appartenenza politica?

Si deve andare a votare perché l’Europa, come la Costituzione, è uno Stato dell’essere, e, in quanto tale va difesa contro eventuali influenze esterne che la vorrebbero ridurre a terreno di caccia per imprese finanziarie, scorribande, basi missilistiche, separazioni geopolitiche.

Votare per cambiare quello che non ci piace, sostenere chi ha la nostra stessa visione del futuro, non piegarci nelle mani delle grandi potenze, difendere quella che è la nostra essenza, la nostra anima europea.

Noi siamo europei dall’epoca di Cesare. L’Europa è nata formalmente adesso, ma noi siamo europei fin dall’allora. L’Umanesimo, la letteratura, la lingua, noi siamo lo stato di diritto. Questa è la nostra civiltà. Ecco perché è necessario andare a votare!

Che senso ha la cultura oggi? Come, attraverso il cinema, possiamo avvicinare concretamente i giovani alla cultura, facendo capire che investire su se stessi è primario, anche per imporsi a livello europeo in maniera fattiva?

La cultura è uno strumento, non è l’acquisizione di un bagaglio o di nozioni, dati, film, è elaborazione di un fatto che diventa esperienza personale.
Entri in una sala, ti siedi con alle spalle una fonte luminosa che non vedi. Man mano, sullo schermo, emergono davanti a te delle figure che raccontano, attraverso metafore, la tua situazione fisica, il tuo coinvolgimento psicologico. Accade più o meno lo stesso con le favole per i bambini; trasformi una storia in un tuo mondo personale, acquisisci un bagaglio interiore, comprendi dei concetti attraverso la riflessione.
Questa è la Cultura, è il lavoro che fanno anche il teatro, l’opera d’arte, la letteratura.

A Napoli, ad esempio, vedi il Cristo velato, un blocco di marmo avvolto da un sudario trasparente, e capisci che all’interno di quel velame c’è qualcosa in movimento, qualcosa che sta subendo una trasformazione interiore. Quella statua non è un corpo morto perché pulsa di vita.

Al contrario, i pixel, i tweet, sono un corpo morto e il nulla. Tutto quello che rimane nella retina e non passa nella tua stanza dello sviluppo e stampa, che poi è la tua anima, non diventa esperienza.

Che spettacolo teatrale ha in programma nell’immediato? Napoli è una piazza prevista?

A Napoli è da un po’ che non vengo. La tournée di ‘Giovanna d’Arco’ partirà il 3 novembre e toccherà, però città, vicine come Pomigliano d’Arco, Eboli, Castellammare di Stabia, Agropoli, che poi sono le mie terre, perché io sono di Ravello. Oggi c’è bisogno di scendere in campo e combattere con coraggio, ecco perché ho ripreso ‘Giovanna d’Arco’.

Ci congediamo a malincuore dalla Guerritore, che con grande disponibilità si è concessa alle nostre domande, ma ci lasciamo con un arrivederci, non mancheremo di seguirla quando con la messinscena della ‘Giovanna d’Arco’ approderà in Campania.

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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.