Home Lombardia Regione Lombardia ANCI Lombardia, Fermi apre lavori XVIII Assemblea congressuale

ANCI Lombardia, Fermi apre lavori XVIII Assemblea congressuale

147
Alessandro Fermi


Download PDF

‘È giunto il tempo di cambiare e rilanciare il ruolo e l’importanza dei Comuni, rivendicando il buon lavoro dei nostri amministratori locali’

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Sarà il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi ad aprire domani sabato 12 ottobre i lavori della XVIII Assemblea congressuale dell’ANCI Lombardia, che si terranno al’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli dalle ore 9:30 alle 13:00 sul tema ‘L’autonomia parte dai Comuni: crescere insieme e con responsabilità’.
E saranno proprio il nuovo ruolo dei Sindaci e dei Comuni, la necessità di una maggiore autonomia a beneficio degli Enti locali e i contenuti del nuovo protocollo sottoscritto tra l’ANCI e il Consiglio regionale della Lombardia i temi principali che affronterà nel suo intervento introduttivo il Presidente Fermi.

Sottolinea Alessandro Fermi:

Il percorso di autonomia che abbiamo avviato e su cui stiamo sollecitando il Governo nazionale, per i Comuni è una condizione fondamentale e imprescindibile per rinsaldare la dignità e l’importanza dei Sindaci e degli amministratori locali.

Dobbiamo condividere la necessità della ripresa di un regionalismo responsabile e cooperativo seppur differenziato, in grado di rafforzare i valori di autonomia, decentramento e proporzionalità, e di un municipalismo rinnovato nella sua essenza di interprete dei bisogni delle comunità.

Territori e istituzioni locali avvertono l’urgente necessità di un intervento di riordino istituzionale importante che possa colmare l’incertezza organizzativa e gestionale provocata da decisioni e nuove normative confuse, dalle quali è scaturito un indebolimento generale di tutta l’amministrazione locale creando una situazione che tende ad aggravarsi a causa dei continui tagli di risorse.

Dalla legge 56/14, la cosiddetta ‘Legge Delrio’, al mancato esito positivo del referendum che doveva cancellare le Province dalla Costituzione, siamo precipitati in una terra di nessuno, piena di incognite e di paradossi. Di certo vi è ora la necessità di un riordino sistematico che coinvolga, a livello regionale, il rapporto tra aree vaste e Comuni.

Restituire dignità e importanza ai Sindaci e agli amministratori locali

Prosegue Fermi:

Nell’ultima tornata elettorale, in ben 188 Comuni lombardi su 995 si è presentata un solo candidato Sindaco e una sola lista, mentre in 16 casi addirittura non si è presentato nessuno, con il conseguente commissariamento del Comune.

Le cause di questa disaffezione sono numerose e riguardano in generale l’indebolimento progressivo delle autonomie locali, attraverso la riduzione sempre maggiore della rappresentanza e del numero di Consiglieri, le indennità di carica ridottissime a fronte di una responsabilità crescente, i rischi incombenti di finire in tribunale per atti compiuti in buona fede.

Ma ora è giunto il tempo di cambiare, di mettere nella giusta luce il lavoro degli amministratori locali attraverso una narrazione diversa da quella della cosiddetta antipolitica. Dobbiamo diventare capaci di comunicare il buon governo dei nostri Comuni.

Dobbiamo rivendicare con chiarezza il valore del lavoro dei Sindaci e dei Consiglieri a cui deve essere riservata un’indennità di carica adeguata e dignitosa, commisurata alla responsabilità e alle prerogative che esercitano. Dobbiamo portare all’attenzione del legislatore nazionale le criticità di alcune norme, che rischiano di trasformare la figura del Sindaco in un facile bersaglio per chiunque presenti una denuncia.

In questa ottica, il tema della riforma dell’abuso d’ufficio è sicuramente importante e attuale, ma va affrontato andando oltre gli slogan e le facili affermazioni della polemica mediatica.

Semplificare e sburocratizzare

Altro aspetto che il Presidente Alessandro Fermi porterà domani all’attenzione dei Sindaci è quello della necessità di rendere più incisiva la lotta alla burocrazia.

L’impegno per la semplificazione e per l’abbattimento delle ridondanze nelle richieste di informazioni provenienti dalle strutture amministrative centrali e dagli organi di controllo costituisce un interesse di primaria importanza i Comuni. La semplificazione è un fattore di sostenibilità economico – organizzativa nella gestione dei Municipi, già fortemente gravati da rilevanti tagli degli ultimi anni e da carenza di ricambio generazionale, criticità queste sempre più diffuse e che risultano ulteriormente accentuate per i Comuni di piccole dimensioni, che rappresentano oltre il 70%.

Semplificare e sburocratizzare significa anche non introdurre nuove norme che abbiano la finalità solo apparente di voler arginare il fenomeno della corruzione. La proliferazione di norme e di adempimenti in tema di anticorruzione, che soffocano e in alcuni casi paralizzano soprattutto i piccoli Comuni, sembra un modo per salvare la forma, senza entrare nel merito della sostanza, rischiando oltretutto di far passare il messaggio che gli amministratori siano tutti “corrotti da spazzare via”.

Così non è nei fatti e lo dimostrano i grandi risultati che i comuni ottengono pur con poche risorse e tanti ostacoli.

La buona amministrazione non si ottiene con la moltiplicazione delle leggi, ma si alimenta anche grazie allo snellimento delle procedure, alla formazione continua e adeguata della classe dirigente.

Ripensare il sistema finanziario dei Comuni
In conclusione il Presidente Fermi porrà la questione di come i Comuni abbiano dato un contributo enorme al risanamento dei conti pubblici, subendo tra il 2010 e il 2017 un taglio di risorse di oltre 9 miliardi di euro oltre a vincoli di finanza pubblica per ulteriori 3,3 miliardi.

Conclude Fermi:

L’aggiustamento strutturale di finanza pubblica che ha consentito all’Italia di superare l’esame di Bruxelles pari a 25 miliardi è stato realizzato per circa la metà a carico dei soli Enti locali.

Il dato appare sorprendente se si considera che il comparto dei Comuni pesa in percentuale sulla spesa dell’intera Pubblica Amministrazione solo per il 7% ed impone una significativa revisione all’insegna di un sistema più flessibile dove i Sindaci possano operare scelte utilizzando in autonomia le leve tributarie e fiscali.

Nel corso dei lavori dell’Assemblea dell’ANCI Lombardia sono previsti anche gli interventi del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del Presidente nazionale dell’ANCI Antonio Decaro, del Vice Presidente Vicario ANCI Roberto Pella e del Presidente della Coordinamento delle ANCI regionali Maurizio Mangialardi.

Dopo la relazione del Presidente uscente di ANCI Lombardia Virginio Brivio, seguirà il dibattito in sala. L’Assemblea procederà quindi all’elezione del nuovo Presidente e del Consiglio direttivo di ANCI Lombardia, del delegati lombardi al Congresso nazionale ANCI di Arezzo e dei Consiglieri nazionali ANCI di competenza regionale.

Per l’elezione del nuovo presidente di ANCI Lombardia è stata presentata la candidatura di Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina (CO).

Una candidatura unitaria e condivisa che testimonia la capacità dei Comuni di fare squadra e fare rete superando divisioni e contrapposizioni e mettendo al centro l’interesse dei cittadini.

In questi anni ho avuto modo di apprezzare l’impegno con cui Mauro Guerra ha svolto i suoi incarichi politici e amministrativi al servizio del territorio, e abbiamo sempre condiviso pur da schieramenti politici differenti le rivendicazioni di una maggiore e concreta autonomia territoriale.

Mi auguro che in futuro tale battaglia possa essere condotta insieme con ancora maggiore forza.

La Lombardia è la regione italiana che ha il maggior numero di Comuni, attualmente 1507 con una popolazione media per Comune di 6.659 abitanti. Dieci anni fa i Comuni lombardi erano 1946: sono diminuiti di 439 unità a seguito di processi di fusione che, specie negli anni scorsi, hanno potuto contare anche su incentivi significativi.

Print Friendly, PDF & Email